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SIRIA, il Paese antico.13

Questa volta voglio raccontare di un Paese che mi è rimasto nel cuore, ci ho messo parecchio a decidermi di descriverlo perché quello che accade oggi mi lascia con l’amaro in bocca. Ho avuto modo di conoscere questa terra quando viveva in pace e scoprirvi grandi bellezze ed emozioni.

Damasco

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Un tipico negozio a Damasco

La capitale della Siria è considerata, al pari di Gerico, la più antica città del mondo fra quelle abitate in maniera continuativa perché secondo gli archeologi le prime testimonianze di abitazioni a Damasco risalirebbe a 11.000 anni fa. La quarta città santa dell’islam dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme è importante anche per i cristiani perchè qui l’apostolo Paolo compì la sua conversione, inoltre nella grande moschea degli Omayyadi è conservata la reliquia di San Giovanni Battista. La parte più interessante della città è il nucleo storico dove si può visitare la grande moschea degli Omayyadi, il palazzo Azem e i movimentati mercati, o suq, da quello delle spezie a quello delle stoffe e altri secondo il tipo di prodotti in vendita. Il suq è composto da un dedalo di stradine, in gran parte coperte dove si aprono dei minuscoli negozietti, l’aria è piena degli aromi dei tipi diversi delle spezie, dalle voci delle persone che vendono, contrattano e comprano e la vista è colpita dagli accesi colori delle stoffe e dal brillare dei gioielli esposti dagli orafi.

Moschea degli Omayyadi

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L’interno della Moschea

Il luogo dove sorge questa moschea era già utilizzato dagli Amorrei duemila anni prima di Cristo per celebrare i loro dei. Il primo santuario costruito in questo luogo era dedicato al dio semitico Hadad-Ramman, poi diventato Zeus in epoca ellenistica. I romani modificarono il tempio originale nel I secolo a.C. e poi ancora tra il II e il III secolo d.C., diventando il più grande della Siria romana. Nel 661 il califfo Muawiya fece erigere una moschea, quindi per circa 50 anni i mussulmani e i cristiani celebrarono i loro riti fianco a fianco. In epoche successive questa moschea superò varie calamità senza subire molti danni ma nel 1893 un grave incendio la danneggiò così gravemente da rendere necessari lunghi restauri. Il muro perimetrale della moschea segue la recinzione del tempio romano del quale ha mantenuto l’ingresso, Bab al-Barid, utilizzato dai fedeli. Alla destra di questo ingresso è presente la sala per le abluzioni rituali, dall’atrio si entra nel cortile ad arcate, che misura 150×100 metri, con il doppio ordine di archi che circonda il cortile rivestito di marmo bianco. Le arcate occidentali, il vestibolo e la stupenda facciata del transetto sono decorati con dei bellissimi mosaici, di origine bizantina, anche se la mancanza di rappresentazioni di esseri umani rispetta i dettami della religione mussulmana. Nel lato ovest del cortile è presente la cupola del tesoro costruita in epoca abbaside, del X secolo, di forma ottagonale e sostenuta da otto colonne con un bel rivestimento dorato. La funzione di questo padiglione era custodire il Tesoro di Stato. La sala di preghiera è divisa in tre navate e la struttura richiama quella della moschea del Profeta a Medina, gli interni sono stati restaurati dopo il grande incendio del 1893, le colonne sono state ricostruite in stile neoclassico ottomano e della stessa epoca sono il minbar, l’equivalente del pulpito cristiano, e il cenotafio in marmo, dove sono custodite le reliquie di San Giovanni Battista venerato dai mussulmani come profeta.

Palazzo Azem

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Una sfarzosa sala di Palazzo Azem

Vicino alla moschea degli Omayyadi si trova il Bait al-Azem, palazzo Azem, costruito nel 1749 dal governatore dell’epoca Asad Pasha al-Azem nel tipico stile di una residenza ottomana. È suddiviso in più edifici al cui interno si trovano le sale per gli incontri degli ospiti, chiamate salamlek, e quelle private, haramlek. I diversi edifici, costruiti intorno a due cortili con fontana e giardino, sono ricoperti di marmo a fasce policrome come la pavimentazione dei cortili, il tutto da un gradevole effetto visivo che esalta la maestosità del luogo. Nelle varie stanze è stato creato un museo etnografico, dove sono stati ricostruiti con oggetti e manichini momenti di vita dell’epoca ottomana. Nella cultura dell’epoca, quando una donna si sposava non poteva più uscire dal palazzo del marito e doveva vivere nell’harem, però poteva ricevere la visita della madre e quindi esistevano degli appartamenti dove soggiornavano le madri delle spose durante i periodi di visita, chiamati “stanze delle suocere”.

La Cappella di San Anania.

Si tratta di una basilica bizantina del V secolo, si trova vicino alla porta della vecchia cinta muraria della città, detta Bab Keisan, il luogo attraverso il quale, secondo la tradizione, San Paolo fuggì da Damasco, nascosto in una cesta sfuggendo così alla cattura.  Dopo la conquista araba di Damasco, nel 636, la chiesa venne confiscata ma, dopo alcune decine di anni, all’inizio dell’VIII secolo il califfo omayyade al-Walīd I ibn ʿAbd al-Malik* la restituì alla comunità cristiana per compensarla dell’espropriazione della cattedrale di San Giovanni Battista, su cui fu costruita la grande Moschea degli Omayyadi. Alla fine del XII secolo, Salah al Din la ritrasformò in moschea e solo nel 1820 fu restituita all’Ordine dei Frati Minori della Custodia di Terra Santa.

Krak dei Cavalieri

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Vanni al Krak dei Cavalieri

Questa imponente fortezza si trova su una altura nella zona montuosa vicino alla costa siriana. 
A causa di questa posizione già nel 1031 qui venne fatta costruire una postazione fortificata di soldati curdi. Da qui, probabilmente, deriva il nome arabo della fortezza, akrad in curdo. 
Nel 1110 la fortezza fu conquistata da Tancredi d’Antiochia che successivamente, nel 1142, la cedette all’ordine dei Cavalieri di Malta, gli unici che avevano le risorse per le enormi spese di mantenimento di questa grande fortezza. Agli inizi del 1200 gli abitanti erano una sessantina, oltre il corpo di guardia, e dominavano la fertile vallata sottostante. Nei periodi di necessità poteva ospitare fino a duemila persone: 200 cavalieri con la servitù e 1500 soldati. La fortezza è strutturata in due parti, una parte centrale dove erano presenti gli alloggi dei cavalieri, dei soldati e i locali di servizio. La seconda parte era composta dalla spessa cinta di mura con i vari locali adibiti alla difesa della fortezza. Si arriva fino al lato nord delle mura dove si può vedere l’ingresso originale alla rocca nascosto da una torre chiamata “della figlia del re”. Questo ingresso era collegato alle mura esterne da un lungo ponte levatoio ora non più esistente. Nella rocca superiore sono presenti gli alloggi degli abitanti della fortezza con un bel portico in stile gotico francese dietro del quale è presente la sala dei cavalieri. Una grande sala che prende luce da tre finestre sopra il portico con soffitto formato da volte a crociera sostenute da mensole. Dietro a questa troviamo la “lunga sala” di 120 metri probabilmente utilizzata come dormitorio per i soldati. Nel cortile è presente una cappella trasformata successivamente in moschea con il suo minbar. Sempre nel cortile, sul lato occidentale, una scala porta al piano alto della rocca superiore. Da qui si può arrivare all’alloggio del gran maestro all’interno di un torrione. Da questo punto si gode di una vista stupenda della pianura sottostante.

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