Riflettiamo.

“Timeo Danaos et dona ferentes”. Durante l’ultimo consiglio comunale ho riportato la frase che disse Laocoonte davanti alle mura di Troia quando i suoi concittadini volevano a tutti i costi portare in città il famoso Cavallo.

“Temo i Danai anche se portano doni”. Ecco la traduzione. Mi riferivo alla Aedes, società costruttrice delle aree Ata, in risposta al Sindaco, contento che questa società ci “regalasse il nuovo pozzo dell’acqua sito a Malanghero”. Il vecchio pozzo va smantellato per far posto all’ipermercato. E ci mancherebbe anche che non ne facciano uno nuovo. Ma è sulla natura di questi “regali” che io ho sempre qualche dubbio. Hanno sempre quel retrogusto un po’ così, come quando ti fanno un piacere solo per avere qualcos’altro in cambio.

È stato inoltre presentato un nuovo ricorso contro le aree ATA, stavolta ad opera di una società finanziaria svizzera già partner di Aedes, con cui Aedes stessa ha in ballo altri contenziosi giudiziari. Cito dati facilmente reperibili da internet.
Così dal piano finanziario di Aedes (fonte: sito ufficiale) si evince che nel corso di nemmeno un anno l’indebitamento netto di questa società è aumentato di 40 milioni, passando da 150 a 190 milioni di euro circa, a causa di altri prestiti bancari. Sono dati che fanno riflettere, da buon padre di famiglia come ogni amministratore dovrebbe essere.
E che dovrebbero far riflettere anche chi vuole lanciare Caselle in questa avventura, a tutti i costi. Di certo si sa che il nuovo ricorso costerà a Caselle altri 12 mila euro di spese legali, con annessa l’impressione che Caselle sia più utile all’Aedes che viceversa. Tanto più che Aedes in 3 anni ha visto ridurre ad un terzo il proprio valore azionario. Il 21 marzo 2014 quotava circa 1,60 euro ad azione, il 30 novembre 2017 0,48 euro ad azione (fonte: sito Borsa italiana).

Ecco spiegato perché sui bilanci e sulle Aree Ata non voterò mai allineandomi al voto della maggioranza in Consiglio. Le troppe le battaglie fatte in questi anni mi hanno di fatto creato un’opinione che non si può cambiare. Così non ritengono di fare altri membri dell’opposizione, che preferiscono assecondare la maggioranza, andando contro ai punti dei loro stessi programmi presentati in campagna elettorale.

Come sulla delibera dei 70 mila euro per adeguare i tetti al fenomeno delle tegole strappate dagli aerei. Dei 70 mila euro, 20 mila li mette Caselle. Ci paghiamo, in pratica, i danni da soli. Caselle non ha bisogno degli spiccioli (3 o 4 euro al metro) per adeguare i tetti, quando rifare un tetto di euro ne costa 150 al metro quadrato.
Serve un piano serio per ridurre inquinamento e rischi: ecco perché ho votato no. Tanto prima che  arrivino davvero i soldi passerà ancora molto tempo. Ammesso che arrivino.

Auguri Casellesi, Buone feste a tutti.

Dott. Andrea Fontana
Caselle Futura


 

Ormai siamo prossimi alle festività natalizie, per cui con spirito bonario mi limiterò a fare il punto sulle condizioni in cui versa la nostra beneamata Città.
Partiamo dal manto stradale ridotto a un colabrodo a cui si aggiunge anche il passaggio delle reti internet che lasciano un bel solco parzialmente ricoperto da calcestruzzo di color rosa.
Parlare poi di piste ciclabili ad oggi è solo una mera utopia e dove sono presenti sono abbandonate a se stesse o disegnate sull’asfalto ed in alcuni casi contromano, così giusto per non farsi mancare nulla.

Non si può dimenticare l’opera faraonica di Via Torino che è stata si riaperta per l’evento mercatale ma prontamente chiusa il giorno dopo per finire alcuni tratti che ovviamente ad oggi sono ancora lì da finire; inoltre si può ben riscontrare che nonostante sia stata riprogettata completamente non sono presenti indicatori per i percorsi dei non vedenti per non parlare degli attraversamenti pedonali con materiali lisci e altamente scivolosi.

Parlando con molti commercianti, si lamentano di essere in crisi e che la gente non si reca più a comprare, vuoi per i già fin troppi supermercati presenti, se poi si aggiungono i lavori stradali che paralizzano la città in aggiunta alla mancanza più totale di parcheggi il mix è fatale.

Cosa dire degli escrementi di cane ormai ovunque sui marciapiedi e perfino sulla soglia dell’ingresso posteriore della Chiesa documentato da me personalmente? Chiaro nonostante ci sia un regolamento che punisce chi non raccoglie i “ricordini” dei propri animali lo stesso non viene applicato per non turbare gli elettori andando a discapito di tutti.

Con l’arrivo dell’inverno il mio vuole essere un consiglio per evitare i disagi di quanto già successo negli anni precedenti per la gestione dello sgombero neve e/o dello spargimento sale da attuare con criterio e cognizione di causa soprattutto a salvaguardia della cittadinanza.

L’impegno e la costanza di questi primi mesi di mandato se non altro ci consentono di vigilare e cercare di indirizzare l’Amministrazione verso i veri problemi del paese e di cercare con i soliti tempi biblici di far recepire ciò che la cittadinanza chiede a gran voce, cioè una città non dormitorio ma con un cuore pulsante animato dal centro storico alle vie periferiche che sia in grado dare tutto ciò che serve agli abitanti che non sono solo numeri per pagare tasse e portare introiti alle casse comunali ma soprattutto parte viva ed integrante della Nostra città.

Concludo con dispiacere facendo notate che ormai giunti al 1º dicembre al contrario di moltissimi comuni limitrofi non sono state ancora installate le illuminazioni natalizie, cosa gradita sia dai bambini ma anche dagli adulti per dare un tocco a questa città ormai cupa e spenta.

Favero geom Alessandro
Lega Nord

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