Come scritto in un precedente articolo, l’ormai ex impianto di compostaggio Amiat di Tetti dell’Oleo a Borgaro sta per essere trasformato in una piattaforma di ricevimento e lavorazione di carta, vetro e plastica per tutta la Provincia di Torino.

Rifiuti privi di emissione d’odori “molesti”, che è sempre stata poi la principale problematica dell’impianto: puzze che poi si riversavano, quasi sistematicamente, più che altro sul territorio mappanese.

Un problema molto sentito dai residenti dell’ex frazione e che continua a esserlo. Non tutti sono infatti convinti della bontà della riconversione che dovrebbe portare, presumibilmente nel 2020, alla prossima riapertura dell’impianto.

Il dibattito è già divampato. La dichiarazione in merito di Sergio Cretier, presidente del Consiglio comunale mappanese con delega all’Ambiente: “Com’è ormai noto a tutti, l’impianto di compostaggio Amiat verrà prossimamente ristrutturato e trasformato in una piattaforma di deposito di carta, plastica e vetro. Piattaforma da cui tali rifiuti ripartiranno per il definitivo smaltimento. La grossa contestazione che solleva la nostra Amministrazione comunale è che non si sarebbe dovuto mai realizzare un impianto simile in una zona industriale. Ma stiamo parlando del passato, ormai l’impianto c’è e se davvero verranno trattati, in un prossimo futuro, i rifiuti sopracitati, sembrerebbe la gestione meno impattante per tutti, residenti e ambiente circostante. Speriamo che la destinazione d’uso sia davvero questa, perché una volta chiuso, sembra definitivamente, il famigerato impianto di compostaggio, per un po’ è circolata l’idea di realizzare un impianto di biogas, che sarebbe una soluzione ancora peggiore del compost. Una cosa positiva è che si metterà in sicurezza, a spese dell’azienda, il Rio Mottone in via Borgaro: finalmente diciamo noi, visto che andava fatto 15 anni fa! Le Amministrazioni comunali dovranno comunque vigilare sull’impatto ambientale, sulle emissioni odorigene e sugli scarichi di percolato: non dovremo sicuramente abbassare la guardia”.

Ma le opposizioni sono ancora più critiche ed hanno infatti presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale avente come oggetto la “predisposizione di una Ordinanza per eliminare il transito di autocarri pesanti su via Rivarolo-strada Cuorgnè e viabilità interne, escluso l’accesso alle aziende del territorio”.
Come si legge nel testo, “premesso che l’amministrazione Grassi, ha espresso, in cambio di compensazioni per 248.206 euro parere favorevole, in sede di Conferenza dei Servizi del 3/08/2017 e con delibera del 6 agosto 2018, alla riattivazione dell’impianto di compost, trasformato in un impianto destinato al deposito di plastica, carta, cartone e vetro provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani; la scelta compiuta aumenta l’inquinamento e peggiora la qualità della vita dei mappanesi; il rifiuto da trasportarsi nell’impianto equivale ad un quarto del rifiuto complessivo ed il cui transito, con ogni buona probabilità, avverrà nell’abitato di Mappano; nella predetta Conferenza dei Servizi, l’Amministrazione di Mappano non è stata capace di mantenere il vincolo, che prevedeva l’accesso all’impianto di Compost solo dal raccordo Torino-Caselle. Impegna il Sindaco e la Giunta di Mappano a tutelare la salute dei cittadini mediante la diminuzione di anidride carbonica nell’aria”, mediante l’ordinanza proposta dalle opposizioni.

 

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