Domenica 16 settembre scorso si è tenuta la funzione religiosa al Palatenda del Prato Fiera. La messa è stata celebrata all’aperto a seguito della sfilata delle associazioni casellesi nell’ambito della Festa Patronale ed è stata l’occasione per la cerimonia ufficiale del conferimento della cittadinanza onoraria a don Giovanni Balocco, da oltre 25 anni collaboratore prezioso ed insostituibile del parroco, don Claudio.

Don Balocco è il primo ”non casellese” che ha ottenuto questa onorificenza a seguito dell’approvazione del regolamento da parte del Consiglio Comunale. E proprio chi ha assistito alla funzione ed al conferimento, il Palatenda era stracolmo, ha colto una “nota stonata”: perlomeno chi era nelle prime file.
Ci racconta l’accaduto un cittadino casellese che ha partecipato alla messa e che preferisce non vengano rese pubbliche le sue generalità: “Faccio parte del piccolo comitato promotore che ha raccolto le firme per far sì che don Balocco ottenesse la cittadinanza onoraria di Caselle: visto tutto quello che ha fatto e che fa per la comunità, ci sembrava il minimo. Il don è una persona eccezionale: laureato, insegnante in due licei scientifici, espansivo, caloroso, sempre pronto ad aiutare il prossimo. Un anno fa (era settembre del 2017) abbiamo depositato le firme, ben 352, all’Ufficio Protocollo. Dopodiché, la pratica sembra essersi persa nei meandri della burocrazia cittadina. E’ stata approvata dalla Conferenza dei Capigruppo e doveva essere quindi portata in Consiglio Comunale per l’approvazione. Ad aprile intervengo proprio in un Consiglio, approfittando dei 30 minuti concessi ai cittadini, per capire a che punto fosse la pratica, ma non era ancora pronta. Il benestare arriva, finalmente, durante l’ultimo Consiglio del 30 luglio scorso!”. “L’Amministrazione Comunale decide di consegnare l’onorificenza durante i festeggiamenti patronali”, prosegue il cittadino, “e si giunge a domenica 16 settembre. Tutti contenti ci rechiamo alla funzione e cosa scopriamo? Che sul palco, proprio dietro al leggio, compare una bestemmia scritta da qualcuno per rovinare il murales realizzato qualche anno fa. Il problema è che tale bestemmia campeggia proprio sopra le teste di chi si è alternato nella lettura: impossibile non vederla! Questa blasfemia è quindi comparsa in tutte le foto ed ha perciò fatto il giro dei tanti amici e conoscenti di don Balocco sparsi per l’Italia! Una vergogna: che figura ha fatto Caselle! Possibile che nessuna delle persone sedute nelle prime file (tra cui le autorità) si siano accorti di nulla? Perché nessuno è intervenuto per rimuovere, o perlomeno coprire, tale scritta? Si poteva almeno spostare il leggio. Oltretutto pare che tale bestemmia sia presente da molto tempo: possibile che nessuno si ponga il problema? Ho segnalato l’accaduto al sindaco ed al maresciallo dei Carabinieri, ma a distanza di qualche giorno, nessuno ha ancora provveduto a cancellarla”. Con amara ironia, il cittadino prosegue: “Tentiamo di ipotizzare alcuni motivi per spiegare l’accaduto: che i fedeli (tali non sono stati) presenti almeno nella metà della struttura verso l’altare avessero sempre lo sguardo rivolto altrove? Oppure fossero tutti in lista d’attesa per visita oculistica o che pensassero toccasse al vicino reagire alla bestemmia e fare qualcosa…”. Conclude il cittadino indignato: “Indigna il fatto che nessun responsabile religioso, civile e della forza pubblica si sia attivato per far coprire la scritta blasfema. Ne chiedo la cancellazione al più presto per evitare alla Comunità cittadina ulteriori dimostrazioni di disvalore sociale ed etico. Siamo ormai in una società senza spirito critico, siamo anestetizzati”.

A seguito della segnalazione giunta in redazione, abbiamo contattato il sindaco, Luca Baracco, per un confronto in merito. “Non esiste una durata prefissata per lo svolgimento dell’iter”, comincia Baracco, “a seguito delle segnalazione da parte di un cittadino, di un gruppo, di un’associazione o di un consigliere, si prepara un dossier (a cura del proponente) che deve seguire quanto previsto dal regolamento. Tale dossier viene poi esaminato dalla Conferenza dei Capigruppo e, se ritenuto idoneo ed approvato, viene inviato all’esame del Consiglio Comunale: il Consiglio per concedere la cittadinanza onoraria deve approvare la proposta con una maggioranza di almeno i due terzi degli aventi diritto. Prima di sottoporlo all’esame del Consiglio, visto il candidato, abbiamo però ritenuto opportuno che ci fosse un passaggio presso la comunità parrocchiale. Approvata poi la proposta nel Consiglio Comunale di fine luglio, abbiamo ritenuto fosse opportuno consegnare l’onorificenza a don Balocco durante i festeggiamenti patronali”.
Per quanto riguarda la scritta blasfema? “Quando un cittadino vede qualcosa che non va (un qualsiasi disservizio, una buca, etc.), fa benissimo a segnalarlo al Comune: è una forma di collaborazione indispensabile tra l’istituzione ed i cittadini per perseguire il bene comune. Però se lo scopo è quello di risolvere il problema; se invece lo si fa con altre ragioni mi pare un mero pretesto per strumentalizzare. In questo secondo caso il discorso cambia totalmente. E poi non mi pare che in molti si siano soffermati su questo particolare… Se era davvero presente da anni, perché non ci è stato segnalato prima? Perché rovinare una mattinata di festa e comunione per un problema che, per molti casellesi, è sembrato non così importante rispetto a tutto il resto? Comunque nel giro di pochi giorni, la scritta è stata coperta”.

La bestemmia è stata coperta dalla macchia rossa presente in questa immagine

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