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lunedì, Giugno 24, 2024

    Sì TAV, no TAV, mini TAV, forse TAV

    È ormai iniziato da oltre due mesi il 2019, ma noi in Italia siamo ancora fermi ad una diatriba nata negli anni ’90: quella del TAV, o della TAV. Già da questa incertezza iniziale si capisce la complessità e la litigiosità del popolo italiano.

    TAV sta per “Treno ad Alta Velocità” e, ormai lo sanno anche i sassi, sarebbe la linea ferroviaria internazionale, di oltre 200km, che collegherebbe Lione con Torino, rivolta sia al trasporto persone, sia a quello merci. Per la parte transfrontaliera, sono previsti ingenti stanziamenti da parte dell’Unione Europea, mentre per le tratte nazionali, il costo è a carico dei singoli Stati. La linea ad alta velocità dovrebbe andare ad “affiancarsi” a quella tradizionale, progettata nell’Ottocento, passante attraverso il Frejus. La tratta Torino-Lione andrebbe poi “calata” all’interno dei cosiddetti “corridoi” europei di collegamento ad alta velocità.

    Il problema non è tanto qui capire se sia giusto o meno realizzarla per motivazioni economiche, politiche, ambientali e chi più ne ha più ne metta. Non parliamo neppure tanto dei miliardi di euro da spendere per realizzarla o di quelli che perderemmo di stanziamenti europei in caso di rinuncia; neanche delle megapenali cui andremmo incontro.

    Ciò che trovo assurdo è che in Italia non si decida quasi mai nulla, sia tutto oggetto di diatribe, di cavilli, sia tutto complesso. Ancora più assurdo è che queste nostre divisioni, indecisioni, tentennamenti, voltafaccia, continuino a farci perdere la dignità nazionale all’estero.
    Il problema non è l’idea che l’Italia, intesa come sistema-Paese o come governo o come lobby, porta avanti su di un determinato argomento o progetto; il problema è che l’Italia non ha mai idee chiare e quelle che ha le cambia spesso e volentieri in virtù di opportunismi di corto respiro o di interessi di bottega.

    La figura che sta facendo il Belpaese su questo argomento è tragicomica, se in mezzo non ci fosse la nostra credibilità ed il nostro onore, oltre che una barcata di euro. Anche il nuovo governo giallo-verde sta facendo davvero brutta figura con tutti, in casa e fuori: la TAV si farà; no, non si farà perché l’analisi costi-benefici è negativa; si può realizzare solo l’essenziale (?); si potrebbe fare una “mini-TAV”… Ma di cosa diamine stiamo parlando? C’è una schizofrenia preoccupante, e nemmeno troppo latente, in questa santa alleanza Lega-5 Stelle! C’è un Governo eletto o no? Questo decida se il progetto procede o no! E invece no, si fa, non si fa, vediamo, stiamo decidendo… Per favore un po’ di serietà! Basta con le promesse, i sondaggi, le piattaforme: si decida e punto!
    Il non decidere crea solo caos, con la Regione Piemonte che vuole fare un referendum, con il Lombardo-Veneto che lamenta perdite economiche incalcolabili, con la Francia che ci prende per psicolabili, con l’Unione Europea che non vede l’ora di toglierci fondi.

    E lo stesso vale per la TAP, per il MUOS, per il caos di Roma Capitale, per le Olimpiadi invernali, per le ATP Finals. Per favore, decidete e poi portate avanti la scelta fatta.

     

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