Con ottobre sono ritornati i famigerati blocchi del traffico nella zona di Torino. Chi ha un auto con la categoria euro sbagliata deve andare a piedi. I comuni aderenti all’iniziativa sono passati, nel giro di pochi mesi, da 33 a 23; anche questa è una notizia. Significa che si sfalda il fronte dello pseudoambientalismo di maniera. Tutti sappiamo che non è la vecchia euro  2 di chi fa pochi chilometri all’anno a rovinare le sorti del nostro pianeta. Caselle ha invece deciso di rimanere nel gruppo dei blocchi. Un mistero per 2 motivi. Il primo è la conformazione della nostra città: il blocco coinvolge solo determinate vie. Assurdo pensare che ad un diesel euro 2 sia interdetta via Gonella ma aperta strada aeroporto… Il motivo più incomprensibile è poi rappresentato dal traffico aereo. Vogliamo proprio dire che una  Punto  inquina quanto un aereo in fase di sorvolo? Per questo motivo Caselle dovrebbe uscire da questa politica di inutili blocchi, per i quali peraltro è difficilissimo il controllo e il rispetto delle norme, spesso complesse. A meno che le restrizioni del traffico non coinvolgano anche i mezzi maggiormente inquinanti che transitano sul nostro territorio, ovvero gli aerei.

Per non parlare del fatto che le norme cambiano di comune in comune e coinvolgono solo 4 regioni italiane, e di queste regioni solo quei comuni con popolazione superiore ai 20000 abitanti. In pratica, prima di mettersi in auto bisogna munirsi di censimento aggiornato, normative di ogni città e certificato Isee. Si fa prima a rimanere a casa.

Ma parliamo delle nostre amate aree Ata. Sembra che qualcosa si sia mosso, nonostante le pessime notizie finanziarie che hanno colpito la società costruttrice. Come andrà a finire davvero tutta la vicenda? Ad ora non è dato sapere. In ogni caso per ancora molto tempo non vedremo alcunchè di costruito: si parla di almeno 1 anno solo per indire gli eventuali appalti, più altri anni per fare le opere stradali. Sempre che tutto vada per il giusto verso, cosa per nulla scontata.

Unica cosa certa è la cattiva opinione che da più parti si è levata contro la nuova speculazione edilizia sul nostro territorio. Sui social sono apparsi centinaia e centinaia di commenti negativi, principalmente contro il consumo di suolo e contro i grossi ipermercati che ormai sono ovunque, nei dintorni di Torino.

Eppure il partito che più di tutti propone questi tipi di progetti  a livello comunale casellese prende sempre molti voti: critiche pesantissime, poi non confermate in cabina elettorale. Alcuni dicono per i posti di lavoro: vecchia scusa.  Se da un lato qualche posto da commesso o magazziniere si crea, dall’altro si distruggono decine di piccole attività commerciali anch’esse “posti di lavoro” per tante famiglie. Bisogna soltanto scegliere da che parte stare. Poi non ci dobbiamo lamentare se i paesi e le città muoiono.

Cosa hanno portato a Settimo, Vinovo, Grugliasco gli immensi ipermercati? Danaro degli oneri agli inizi, peraltro presto esaurito, e poco altro. Nessuno di quelli che frequentano Settimo Cielo penso sia mai andato in centro a Settimo, ad esempio. Un ideale di città e di sviluppo che non può essere quello giusto.

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