Alla Fondazione Accorsi – Ometto ( Via Po, 55 ), s’è inaugurata la prima mostra importante organizzata dal nuovo direttore Luca Mana, Presidente Costanzo Ferrero; si tratta  dell’esposizione curata da Carlo Sisi riguardante il pittore Corcos (1859 – 1933) che si forma presso le Accademie di Firenze e Napoli per quindi recarsi, giovanissimo, a Parigi e frequentare l’ambiente del De Nittis. Un’opera esposta nella galleria d’ingresso al Museo ben testimonia la vicinanza con il pittore di Barletta, innamorato dei boschi parigini.

“L’avventura dello sguardo” s’intitola la mostra torinese, con una parata di seducenti signore di alto rango oppure in posa sul Lungomare di Livorno ( come non pensare a “La Morte a Venezia?”), a Parigi sui Campi Elisi. Fra i molti ritratti spicca la figura affascinante ed elegantissima di Lina Cavalieri, attrice di enorme successo. Quindi s’affacciano i ritratti della moglie del pittore Emma, di “Fernanda Ojetti”, della figlia dello scrittore Jack La Bolina (al secolo, Augusto Vecchi), di “Paolina Bondi” dallo sguardo penetrante, della principessa sabauda “Maria Josè”. Fra gli uomini, “Giosuè Carducci” e “Silvestro Lega”, artista ormai in miseria.

L’ atmosfera della Belle Epoque rivive nelle tele di Vittorio Corcos, autore di “creature che hanno in sé qualcosa del fantasma e del fiore”; fra tante opere, seduce la tela “Sogni” bellissima ed elegante signora incorniciata da sottili tralci di foglie: un solo tocco d’azzurro ravviva il volto di chi s’affida al visitatore con penetrante sguardo e atteggiamento sicuro.

La mostra si completa con delle “passeggiate” cittadine proposte alla ricerca di ricordi, dalla poetessa Amalia Guglielminetti (Guido Gozzano, da Viù, le invia palpitanti lettere d’amore) alla violinista Teresa Tua, all’attrice Lydia Quaranta: donne tutte da intendersi “Fra fascino e intelletto”.

 (24 novembre e 15 dicembre; durata due ore c. Pren. 011/837688, int. 3).

Il catalogo è Silvana Ed., con saggi di Silvio Balloni, Emanuele Bardazzi, Ilaria Taddei. (1)

1) Giulio Ometto è scomparso nello scorso mese di giugno; l’ultimo suo acquisto per il museo è stato un vassoio in oro, tartaruga e madreperla donato nel 1749 dal pontefice Benedetto XIV al ministro sabaudo  Leopoldo del Carretto.

La mostra è organizzata in collaborazione con lo studio Berman e la Fondazione Bano di Padova.

ORARI mostra: ma/ve ore 10/13 – 14/18. Sa/do sino alle ore 19.

 

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