Da appassionati della musica siamo in primo luogo fanatici dei nostri strumenti musicali. Oggetti magici, allo stesso tempo antichissimi e ipertecnologici, sono il costante argomento di conversazione dei musici. Materiali, marche, modelli, accessori, manutenzione, ognuno ha la sua ricetta ed il suo consiglio da dare.

In queste note vogliamo condividere con i lettori fatti e notizie relative agli strumenti meno noti al grande pubblico, iniziando con uno di quelli più tipici della banda, il bombardino. É uno strumento di recente invenzione, pare che il primo sia stato costruito in Germania nel 1843 da un certo Sommer di Weimar (fonte Wikipedia). Non è ancora del tutto diffuso a livello orchestrale e nei conservatori, probabilmente perché quando fu inventato la maggior parte del materiale classico per le orchestre sinfoniche era già stato scritto.

La prima curiosità è il nome: esiste una quantità di sinonimi da confondere le idee. A noi piace chiamarlo bombardino che è il termine, di chiara origine militare, che le bande italiane hanno sempre prediletto (insieme con il fratello più grande bombardone ovvero il basso-tuba amato da Giuseppe Verdi).

Si inserisce nella famiglia numerosissima dei flicorni, ottoni derivanti da antichi corni, che presenta una quantità impressionante di misure, varianti ed intonazioni e che hanno come caratteristica comune la forma conica del canneggio, a differenza di trombe e tromboni che hanno il canneggio cilindrico. Il termine generalmente ritenuto più corretto è quindi flicorno baritono, abbreviato nel mondo anglosassone semplicemente in “baritone”.

Oggi a livello internazionale viene per lo più definito euphonium con grafia latina; la distinzione sarebbe tra i tre tasti (del bombardino e del baritono) ed i quattro tasti (dell’eufonio) dove il quarto tasto consente di accedere ed intonare più agevolmente i toni gravi.

Il termine euphonium viene dal greco “dal bel suono” a causa dal timbro morbido e caldo (scuro) dato dal canneggio conico, che anche a pieno volume non squilla e non barrisce.

Si può dire che l’eufonio sia lo strumento che conferisce alla banda il suono caratteristico “da banda”. É impiegato in ruoli di accompagnamento e di controcanto ma spesso guida anche la melodia. Per la sua versatilità ed estensione viene a volte chiamato a sostituire altri strumenti più nobili, come il fagotto o il corno francese, quando questi mancano nell’organico ed è adatto ad essere usato nelle parate dato il peso contenuto.  É insomma un infaticabile lavoratore, a volte in un ruolo da mediano (come direbbe Ligabue) ma non rifugge da splendidi momenti di gloria individuale quando è in mano a buoni solisti.

Nella foto un vecchio bombardino a cilindri della Filarmonica Cerettese nel secolo scorso.

Di recente si è riscoperto il ruolo fondatore degli italiani nella nascita della musica popolare statunitense e nel jazz. Da citare in questo caso l’italo americano Simone Mantia, classe 1873 che, emigrato da Palermo agli USA in tenera età, fu tra i maggiori virtuosi di ottoni nelle orchestre americane e scrisse una grande quantità di composizioni e di materiale didattico. Fu nominato nel 1900 “migliore suonatore di flicorno baritono al mondo”.

Tra i virtuosi di oggi ricordiamo lo strabiliante Steven Mead, musicista britannico spesso presente anche in Italia per concerti e masterclass, con al suo attivo circa 80 CD da solista e numerose pubblicazioni.

 


CONCERTO DI NATALE

La Filarmonica augura buone feste ed invita tutti i lettori al tradizionale concerto di Natale il giorno 23 dicembre alle ore 21:00 presso il salone parrocchiale di Ceretta. Ingresso gratuito comprensivo di panettone e bevande calde e fredde.

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Filarmonica Cerettese
Classe 1958, ex dirigente di azienda, torinese di nascita, ho una famiglia che unisce Sud e Nord, Italia ed Europa. Mi sono diplomato al liceo classico ed ho conseguito la laurea in Economia a Torino. In azienda mi sono occupato di controllo di gestione, amministrazione, personale. Ho lavorato oltre 15 anni in paesi esteri dirigendo piccole filiali del gruppo al quale ho dedicato tutta la mia carriera. Ho così avuto l’opportunità di avvicinarmi a lingue straniere e scoprire culture antichissime; ho provato a capire la gente di altri paesi vivendoci un po’ insieme ed ho imparato che quello che ci divide sono solo i preconcetti ma anche, troppo spesso, il peso della Storia. Una volta in pensione mi sono dedicato da una parte al volontariato, utilizzando le mie competenze a beneficio del terzo settore, dall’altro ho ripreso la passione per la musica che mi aveva sempre accompagnato, in verità senza grandi risultati. All’età della pensione ho iniziato a studiare e praticare uno strumento a fiato che mi ha permesso di introdurmi nel meraviglioso mondo delle bande musicali piemontesi. Per Cose Nostre scrivo della Filarmonica Cerettese ed in generale di temi relativi all’associazionismo musicale popolare.

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