Quando il direttore mi ha comunicato il nominativo a cui era stato assegnato titolo di “Casellese dell’anno 2019”, la sua voce era più tonante e cristallina che mai, piena di euforia: una voce che trasportava gioia.

Il prescelto? Una persona e non una “associazione”, e pure di giovane età.

Solo così si poteva giustificare tanto entusiasmo. Entusiasmo che partiva dalla conta dei voti: su 29 aventi diritto al voto, 28 avevano aderito alla proposta di eleggere “Casellese dell’anno 2019” Matteo Palmieri.

Il sentimento più spontaneo che mi è subito venuto alla mente, appresa la notizia, è stato quello di gioire anch’io nel vedere quanto onore porti alla nostra città un giovane di 19 anni che ha già collezionato innumerevoli premi e riconoscimenti.

Ci eravamo già stupiti nel leggere nel numero di novembre del nostro giornale, le sue doti e le sue capacità.

Ma ancor prima, a settembre, Cose Nostre a proposito di lui, titolava così: “Matteo Palmieri: un bronzo che accende speranze”

Il pezzo poi proseguiva raccontando come Matteo, maturità scientifica al liceo Galileo Ferraris, per la seconda volta era salito sul podio.

Dopo la partecipazione in Brasile nel 2017 ed in Romania nel 2018, con terzo posto mirabile, ecco il Regno Unito, ospitare nella città di Bath, l’olimpiade Internazionale di matematica.

112 nazioni partecipanti, 621 concorrenti, e Matteo ha vinto di nuovo la medaglia di bronzo.

Dunque, poteva non essere lui a portare alto il nome di Caselle Torinese? Certo che no.

Ora che lo vediamo sedersi sullo scranno più alto e con l’onore, non solo della cronaca, ma anche della nostra città non possiamo anche noi non avere un sussulto di gioia mista ad incredulità.

Come, un ragazzo così giovane?

Certo, un ragazzo di soli 19 anni: il più giovane in assoluto  tra i “Casellesi dell’anno”, visto che nel 2018 l’onorificenza venne conferita in modo collettivo alla Sezione “G” della scuola dell’Infanzia Andersen, dove chiaramente gli alunni erano fantastici fanciulli. “Bimbi meravigliosi” proprio come titolava il nostro giornale.

Per uno dei tanti casi che la vita ci dispensa, stiamo scrivendo e parlando di Matteo senza averlo visto e senza avere avuto l’onore di incontrarlo personalmente. Una intervista virtuale.

Matteo frequenta infatti l’Università Normale di Pisa. Ce lo raccontava già proprio a settembre, quando diceva: “Provo a superare il test di ingresso alla Normale”.

É questa una delle facoltà universitarie più prestigiose della nostra Italia, e non tutti possono accedervi.

Un numero chiuso di allievi, non permette l’accesso se non dopo un severo esame di ammissione e idoneità che Matteo ha superato brillantemente.

Dunque, Matteo a Pisa, noi a Caselle: quasi a sua insaputa, viene candidato a “Casellese dell’anno 2019” ed ora si trova al centro di cronaca, una cronaca, dalle mille sfumature che passano dallo stupore, all’incredulità, dalla sorpresa, all’entusiasmo, di scrivere finalmente di un ragazzo, dalle capacità decisamente superiori alla media e non solo.

Non avendolo avuto qui tra noi, gli abbiamo inoltrato diverse domande, alle quali Matteo ha risposto con grande piacere e dalle sue risposte mi sono convinto che lui non sia neppure l’apostrofo contenuto nella parola “m’annoio”.

Mille interessi, mille attività, tanta umiltà.

E poi….le qualità mnemoniche che madre natura gli ha dispensato.

– Matteo,… tu e Caselle? –
“Io abito a Caselle da quando sono nato, quindi vivo nella nostra comunità da 19 anni.  A Caselle ho frequentato le scuole elementari e sono stato particolarmente fortunato a trovare maestri molto preparati. Le medie ed il liceo scientifico li ho frequentati a Torino.”

– Oggi sei “il Casellese dell’anno 2019”: cosa  provi in momento come questo? –
“Sicuramente per me è stata una sorpresa, una cosa davvero inaspettata perché non ho mai molto frequentato le varie attività che la comunità ha proposto. É comunque qualcosa che mi rende molto orgoglioso.”

– Preferisci pensare sempre alle formule matematiche oppure ti aggradano anche materie letterarie e artistiche? –
“Mi piace particolarmente leggere e spero di continuare a coltivare questa passione.”

– A quali concorsi o gare hai partecipato? –
“Ho partecipato alle gare di matematica e fisica che la scuola proponeva. Ho partecipato a due gare internazionali. Nel 2018 e 2019 rispettivamente a Cluj-Napoca e a Bath.”

– Cosa hai ottenuto partecipando a tali eventi? –
“Sono state bellissime esperienze. Ho conosciuto ragazzi di tutta Italia e con molti di loro ho trascorso grandi momenti sia a Cesenatico, dove si svolge la fase finale delle gare nazionali, che a Pisa dove i ragazzi si ritrovano per prepararsi ad affrontare l’impegno più importante delle gare internazionali. Penso che con alcuni di loro sia nata una vera amicizia. Le gare internazionali sono emozionanti, perché eravamo lì… a rappresentare l’Italia. Ovunque sono andato ho avuto la fortuna di trovare un ambiente sereno e positivo.“

– Scusa la confidenza, ma tu cosa vorresti fare da grande? –
“Di sicuro qualcosa di relativo alla matematica, ma non so ancora cosa.”

– Cosa fai quando non  sei in facoltà? –
“Mi piace fare sport e trascorrere tempo con gli amici. Praticavo il judo: ho iniziato a 7 anni e ho momentaneamente dovuto interrompere. Per il momento ho dovuto ambientarmi all’università di Pisa ed ho dovuto abbandonare gli allenamenti, ma spero di poter riprendere il più presto possibile.”

Caro Matteo, che dirti? Le felicitazioni e gli auguri sono scontati. Ma c’è di più. La nostra città, eleggendoti, è come se avesse scelto di premiare idealmente il nostro futuro. Di ragazzi come te ne abbiamo disperatamente bisogno: tu rappresenti la nostra parte migliore ed è con te e con quelli come te che possiamo sperare di costruire la Caselle di domani. L’augurio che ti facciamo e ci facciamo è che tu non sia un altro “cervello in fuga”.  Solo unendo, non disperdendo le nostre forze migliori possiamo fare affidamento sugli anni che verranno. Premiando  te è come se progettassimo un ponte verso la Caselle che verrà. Auguri Matteo, possa il tuo slancio, ciò che nella vita farai servire ad aiutare la nostra collettività, che oggi ti premia, capace di reggere il passo coi tempi che ci attendono.

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Mauro Giordano
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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