Ha fatto il suo esordio pubblico a Caselle nell’ultimo Consiglio Comunale prima della pausa natalizia, giovedi 19 dicembre. È la dottoressa Diana Verneau, che subentra, nell’importante e delicata funzione di Segretario Comunale, a Stefania Truscia, trasferitasi a Moncalieri dopo circa un anno di servizio prestato a Caselle.

Anche nel caso della dottoressa Verneau, come per chi l’ha preceduta, si tratta di un incarico coperto in condivisione con Leinì. Tempo (e costi), ripartiti per il 70% su Leini, per il 30% su Caselle, come prevede una convenzione fra i due comuni in vigore da inizio 2019.

Diana Verneau, nata a Napoli 51 anni fa, dopo la laurea in Scienze Politiche con votazione di 110 e lode presso l’Università Federico II di Napoli, ha conseguito un Master in amministrazione aziendale presso la Camera di Commercio della città partenopea. Ottenuta l’abilitazione all’esercizio delle funzioni di Segretario Comunale fascia B (comuni fino a 65.000 abitanti), ha ricoperto tale incarico in diversi comuni del torinese: Sciolze, Tavagnasco, Lusigliè, Rivalba, Castagneto Po; infine Pecetto e Brandizzo, e ora Leini e Caselle.

Abbiamo incontrato la dott.sa Verneau nel suo ufficio a Caselle, nel Palazzo Comunale di piazza Europa.

Qualcosa di personale da aggiungere alle sue note biografiche, magari partendo dal suo cognome, che apparentemente non sembra partenopeo.
“Il cognome in effetti è francese, ma deriva dai miei avi, probabilmente arrivati a Napoli con i Borbone. Sono quindi italianissima. In Piemonte sono arrivata nel 2003, avendo scelto questa regione, dopo l’abilitazione. Dal 2011 sono residente a Settimo.”

Prime impressioni su Caselle e Leini, dove ora, dal 25 novembre, si trova ad operare.
“Sono due belle realtà, diverse da quelle che seguivo prima. Ognuna con le sue peculiarità, in ogni caso stimolanti. Il primo impatto è stato molto positivo, perché ho trovato persone ammodo, sia per quanto riguarda gli amministratori, che per il personale comunale.”

Qui a Caselle la minoranza consiliare, in occasione della formalizzazione della convenzione con Leini, aveva già espresso perplessità sull’adeguatezza di un impegno al 30%, tenuto anche conto dell’impatto che avrà la fase realizzativa del progetto delle Aree ATA. Lei cosa ne pensa?
“Penso che la struttura qui di Caselle permetta di mantenere questa quota del 30%. Grazie alla buona intesa fra i due sindaci, le quote possono essere interpretare con la giusta elasticità, specie se ci sono emergenze. C’è anche da dire che la presenza fisica conta fino a un certo punto, se uno riesce ad organizzarsi e utilizza gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Infine, nel caso di questi due comuni la logistica gioca anche a favore, dato che si tratta comunque di due comuni contigui.”

 

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