Cronache MarzianeEgregio Direttore, le scrivo questa lettera perché mi trovo sull’orlo della disperazione. Non le nascondo di aver cercato conforto con altre persone, ma con scarsi risultati: i Servizi Sociali erano tutti impegnati a trovare una casa per alcuni squatter, stufi di occupare quelle altrui; il Patronato doveva sbrigare quelle 1.500/2.000 pratiche riguardanti il reddito di cittadinanza; la associazioni di carità erano tutte prese da accoglienze varie. Mi è quindi venuto in mente il suo piccolo grande giornale, ed eccomi qui. Dunque, per poterle chiedere aiuto devo raccontarle la mia storia. Fino ad un anno fa circa, avevo una bella famiglia. Una di quelle “Famiglie del Mulino Bianco” descritte spesso da quel sociopatico che si firma Bear. Una bella moglie e tre figli, una bella casa e un buon lavoro.

Fino ad un anno fa. Da quella sera che, arrivando a casa, trovai mia moglie a letto con un’altra persona: mi tradiva da tempo con una militante nelle “Black Panther” di due anni più giovane. Lei sa come vanno queste cose: discussioni, rinfacciamenti, ricorso alle vie legali, divorzio, per finire con il solito avvocato. Da allora il mio mondo è crollato: non avrei mai più aperto la mia porta a nessuna donna, nemmeno se fosse stata Charlize Theron. Basta. Sono una razza troppo complicata e rompimaroni.

Ora la mia ex moglie, con la fidanzata, ha aperto un agriturismo multietnico nelle Langhe nel quale si mangia molto bene. La cucina è però stravolta e adattata alla situazione: troverete la bagna cauda e cous cous, i plin ripieni di sushi, il kebab e sashimi, la torta di nocciole dello Zimbawe e il Passito di Ho Chi Minh. Però ho ingenuamente lasciato aperta la porta dei sentimenti. E così una sera la vidi e persi la testa: Mario Ciaplu, un geometra 56enne che di notte faceva la Drag Queen nel famoso locale di Caselle “Raspe e gazzosa”.

Anche se ho avuto molte difficoltà ad accettare la mia nuova realtà, viviamo ormai insieme e siamo molto felici. Mia figlia ha 28 anni, separata e con un figlio, è una  militante nel centro sociale Aceto Okkupato. Vive con Francesco BellaZio: un fidanzato (per fortuna) identico a lei. Entrambi non sopportano le leggi tranne quando gli fa comodo; per muoversi usano solo il monopattino elettrico o la E-bike, infrangendo regolarmente tutto il codice stradale. Naturalmente sui mezzi pubblici viaggiano gratis, in attesa del “biglietto uguale e solidale per tutti”. Mio nipote di 7 anni, è già un militante black block e a scuola ha già picchiato alcuni compagni che invece erano a favore. Eh, amore di mamma…

Sono vegani e impegnati nella lotta animalista: recentemente hanno partecipato ad un grande raduno, ideando lo slogan “Meno bistecche più finocchi”, che ha fatto imbestialire il mio amore Mario Ciaplu il quale ha evidentemente travisato sulla frase. Sono riuscito a calmarlo con un concerto di campane tibetane.

Mia figlia si è separata tre anni fa, quando ha scoperto che il primo marito (un mite impiegato del comune) era ricercato perché faceva parte delle famigerate T.E.C. (Tigri Ecologiste Casellesi): una frangia violenta degli ecologisti che entravano nelle case degli inquinatori riempiendole di plastica, mozziconi e schifezze varie che gli stessi buttavano dall’auto nei fossi e per la strada. Farei anche io la stessa cosa.

Anche mio figlio (33 anni) ha trovato finalmente l’anima gemella. Separatosi da Svetlana Baldoski, una ucraina conosciuta sulla chat “Russian Illusions” che si era dichiarata innamorata di lui fino all’ottenimento della cittadinanza italiana, ha fatto parte dell’associazione M.S.A. (Mariti Separati Abbandonati) per alcuni mesi.

Per lui è stato uno svago che gli ha fatto bene, perché ha imparato molte cose dai vari corsi svolti, come ad esempio “Come abbassare la tavoletta del water”, “La compagna non è un oggetto che ti appartiene”, “Se ti lascia ci sarà un motivo”, “Panino, birra e TV: c’è di più”, “Canottiera e ascelle moquettate: rimediare si può”.

Poi si è risposato con Genoveffa, feroce militante di estrema destra. Fanno entrambi parte del centro sociale “Boia Panatera chi molla”, si muovono con enormi Suv alimentati a carbone (ne hanno due) e purtroppo come molti bipedi ignoranti se ne sbattono del clima, della meravigliosa Greta e dell’ambiente.

Trascorrono i week end all’insegna dell’inquinamento e del consumismo: enormi grigliate di tirannosauro, gare di fuoristrada, pestaggi vari intrufolandosi nei cortei dei nemici-rivali, gite in elisky, motosurf.

Sono a favore di ogni inutile opera che comprenda tonnellate di cemento e distruzione di foreste: si sa che gli animali e le piante portano sporcizia e malattie…

L’altro mio figlio ha visto la luce. No, non sto parlando di uno che ha letto la bolletta dell’Enel. Laureatosi a 22 anni in Fisica Quantistica alla Scuola Radio Elettra di Ginevra, aveva una eccellente carriera davanti a sé (ovviamente in Svizzera, in quanto da noi i laureati fanno i lavapiatti o i centralinisti).

E aveva anche una bellissima fidanzata svizzera ex modella, che quando gli ha proposto un matrimonio, almeno due figli, un mutuo centennale per la villa di Annecy, una Audi elettrica, serate di yoga e tisane rilassanti con amici radical-chic, interi pomeriggi di aromaterapia sniffando catini di fonduta, si è fatto prete.

Probabilmente è quello che sta meglio di tutti: ora crede di essere un vescovo, vive in un attico di 400 mq. sui colli di Roma, mangia nouvelle cousine e beve eccellenti vini rari d’epoca. Si sposta in limousine con autista.

Caro Direttore, come vede posso affermare di avere una famiglia lievemente complicata, la classica famiglia arcobaleno che fa i girotondi nelle piazze, attualmente molto di moda. Anzi, direi arcobalengu.

Ora veniamo alla mia richiesta di aiuto. Tra pochi giorni sarà Natale, e sono terrorizzato: come lei sa, questa è la festa per eccellenza che vede l’unione delle famiglie. Anche quelle che si accoltellano a Natale si riuniscono per il pranzo o se preferite per il cenone. Tutti diventano buoni, almeno fino al dolce o al pusacafè.

Io che non ho più una famiglia, sinceramente andrei due settimane alle Bahamas. Ma si sa che le tradizioni in Italia sono sacre e ritornano sempre, come ha fatto quest’ultimo governo che nessuno ha votato.

Come posso fare per riunire la mia famiglia evitando lo scoppio della terza guerra mondiale?

Come posso conciliare i miei figli che hanno estreme opposizioni politiche? E il simil-vescovo dove lo metto?

E cosa cucino? Vegano o carnivoro? Dunque, se metto insieme estrema sinistra e estrema destra dopo cinque minuti scattano gli insulti, e dopo altri cinque devo requisire i coltelli: basta vedere cosa succede sempre in Parlamento. Ma se metto insieme anche i vegani con i carnivori sono botte. E se ci metto il simil-vescovo in mezzo sono botte anche per lui, accusato di buonismo e favoreggiamento della clandestinità.

Senza considerare che ci sarebbe anche la mia ex moglie con la fidanzata, i suoi 14 figli e alcuni parenti africani: come li metto insieme a Genoveffa senza evitare esecuzioni immediate? E se questi si mettono a suonare i tamburi cosa diranno i vicini? E dove lo metto il mio Mario, che è molto irascibile?

Potrei fare dei tavoli separati, ma non ho lo spazio. Potrei mettere una tavolata sul balcone, ma i miei vicini sottostanti faranno una grigliata, e tutto il fumo verrà su. Poi farà freddo. Potrei utilizzare dei pannelli separatori da mettere sul tavolo, come quelle tristi scrivanie condivise nei grandi uffici, ma sarebbero lo stesso guai perché il simil-vescovo non vuole separare nessun popolo. Anzi addirittura non vuole far morire nessuno, persino coloro che sono bloccati a letto per molti anni a causa di quelle terribili malattie, e che attendono la morte come l’unica liberazione da indicibili sofferenze. Potrei inventare “la serata senza discussioni”, dove è vietato parlare di argomenti come la politica o gli animali o il cibo o la moda. Ma sarebbe impossibile, prima o poi qualcosa verrebbe fuori.

Dato il numero elevato di famigliari-parenti-aggregati-imbucati, avevo pensato di affittare la mensa delle scuole elementari, ma purtroppo è inagibile in quanto completamente distrutta da una furibonda rissa delle “mammine anti mensa” contro le “mammine anti panino da casa”. Un fatto memorabile del quale si parla ancora adesso. Pensi che ci furono molti feriti, ma non poterono medicarsi perché l’infermeria era stata precedentemente distrutta da un’altra rissa spaventosa delle “mammine pro vaccinazioni” contro le “mammine contro le vaccinazioni”. Eh, in questo periodo qualcuno è un po’ nervosetto.

Mi creda, non so cosa fare, attendo un suo consiglio. Ora la saluto perché devo uscire col mio moroso, andiamo a comprare un abito da cerimonia: il figlio di Mario Ciaplu si sposa con un vecchio amico.

 

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