Se vi capita di passare un sabato pomeriggio dalle parti dell’oratorio di Via Gibellini, entrate e vi accorgerete come in questo piccolo mondo accadono cose che, nella loro semplicità, sanno scaldare il cuore, perché non c’è nulla di più incredibilmente fantastico che vedere ragazzi che regalano un po’ del loro tempo ai bambini e lo fanno con passione, con allegria, perché imparare a star bene insieme è il primo mattone per crescere cittadini migliori. Sì, è vero: tante piccole gocce possono davvero ridar vita ad un oceano.

Andrea Giachino, da circa un anno, è l’educatore che si occupa di coordinare le attività dell’oratorio insieme ad una ventina di animatori, tutti giovanissimi e molto motivati, sono loro il cuore pulsante di questo luogo, dove accoglienza e condivisione sono le parole d’ordine.

Fabrizio, Giulia, Edoardo, Francesca, Irene e Giacomo, sono giovanissimi, tra i 15 e i 17 anni, il sabato pomeriggio lo passano ad organizzare giochi ed attività per i piccoli. Prima di tutto sono loro stessi un gruppo che sta bene insieme, l’amicizia è il cemento che li unisce: è un coro unanime di apprezzamenti quello che emerge alla domanda -Perché siete qui?-: “Tutti noi arriviamo da esperienze varie, molti sono stati animatori a Pialpetta ma, solo da quest’anno abbiamo scelto di impegnarci durante la settimana, in modo costante. Siamo qui perché Andrea ci ha aiutati a riscoprire l’Oratorio come luogo di servizio e di aggregazione, siamo contenti della nostra scelta, è un’esperienza bellissima quella che stiamo vivendo, la consiglieremmo volentieri ai nostri coetanei.

Abbiamo chiesto ad Andrea di raccontarci il suo progetto:
“Ho 23 anni e sono legato al mondo dell’oratorio fin dalla mia infanzia, il mio primo oratorio è stato quello di Mappano, il paese in cui vivo, lì ho sempre trovato un punto di riferimento ed un luogo in cui sentirmi accolto ed accettato. Sono anche uno studente universitario e, dopo essermi diplomato in un istituto tecnico, ho cambiato completamente indirizzo di studi. Mi sono iscritto a Scienze della Formazione Primaria perché ho capito che “educare”, nel senso etimologico della parola cioè “guidare, far crescere” era la mia strada, spero infatti  di diventare un giorno un insegnante. Mi sono formato come animatore a Mappano e ho avuto la mia prima esperienza di educatore all’oratorio di Nichelino. Ho iniziato questa splendida esperienza a Caselle, lo scorso anno, chiamato da Don Claudio. Il mio primo obiettivo è stato quello di far crescere un gruppo di animatori, sono loro l’anima portante, il vero pilastro dell’oratorio: una ventina di ragazzi la cui età varia dai 14 ai 25 anni che, in maniera costante, tutto l’anno, s’impegnano nelle varie attività proposte. Attualmente l’oratorio è aperto  il giovedì e  il venerdì pomeriggio, dalle 15 alle 18, durante questi due pomeriggi non ci sono proposte strutturate, si può giocare, si possono fare i compiti e gli animatori sono pronti ad aiutare i bambini in queste attività. L’oratorio, come diceva Don Bosco, deve essere innanzitutto un luogo in cui sentirsi in famiglia. Oltre a queste giornate è aperto anche il sabato pomeriggio, dalle 14:30 alle 18:50, durante il pomeriggio le attività sono strutturate: c’è prima un momento di balli, successivamente un gioco, poi la merenda offerta da noi ed infine si conclude la giornata andando insieme a Messa. Durante quest’anno l’oratorio è cresciuto molto: attualmente, al sabato, sono presenti una quarantina di bambini, questo è frutto dell’ottimo lavoro degli animatori e del loro entusiasmo contagioso. Per organizzare giochi e feste, ci incontriamo con gli animatori e con il Don, un lunedì sera ogni due settimane. In queste occasioni si inizia con un momento di formazione personale e si conclude con l’organizzazione pratica delle attività. Quando non c’è la riunione degli animatori, insieme al Don e con un’animatrice, incontriamo i ragazzi di terza media per un percorso di post-cresima e di pre-animazione. Riuscire a coinvolgere gli adolescenti di quest’età non è facile, resta una sfida aperta ma il cammino è stato intrapreso e, sono convinto che, strada facendo, aumenteranno anche le loro presenze. Il “nostro” progetto è quello di un oratorio che, sempre di più, si apre al territorio e alle varie associazioni che già vi operano, solo creando una comunità che collabora  si riescono a concretizzare le idee e a creare opportunità per tutti. Ci teniamo a farci conoscere, lo facciamo con tutti i mezzi a disposizione: volantini e social, seguiteci su Facebook e Instragram. Questo è solo l’inizio di un percorso di crescita “insieme” a cui spero che la comunità possa rispondere: presente.

“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” – Madre Teresa.

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