Genesi di un sogno, sogno di una genesi

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Cronache Marziane1 Gennaio 2020.

Iniziò con le armi. Tutte le armi del mondo cessarono improvvisamente di funzionare. Semplicemente, si spensero, o meglio morirono. Curioso osservare che anche gli strumenti di morte muoiano.

Dalle pistole ai carri armati, dai fucili ai grossi obici semoventi, dai missili alle bombe atomiche, tutto finito. Era la prima volta nella storia dell’umanità che le guerre si vinsero a carte o con dei giochi di società.

Bellissimo vedere capi di stato noti per la loro ferocia e arroganza resi impotenti e costretti a combattere tra loro giocando a Risiko o a Monopoli. Gli accampamenti delle truppe diventarono enormi sale da gioco, dove soldati nemici lottarono all’ultimo sangue giocando giorno e notte a Pinnacola.

Poi toccò ai mezzi di trasporto. Tutti i veicoli a motore del mondo smisero di funzionare istantaneamente, fermandosi improvvisamente, senza nessun preavviso. Un immenso serpentone di auto, camion, autobus, moto fermo, bloccato per sempre. Dal potente SUV 8.000 cc. Con 16 cilindri a W alla mitica Pandina verde. Tutti quei bipedi che si sentivano onnipotenti grazie al loro motore piangevano come neonati. La gente vagava tra le auto, completamente smarrita. I petrolieri che abbiamo sempre arricchito si suicidarono.

Poi toccò agli attrezzi a motore: dalla motosega al tagliaerba puzzolente, dall’inutile soffiatore al rumoroso tagliasiepi. Milioni di pensionati andarono in crisi, non sapendo più cosa fare e non potendo stare in casa tutto il giorno alle prese con la moglie isterica, diventata il nuovo datore di lavoro.

Poi fu la volta delle telecomunicazioni: miliardi di telefonini si spensero tutti insieme, di colpo, insieme a quel grande inutile fratello chiamato Internet. Indipendentemente dal costo e dal prestigio dell’apparecchio, diventò tutto un grande mucchio di immondizia. Non si contarono i suicidi tra gli adolescenti, ovvero tra coloro che dipendevano completamente da questi aggeggi che gli avevano rubato la vita.

I patiti dei social, o meglio gli schiavi dei social andarono in profonda depressione, essendo ormai incapaci di comunicare direttamente scambiando due parole senza la tastiera onnipresente.

A causa della scomparsa di internet, migliaia di aziende si fermarono, la Borsa crollò e l’intero sistema economico-finanziario fu allo sbando. Milioni di persone si ritrovarono senza lavoro. Non esisteva più nessuna valuta, chi aveva passato la vita per ammucchiare soldi in banca aveva solo carta straccia.

Nello stesso istante, miliardi di televisori, smart-tv, iPad si spensero come candele alla fine: ci fu il panico generale. Alcuni appassionati di elevati programmi culturali come L’isola dei famosi non ebbero più alcun motivo di vivere. Fu un disastro tremendo, l’umanità era stata attaccata da un nemico potente e sconosciuto.

Che si manifestò. Centinaia di enormi dischi volanti dal diametro (per dirlo all’italiana) di 40 campi di calcio si posizionarono sulle principali città, in tutto il mondo. Alcune persone erano terrorizzate, altre erano solo arrabbiate in quanto non potevano filmare o fotografare le astronavi, e nemmeno pubblicarle su Fess Buc.

Istantaneamente, tutte le televisioni e i maxischermi si riattivarono, per trasmettere il messaggio.

“Terrestri. Sono Ashtar Sheran, comandante della flotta di astronavi che state osservando in tutto il vostro mondo. Siamo vostri fratelli, e vi abbiamo collocato noi sul pianeta, tra i 3.498 abitabili.

Arriviamo da una parte remota e lontanissima dell’Universo che non conoscete. Siamo stati inviati qui dal Comandante Supremo della Galassia, per riferirvi il Suo messaggio. Questa è un’emergenza.

Vi osserviamo da migliaia di anni. Già alcuni dei nostri osservatori che voi avete chiamato Sumeri, Egizi e Incas ci riferivano cose orribili sul vostro conto, ma speravamo in un vostro miglioramento. Che non c’è stato.

Nonostante gli avvertimenti che abbiamo comunicato segretamente ai vostri capi di stato nel corso dei secoli, avete distrutto il pianeta. Avete inquinato, disboscato e massacrato i vostri simili animali senza avere rispetto per niente e per nessuno, pensando solo ai vostri interessi. Avete violentato la natura e irrimediabilmente cambiato il clima che peggiora in modo irreversibile. Ora, se fosse un problema solo vostro, non ci interesserebbe: siete liberi di uccidervi come più vi aggrada. Ma il fatto è che siete diventati dannosi anche per la Galassia e le relative forme di vita che la abitano, Noi compresi. Basti vedere tutta la vostra porcheria che orbita intorno al vostro pianeta: satelliti, pezzi di stazioni spaziali in disuso, dischi di rap, eccetera.

Così è nato il progetto “Puliamo la galassia”, della durata di cinque dei vostri giorni. Che si divide in due fasi: la prima, come avrete notato, è stata avviata. Riguarda l’annullamento di tutto il superfluo e di tutti gli elementi dannosi per il pianeta, ammesso che si possa ancora salvare. Voi terrestri vi circondate di oggetti costosi ed inutili, non avete mai capito che si può vivere nella semplicità, senza vincoli.

Acquistate dei castelli, delle auto costose e ne diventate schiavi. Fate dei mutui centennali, o delle rate infinite che vi tolgono tutto il divertimento della vita. E quando i debiti sono saldati, siete troppo vecchi per godervi quello che avete comprato. Tempo fa abbiamo conosciuto un terrestre che ammiriamo: si chiamava il Piccolo Principe. Diceva sempre che “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Togliendovi le televisioni e i telefonini, riscoprirete il dialogo, magari a cena; vi riavvicinerete ai vostri figli, e ne comprenderete e discuterete i problemi. Riscoprirete il piacere di leggere un libro, senza l’ansia dovuta allo scaricamento della pila. Riscoprirete il piacere di muovervi con una bicicletta, senza il terrore di lasciare la vostra costosa auto in un parcheggio incustodito. Riscoprirete l’aria pura, senza gas di scarico.

Riscoprirete lo stare in compagnia degli amici a fare quattro chiacchiere, invece che davanti ad uno schermo.

Riscoprirete tutte quelle cose semplici ma cariche di significati, che avete dimenticato a causa della vita tecnologica, frenetica e stressante. Siete sempre di corsa e non vi fermate un attimo. Ascolterete il silenzio.”

La seconda fase del progetto stava per partire. Ashtar Sheran prese una specie di penna stilografica e disse:” Questa piccola arma che uso da esempio genera gli spaventosi Raggi B.”

Puntò la penna in direzione di un grosso escavatore Caterpirlar ormai morto, che stava distruggendo un bosco per creare un nuovo centro commerciale: un sottile raggio verde, e nel giro di un secondo scomparve. “Come avete visto, si tratta di un disintegratore. Scomparirete all’istante, non sentirete niente. Ora. Queste macchine, una volta puntate sul soggetto, riconoscono immediatamente se l’umano è di animo buono o no, e agiscono di conseguenza.

Questa fase del progetto prevede l’eliminazione di tutti gli umani dannosi a sé stessi ed al pianeta. Noi vogliamo lasciare sulla Terra solo le persone realmente buone d’animo e rispettose del prossimo e dell’ambiente. Verranno identificati ed inceneriti tutti coloro che fanno del male.

Sul nostro pianeta regnano la pace e la fratellanza.

I sopravvissuti dovranno iniziare tutto daccapo. Coltiveranno la terra e vivranno dei suoi frutti. Impareranno a trattare bene gli animali invece di ucciderli per divertimento. Come sulla Terra un secolo fa, gli stessi animali verranno usati per il lavoro nei campi e accuditi come figli. Ci sarà rispetto e aiuto reciproco.

La politica non esisterà più (anche perché prevediamo che la maggior parte dei politici verrà eliminata) e ci sarà un solo Grande Capo, che vista la bontà non potrà essere che colui che chiamate Papa.

Ma non sarà più a capo della chiesa, perché come sappiamo ci sono state e ci sono ancora molte guerre nel nome delle religioni, per cui anche qui troveremo molti cattivi da disintegrare. Sarà il capo di tutte le persone buone rimaste. E tutti insieme faranno solo del bene.

Terrestri, noi abbiamo finito. Ritorneremo da voi tra quello che chiamate un anno. Se dopo questa grande pulizia tutto sarà a posto, non ci vedremo più per qualche secolo. Altrimenti vi stermineremo tutti, perché non avrete imparato niente. Ricordate che siete sotto la sorveglianza della Galassia Unita, che comprende le popolazioni di 157 pianeti, tutti in armonia tra loro. A parte voi.

Infine vi avvisiamo che la seconda fase del progetto inizierà tra poco con un suono, udibile su tutto il pianeta: chi non ha la coscienza a posto sappia che ha ancora qualche secondo di vita.”

E il suono arrivò. Fastidioso, martellante, squillante, odioso. Un suono familiare. Il suono della sveglia.

Sono le 06:30. Devo alzarmi. Maledizione un altro giorno nella giungla là fuori.

Era meglio il sogno.

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