Andar Per SagreL’inverno, anche se meno freddo di una volta, sospende sagre e fiere, lasciando il posto a mostre e a sfilate carnevalesche. Perciò, in mancanza di suggerimenti, mi farebbe piacere proporvi una giornata da vivere senza una mèta precisa, da vivere passo dopo passo, lasciandovi  alle spalle pensieri e preoccupazioni, così come è capitato a me. Seguitemi.

Venezia, città splendida, problematica, fagocitata da turisti ogni giorno dell’anno, che alterna angoli di raffinata ricchezza a luoghi fatiscenti. Tutti l’abbiamo visitata di persona o attraverso i documentari: Piazza San Marco, il Ponte di Rialto, l’Arsenale, il Canal Grande, calli e ponti…

Eppure Venezia non finisce di stupire. Basta prendere “sottoporteghi” un po’ nascosti, attraversare ponti che dirigono lontano dalla “pazza folla” per trovarsi in angoli silenziosi e perché no misteriosi.

Pronti…via

Da camperista il via è dal Camping Fusina, dove parte ogni ora il traghetto, che attraversa il Canale di Fusina e approda alle Zattere, di fronte all’Isola della Giudecca. Saliamo sul Ponte dell’Accademia, il più meridionale dei quattro che attraversano Canal Grande e anche il più “provvisorio”: fu costruito in soli 37 giorni ed in legno nel 1933 per sostituire momentaneamente quello del 1854 che era diventato pericolante. Beh, è ancora lì e non si prevedono cambiamenti.  

Palazzo Franchetti

Proseguendo troveremo alla nostra destra Palazzo Franchetti, in stile gotico, ora sede dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, che ospita fino al 16 febbraio la mostra “Il Novecento a Palazzo Franchetti”: da Manzù a De Chirico, dal futurismo di Giacomo Balla alla Bauhaus di Paul Klee. Vi assicuro che merita la visita anche per scoprire l’eleganza dei suoi interni. A proposito di Franchetti: il Barone Raimondo Franchetti proprietario di questo gioiello veneziano è lo stesso che ha fatto costruire la splendida villa a Viù – ora rimessa a nuovo e all’onore del mondo da Franca e Filiberto Martinetto – nel 1861 e lì vi soggiornò a lungo con la moglie Sara Luisa Rothschild.

Campo Santo Stefano

Camminando con il cuore leggero, superato uno stretto angolo, si aprirà davanti a noi Campo Santo Stefano ampio e luminoso. Sulla destra all’angolo con Calle de’ Spezièr c’è un negozio molto particolare che attira l’attenzione di tutti: ha in vetrina strani manichini in legno ed un’aria ambigua; è un po’… border line, ma affascinante. È il regno di Fiorella Mancini, stilista, artista, performer. Fiorella Mancini continua ad ammaliare e scioccare con la sua personalità fuori dagli schemi inevitabilmente riflessa nelle sue creazioni. Pezzi imperdibili: perizomi paillettati con la scritta “Fuck your life”, giacche di velluto con stampa alla Fortuny “arricchite” da topi giganti. Capi stravaganti ai limiti del trash ma con un incredibile tocco di stile, indossati – solo per fare alcuni nomi – da Sting, Elton John… Una visita la merita tutta.

Veduta dalla terrazza del Fondaco de Tedeschi

Nel Palazzo del lusso
Adesso seguiamo “per Rialto”, ma giunti al famoso ponte sgomitando con la folla non lo superiamo. Ci dirigiamo invece al Fondaco de’ Tedeschi: sorto nel 1200, era punto d’approdo delle merci trasportate dai mercanti tedeschi di Norimberga, Jundenberg e Augusta. Dopo secoli di commerci, un incendio nel 1505, una ricostruzione, il passaggio di Napoleone, un breve periodo sotto l’impero asburgico, una funzione di centro telegrafonico militare ed anni di abbandono, dal 2016 è tornato alla sua funzione originaria come grande magazzino del lusso per lo più made in Italy. Quattro piani da visitare con occhi curiosi su su fino alla lunga terrazza che permette allo sguardo di abbracciare tutta la laguna. Attenti, però, per la visita alla terrazza occorre la prenotazione oraria sul posto.

Consigli per pausa pranzo
Si avvicina l’ora del pranzo, è meglio prenotare. Vi consiglio, per esperienza diretta, due posticini carini e frequentati prevalentemente da locali (segno di genuinità): Trattoria da Pontini o Trattoria da Gigio. Cucina tipicamente veneziana sia di pesce che di carne, ottimo rapporto qualità prezzo, semplicità e accoglienza squisita. Entrambi si trovano in zona Canareggio.
Dal Fondaco de’ Tedeschi percorriamo Salizada San G. Crisostomo, superiamo Rio dei Santi Apostoli e imbocchiamo Strada Nuova che ci porta a Canareggio. Impostiamo il GPS dello smartphone e lasciamoci guidare tra calle microscopiche, sottoporteghi, fino a Rio Terà S. Leonardo (per Gigio) o poco distante sul Canal de Canareggio (per Pontini). Posso suggerirvi un piatto di seppie alla veneziana con polenta o spaghetti alla busara? Ottimi e abbondanti.

L’ambulanza vien dal mare
Rifocillati e in pace con il mondo abbiamo davanti il pomeriggio. Passo dopo passo senza pensieri i piedi ci portano verso un luogo unico in Venezia: una piccola vigna… in pericolo! Una volta stabilita l’ubicazione della prossima tappa non ci resta che seguire una delle tante possibilità per raggiungerla. Così cammin cammino attraversiamo campielli e corti tra aiuole e panni stesi al vento, fino ad arrivare a Fondamenta Nove che segnano il perimetro di Venezia. Di fronte a noi il mare aperto, alle spalle la città. Siamo vicini all’Ospedale Civile e un’ambulanza arriva via mare. La strada dove stiamo camminando viene interrotta da una saracinesca che scende per permettere alla lettiga di accedere all’ospedale in totale privacy. Dopo di che il cammino viene ripristinato…eh sì, l’uomo e il mare devono convivere.

Chiesa di San Francesco della Vigna

Un angolo speciale
Procediamo ancora senza fretta, il sole sta calando e la luce si  arricchisce di tonalità struggenti.
Superiamo Rio di Santa Giustina e ci troviamo in Campo di San Francesco della Vigna. Siamo a Sestier de Casteo dove sorgevano i vigneti più estesi di tutta Venezia di proprietà della famiglia Ziani. Nel 1253, alla morte di Marco Ziani conte d’Arbe, fu stabilito che i vigneti, la chiesa ed alcune botteghe fossero lasciate ai frati Minori Osservanti. La chiesa attuale è stata iniziata nel 1534, terminata nel 1554 e la sua facciata è di Andrea Palladio. Tra le mura del convento attiguo alla chiesa monaci di clausura coltivano poche viti e producono qualche centinaio di bottiglie di vino.
Ai giorni nostri la piccola vigna è custodita nella parte più interna del convento ed il vino prodotto, denominato Harmonia Mundi, è un taglio di Teroldego e Refosco.

La vigna dei Frati Minori

La vendita ha uno scopo benefico: finanzia borse di studio per l’Istituto di Teologia Ecumenica. Però attualmente è in pericolo la sopravvivenza delle viti, perché il progetto di sopraelevare un palazzo attiguo alla vigna toglierebbe il poco sole che permette alle piante di vegetare e all’uva di maturare.
I lavori al momento sembrano interrotti, speriamo in bene. Il convento risale alla metà del 1400 ed al suo interno è possibile visitare due bellissimi chiostri che custodiscono la suggestione di un silenzio che “nel mondo” non esiste più. Un loggiato a ponte interrompe lo spazio del Campo che ospita la chiesa e il palazzo già della Nunziatura. Ci troviamo in una Venezia suggestiva e appartata, silenziosa e luminosa.

Fondamenta Zattere

É l’ora che volge al desìo
Bene è ora di rientrare, lasciamoci guidare dagli alti muri che delimitano l’Arsenale, soffermiamoci ad ammirare la costruzione cercando di intuire quanto dovesse essere potente la Serenissima al tempo in cui qui si costruivano le navi do guerra e mercantili che spadroneggiavano nell’adriatico al tempo dei Dogi, poi ci attende la Riva degli Schiavoni che ci riporta nella Venezia più conosciuta per immergerci tra la folla di turisti. Piazza San Marco ci accoglie con i colori del tramonto.
Ritorniamo sui passi del mattino e alle Zattere ci riposiamo per mezz’oretta sul traghetto delle 18.30 che ci riporta al camper.

Venezia è bella in tutte le stagioni, è unica e fragile. In continuo pericolo, secondo le previsioni più terribili potrebbe essere sommersa dalle acque di quel mare che ha cercato di domare e dominare nei secoli entro un tempo relativamente breve. Salviamola per favore.

Se ci andate per Carnevale, fatemi sapere come è andata. Se sarete riusciti ad amarla e rispettarla. Passo dopo passo.

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