Un anno complicato.
Questo 2020 che si apre si preannuncia un anno complicato per la ferrovia di casa nostra.
Perché un anno complicato? Per la concomitanza di tre diversi eventi, che si sovrappongono rendendo confusa e un po’ caotica, anche per gli stessi addetti ai lavori, la situazione.
Il primo evento: l’interruzione temporanea del servizio ferroviario a seguito dell’avanzare dei lavori per l’interconnessione col Passante di Torino.
Il secondo evento: il passaggio di gestione da GTT a Trenitalia.
Il terzo evento: l’arrivo di fondi regionali e governativi, da spendere per l’ammodernamento e messa in sicurezza della linea.
Eventi quindi per buona parte positivi, ma che nel breve termine causeranno situazioni di disagio per i pendolari.

L’interruzione del servizio ferroviario.Non sarà totale, ma riguarderà il tratto finale di ferrovia, da Venaria a Torino Dora. Ci sarà un servizio sostitutivo di autobus da Venaria, probabilmente direttamente verso Porta Susa (ma questo è ancora da confermare). A partire da quando?  Il mese più papabile sembra aprile 2020, anche se ci sono pressioni per farlo slittare a giugno, al termine del periodo scolastico. Il fatto è che l’interruzione è comandata  dall’andamento dei lavori, in quanto serve a consentire di raccordare la galleria esistente, poco prima della stazione di Madonna di Campagna, con la nuova galleria in fase avanzata di costruzione sotto corso Grosseto. La ripresa del servizio avverrà solo a lavori di interconnessione col Passante completati, con i treni che tramite Rebaudengo transiteranno finalmente a Porta Susa. Meraviglioso, ma quando? Non prima dell’autunno 2021, se diamo fede alle previsioni di termine lavori (vedasi Cose Nostre di ottobre “Corso Grosseto: reportage dal cantiere”); per essere realisti, pensando ai necessari collaudi governativi a fine lavori, diciamo pure primavera 2022.

Il passaggio di gestione da GTT a Trenitalia.
Ad aprile 2019 si ebbe l’esito a sorpresa della gara indetta dalla Regione Piemonte (tramite la sua Agenzia per la Mobilità) per assegnare la concessione decennale del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM), che include anche la Torino-Ceres. Il consorzio fra la torinese GTT e la tedesca Arriva, per dissidi interni, all’ultimo non ha presentato offerta; l’altro competitore, Trenitalia, del gruppo Ferrovie dello Stato, si è ritrovata così vincitrice, e dovrà quindi gestire per i prossimi 10 anni tutte le 8 linee SFM. Il passaggio di consegne da GTT a Trenitalia sembrava inizialmente dovesse avvenire un mese fa, con il cambio orario invernale. Ma così non è stato. Nonostante le pressioni della Regione, le Ferrovie dello Stato sembrano avere innestato il freno: una volta ottenuto il risultato di non fare entrare sul mercato nostrano i tedeschi di Arriva, non sembrano spingere più di tanto nel subentrare a GTT nelle rogne della gestione dei due collegamenti finora non loro, la Torino-Ceres e la Canavesana. Ufficialmente, ci sono le difficoltà collegate agli adempimenti burocratici, in particolare all’acquisizione delle autorizzazioni necessarie, che devono essere rilasciate dall’Agenzia italiana per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF). Fatto sta, che una data certa per il passaggio di gestione non è ancora oggi nota.

L’arrivo dei fondi per ammodernare la linea.
Lo scorso maggio avevamo dato notizia della sottoscrizione di una convenzione fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Piemonte, RFI e GTT per la realizzazione di una serie di interventi per la messa in sicurezza della Torino-Ceres, proprio in vista dell’imminente collegamento al Passante Ferroviario di Torino. Per realizzare le opere sono stati stanziati dalla Regione Piemonte 15,8 milioni di euro. Gli interventi, che in base alla convenzione dovrebbero essere completati entro il 31 dicembre 2020, comprendono la realizzazione del sistema di controllo di protezione della marcia del treno (SCMT), il risanamento degli impianti, oltre all’adeguamento dei passaggi a livello, soprattutto nel tratto tra Ciriè, Germagnano e Ceres.

Più di recente, il mese scorso, la notizia, uscita su La Stampa, di altri 47, 5 milioni stanziati dalla Conferenza Stato-Regioni, che si aggiungono a quelli stanziati dalla Regione. Con questi ulteriori fondi sembra coperto anche l’intervento per un sottopasso stradale a Ciriè, fortemente richiesto da quell’amministrazione comunale, assieme all’arretramento sulla stazione di Ciriè dell’attestazione del servizio metropolitano, finora previsto limitato su Caselle Aeroporto.

Investimenti importanti e urgenti, ma per i quali non appare chiaro chi sia il soggetto attuatore, fra un’azienda che si sta defilando (GTT), e un’altra che non sembra aver fretta di subentrare (Ferrovie dello Stato).

 

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