Poco prima delle feste natalizie è andato in scena in Sala Cervi lo spettacolo teatrale dal titolo “Un Natale di….diritto”, ispirato alla carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che quest’anno festeggia il suo 30esimo anniversario, un augurio che gli alunni delle classi terze delle sezioni A e B della Collodi, con le loro insegnanti (Vita Interrante, Stefania Sparano e Marianna Pitiddu) rivolgono  a tutti i bambini del mondo.

Non un semplice palcoscenico teatrale, quello ideato per questo spettacolo che parte da un lavoro di “Cittadinanza e Costituzione” svolto in classe dai ragazzi, ma una vera presa di coscienza ed un momento di riflessione per tutti, che incornicia la magica atmosfera del Natale.

Per una sera, gli alunni di Caselle si sono trasformati in giuristi d’eccezione, armati del potere di incanto dell’arte della poesia, hanno messo in scena una vera e propria “lectio magistralis” dedicata ai diritti dei bambini. Lo spettacolo è stato accompagnato dalle belle voci del coro degli Alpini, che insieme ai ragazzi hanno reso al pubblico il vero senso del Natale.

Il diritto all’istruzione, alla salute, ad essere ascoltati, al gioco, all’alimentazione, rientrano per i bambini in una pratica comune, così comune, da non apprezzarne, talvolta, il vero significato e la ragione giuridica, che li ha generati – raccontano le maestre. I bambini con lo studio dei Diritti hanno compreso, che ogni azione quotidiana non è scontata per tutti e vi sono parti del mondo, in cui non solo non giocano, ma non hanno nemmeno il diritto a leggere e a scrivere e ad essere curati. Il nostro compito – continuano le insegnanti – è anche quello di prepararli alla vita, di aprire i loro occhi su un mondo diverso da quello che hanno la fortuna di conoscere.

Erano presenti il Sindaco Luca Baracco l’Assessore alla Pubblica Istruzione Erica Santoro, il dirigente dell’istituto Comprensivo Giuseppa Muscato, che si è detta favorevole alla reintroduzione, quest’anno, della materia di Cittadinanza e Costituzione, come disciplina trasversale alle lettere, storia e geografia e così afferma: “É un binomio importante che va studiato sempre, già a partire dalle prime basi nella scuola primaria e poi nel primo ciclo, non possiamo farne a meno, perché un buon cittadino deve conoscere la Costituzione. Dobbiamo puntare a formare dei buoni cittadini e il lavoro che si fa a scuola è di preparazione” e poi un monito: “Che la scuola sia, ogni giorno sul territorio e dia il suo contributo alla comunità, nella quale opera e prepari gli alunni alla vita”.

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