Devo ammettere le mie colpe. Quando un mio caro amico me ne parlò e mi suggerì la visione di un paio di video, liquidai l’argomento con un giudizio sommario. Errai, peccando di presunzione e superficialità.

Vecchia guardia stilografica, abbreviato VGS, è autore di filmati su Youtube dedicati alle penne stilografiche e agli accessori per la scrittura. É titolare di due canali, il primo dal carattere più istituzionale; il secondo incline all’intrattenimento. Uno degli aspetti più affascinanti è che, a differenza di medesimi canali sulle stilografiche, i canali vigiessiani sanno trattarle in modo coinvolgente, riassaporando lo scorrere del tempo.

Mi sono avvicinato a questo tipo di scrittura proprio per andare a colmare un vuoto dei nostri tempi digitali, quello dello scrivere a mano. Abituato, ormai, a comunicare premendo lettere su di uno schermo o da una tastiera, mi sono reso conto di aver peggiorato la mia qualità calligrafica. Forse qualcuno ricorderà che un tempo si insegnava bella calligrafia. Ma il discorso non può essere ricondotto ad un mero gusto estetico. Usare una penna stilografica offre un’esperienza di scrittura unica. Aiuta a far ordine tra i propri pensieri, a riflettere, a chiarire, a decidere e ad agire. É questo uno dei molti messaggi di VGS. Un altro è quello di rompere le catena della vita “bimbominkionesca”, dove regna il tutto subito, il semplicistico like-dislike privo del valore aggiunto di un commento, la quantità e la velocità delle informazioni a discapito della qualità e veridicità dell’informazione. VGS è riuscito a creare una comunità di appassionati con un aspetto innovativo. Quello che gli iscritti possono, se lo desiderano, partecipare attivamente con video che spaziano dalle recensioni di penne alla filosofia. Questo approccio inclusivo ma dai caratteri esclusivi si oppone alla consuetudine di alcuni youtuber di trattare argomenti in modo particolarmente saccente o di intervistare nei loro canali personaggi più o meno noti con l’evidente fine di generare visualizzazioni e gradimento. La novità qui sta nel fatto che i canali vigiessiani crescono grazie al contributo dei visitatori e degli iscritti. VGS parla di un vero e proprio apostolato vigiessiano e lo esorta ad una partecipazione attiva. Ferdinand Tonnies nel suo saggio “Comunità e società” mette a confronto le due entità dello stare insieme. La società come un raggruppamento di persone distanti per tradizione, cultura, istruzione, valori ma costretti a vivere i medesimi spazi e per contro la comunità intesa come un insieme di individui che hanno un substrato comune e condiviso. Ecco, quando penso al Vigiessanesimo vedo una comunità che rivendica il proprio diritto ad usare la stilografica all’interno della società che impone l’uso della biro.

VGS ci incoraggia a riprendere nelle proprie mani il timone del nostro tempo in una vita votata ad un incedere caotico. Di rallentare al fine di renderci consapevoli di ciò che abbiamo sotto gli occhi e di ciò che ci sta intorno. La stilografica è in questo senso sia portata principale sia contorno della realtà.

Tra le decine di video caricati in rete due hanno colto in particolare la mia attenzione per ragioni diverse. Uno, più datato, per la simpatia. L’altro, di più recente realizzazione, per la bellezza del contenuto. In un ipotetico colloquio di lavoro, VGS ci allieta con un’esilarante scenetta nella quale si illustrano le strategie efficaci per non farsi assumere da un datore di lavoro. Nell’altro, invece, VGS si prodiga nell’augurio per l’anno nuovo, passeggiando in un campo da pallacanestro vandalizzato. VGS augura di fare del proprio meglio anche con le poche risorse a disposizioni facendo affidamento alla fantasia. Di creare utilità e bellezza dal degrado in modo decoroso ed integro; di essere persone perbene che si fanno carico di compassione, pazienza, ascolto, educazione, voglia di fare ed entusiasmo; di impiegare il proprio tempo per aggiungere valore alle cose e non per distruggere il mondo gettando sporcizia sulla collettività; di fuoriuscire dalla logica malsana della gratificazione immediata, lasciando maturare il desiderio. Questo atteggiamento verso il mondo esterno spalanca le porte ad un altro tema caro a VGS, il transurfing. Non è questo il momento e non disponiamo dello spazio necessario per una sua trattazione anche superficiale di cosa sia ma è sufficiente dire che VGS lo cita per porre l’accento sull’importanza della scelta di come vivere.

VGS, con le sue stilografiche, ha la capacità di fermare lo scandire dei minuti, riportandoci in un epoca in cui si giocava nei prati correndo dietro un pallone o si gironzolava in esplorazione con la bicicletta. Non si dava peso al tempo se non in vista del rientro a casa, si apprezzavano le poche cose che si avevano come lo stare in compagnia.

Anche nei confronti degli odiatori seriali che popolano la rete e che lo colpiscono quotidianamente, VGS ha un atteggiamento di dialogo, esortando i denigratori a commentare e non a limitarsi all’inutilità dell’ennesimo dislike.

Immersi in una società che ci vuole sempre più produttivi, efficienti, rapidi, omologati e consumisti, il messaggio del progetto vigiessiano va in direzione opposta chiedendoci di essere “solo” più umani. Beribamba bué.

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