L’accesso all’escursione si trova alle estreme propaggini collinari dei rilievi che separano la Valle di Locana da quella di Lanzo, precisamente nel piccolo comune di Levone (353m s.l.m.). Da Caselle lo raggiungiamo in auto passando da Ciriè, Nole C.se, Rocca C.se, dalla cui piazza Cavour ci immettiamo a destra sulla SP23 in direzione Rivara. Percorsi circa tre chilometri giungiamo ad un incrocio dove alla destra è presente il santuario della Consolata (XVIII secolo) mentre alla sinistra il campo sportivo “G.B. Allice”. Svoltiamo a sinistra per parcheggiare l’auto negli appositi spazi. Raggiungiamo l’abitato seguendo la via Barbania fino al bivio dove si devia a sinistra in via Repubblica, più avanti, diventata via della Libertà, si lascia poco prima della Cappella di Sant’Antonio per svoltare a sinistra nel viottolo in direzione (in corrispondenza alla destra si trova indicazione) della chiesa dedicata a Santa Rita. Il cielo grigio che ci sovrasta, gli angusti vicoli superati ed il concatenarsi di deserti cortili suggestionano la mente ad immaginare il drammatico avvenimento che il 7 novembre 147, con cinquantacinque capi d’accusa che spaziavano dai rapporti con il diavolo e le più disparate pratiche magiche, portò al rogo per stregoneria due donne del luogo.
Percorriamo il viottolo che in breve termina sullo sterrato, l’inizio “dell’Itinerario Natura Alto Canavese” percorso n°2. Ne seguiamo il tortuoso sviluppo sulla collina Sepegna. In regione Via Piana ad un bivio alla destra raggiungiamo la chiesetta dedicata a Santa Rita (504 m). Voluta dalla famiglia Garella, titolare della rinomata ditta Lenci produttrice di bambole in panno e statue in ceramica, richiama con il suo aguzzo campanile e tetto molto spiovente le chiesette dolomitiche. La costruzione realizzata tra 1942–48 purtroppo oggi è in completo stato di abbandono. Ritorniamo al bivio per seguire il percorso alla destra della sterrata N2 che collega Levone a Macchia, frazione di Forno. Percorsi circa millecinquecento metri, ai margini di una radura pietrosa, all’incrocio con una sterrata accidentata svoltiamo a sinistra, proseguendo per altri cinquecento metri si giunge all’imbocco (609m s.l.m.) (non riportato dalla carta) dell’impervio sentiero diretto all’area attrezzata di Pian della Spina situato sul percorso N3 a poche decine di metri dal Mulino Val (785m s.l.m.).
Costruzione abitativa dalla caratteristica forma di mulino a vento olandese, voluta da un imprenditore di Forno C.se a ricordo del figlio deceduto. Si risale la sterrata in direzione SO ignorando un paio di deviazioni alla destra si giunge in breve a quota 915 m circa dove diparte alla destra il “sentiero del gallo” (GA) mentre la N3 che seguiamo svolta a sinistra raggiungendo il Pian del Roc (917m) il punto più alto del territorio di Levone, confluenza dei comuni di Rocca C.se e Forno C.se. Qui in un bel bosco di betulle è stata eretta nel 1673 una cappella dedicata alla Madonna della Neve a ricordo, secondo tradizione, della copiosa nevicata avvenuta a Roma nell’agosto del 356 d.C., sul luogo della nevicata vi è la basilica di Santa Maria Maggiore fatta costruire da papa Liberio a seguito di una sua visione concomitante l’evento. Nei pressi della cappella è stato costruito in tempi recenti il rifugio “Casa Alpina Sergio Pagliero” utilizzato dalle squadre antincendio e di soccorso. Seguendo le indicazioni proseguiamo sul N3 alle spalle della cappella seguendo la direzione ESE. Si incontreranno a quota 794 m il Pilone Berce, scesi di duecento metri il Truc Ariund a quota 597 m, in ultimo la chiesetta di Santa Rita. L’attraversamento di Levone chiude l’itinerario di un anello di circa quattordici chilometri.

Cartografia: Fraternali 1:25.000 N9

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