Lo scorso mese di gennaio si è avuta notizia dell’avvenuta firma, da parte del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, d’intesa con il vicepresidente e assessore ai Parchi, Fabio Carosso, del decreto che dispone la composizione del consiglio di gestione delle aree protette dei Parchi Reali.

Come presidente è stato riconfermato Luigi Chiappero, ex sindaco di Cirié, ex consigliere a Caselle e presidente uscente dell’Ente. Gli altri sei componenti del Consiglio sono Luca Casale (sindaco di Fiano), Guido Gentilini (Vaude), Dario Spada (Vinovo), Carlo Vietti (sindaco di Druento), Ernesto Balma (di Venaria, in rappresentanza delle associazioni agricole) e Angioletta Voghera (in rappresentanza delle associazioni ambientaliste).

L’Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali nacque nel 2012 dall’accorpamento tra l’Ente di gestione del Parco regionale La Mandria e dei parchi e riserve delle Valli di Lanzo e l’Ente di gestione del Parco naturale di Stupinigi, ed estende le proprie competenze anche alle Riserve naturali del Ponte del Diavolo di Lanzo, del Monte Lera e della Vauda. L’Ente si avvale di personale alle dirette dipendenze (circa 60 persone), tra cui un dirigente con incarico di direttore. L’organizzazione è distribuita su più settori che si occupano degli aspetti ambientali, della manutenzione e gestione del patrimonio pubblico (beni culturali, fondi agricoli e infrastrutture connesse), della gestione faunistica, della vigilanza, della promozione e fruizione culturale e naturalistica, nonché della gestione amministrativa. I terreni gestiti si estendono per 1700 ettari, nel caso della Mandria, e 1400 per il Parco di Stupinigi, e comprendono per entrambi i casi numerosi fabbricati rurali.

Parlando di Stupinigi, è da rilevare che Luigi Chiappero è anche, dallo scorso aprile, nel consiglio della Fondazione Ordine Mauriziano, a cui spetta la gestione degli edifici storici precedentemente in carico all’Ordine, fra cui appunto la Palazzina Reale di Stupinigi. La primavera scorsa, dopo un lunghissimo commissariamento durato 16 anni, il premier Conte ha infatti nominato alla presidenza della Fondazione Ordine Mauriziano l’economista Angelo Miglietta, già segretario della Fondazione Crt. Lo affiancano nel nuovo Cda l’economista Paolo Biancone, nominato dal Ministero del Tesoro, e l’avvocato Luigi Chiappero, indicato dalla Regione quando era ancora sotto la presidenza di Chiamparino.

Abbiamo colto l’occasione della notizia di questi incarichi per rivolgere alcune domande al nostro concittadino Luigi Chiappero.

Essere nominato da Chiamparino e riconfermato da Cirio, per la conduzione dei Parchi Reali sembrerebbe un riconoscimento bipartisan di una buona gestione, cosa ne pensa?
“Non parlerei di nomine bipartisan. Più semplicemente, mi sembra che Cirio, per le nomine nei nove parchi di competenza regionale, abbia preso la saggia decisione di ascoltare i pareri dei sindaci presenti nella Comunità delle aree protette. Dove c’era condivisione sulle persone e sui Piani d’Area già in corso di attuazione, come nel caso dei nostri Parchi Reali, ci sono state le riconferme”.

Lo scorso novembre è arrivata la notizia, da Istanbul, dell’assegnazione all’Italia degli Europei di Corsa Campestre nel 2021 e della scelta della Mandria come sede per le gare. Una conferma prestigiosa del Parco della Mandria come paradiso dei runners, a tutti i livelli, dall’amatoriale agli atleti di valenza internazionale. Forse anche quella buona notizia ha giocato favorevolmente.
“Non penso, quest’assegnazione, anche se ovviamente ci ha fatto piacere, è comunque un episodio. Quello che è importante è avere dei buoni Piani d’Area da poter perseguire.
Tenete conto che, all’interno di questo Ente Parchi Reali, ci sono quattro siti, ognuno con sue peculiarità. I due più grossi, la Mandria e Stupinigi, sono fra loro profondamente diversi. La Mandria è più protetta, grazie alla presenza del muro di recinzione, e ha grandi spazi vocati all’agricoltura. Stupinigi in questo momento ha più problemi, ma io penso che abbia potenzialità enormi. La rotonda intorno alla Reggia è la più bella d’Italia. Il problema è avere progettualità per valorizzare quegli edifici; e secondo me i soldi si trovano, per un sito con un nome così prestigioso.
Venendo agli altri due siti più piccoli, per le Vaude si tratta di gestire il superamento delle servitù militari, mentre per il Ponte del Diavolo sono soddisfatto di come abbiamo sistemato l’area, con un presidio ora ben gestito; un ambiente, a pochi passi da noi, che sembra un contesto di alta montagna, e che vi invito a venire a vedere, se non ci siete stati di recente.
A proposito di Stura, dico ai casellesi che al di là della Borgata Francia c’è la Mandria da ricollegare con Caselle. Sulla sponda destra della Stura c’è continuità dal Ponte del Diavolo fino a Venaria, mentre in sponda sinistra è ora di risolvere il problema dell’interruzione nel collegamento ciclabile che abbiamo all’altezza del Port dij Gai, in territorio casellese.

Visto che siamo tornati su Caselle, ci permetta una domanda forse indiscreta. C’è qualche possibilità di un suo ritorno nella prossima tornata amministrativa casellese?
Io penso che fare il sindaco sia un mestiere da fare solo fino a una certa età. Quando l’ho fatto io, a Ciriè, per due mandati, ero un quarantenne. A quell’età si ha ancora la capacità d’ascolto e la pazienza indispensabile per quel mestiere. Ora non più. Mi dispiace: sono fuori tempo massimo.

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