“Se qualcosa può cambiare in questo mondo, può accadere attraverso la musica”. Jimi Hendrix.

Ritorniamo a raccontare di questo variegato Paese dopo essere stati a Bogotà e Cartagena, Cose Nostre dicembre 2015, portandovi verso sud per visitare Cali, la città famosa per la bellezza delle sue donne, e Leticia, capitale dell’Amazzonia Colombiana. Questo viaggio immaginario min ricorda quello fatto nel 1994, con Luciano Rista e Giuliano Guercini.

Cali, capitale della salsa
La prima cosa che ti colpisce è quando arrivi all’aeroporto e all’ingresso della città trovi un cartello di “bienvenidos” e ti dice che qui vivono 1.480.000 abitanti e la temperatura è di 24 gradi, scritto con vernice e pennello: non hanno dubbi che la popolazione sia e sarà sempre quella ma anche la temperatura non avrà variazioni, beati loro.
Cali è la terza città della Colombia come popolazione, si trova a 995 metri sul livello del mare, nel dipartimento della Valle del Cauca di cui è anche capoluogo ed il principale centro economico, industriale e finanziario del sud ovest della Colombia.
La città ha un centro che si divide in due naturalmente, in quanto il fiume Rio Cali lo attraversa spaccandolo. Il cuore attivo della città si trova nella parte sud, che è strutturata a scacchiera, e nel cui centro convergono tutte le strade in una grande piazza conosciuta come Plaza de Caycedo. A nord del fiume si estende la parte nuova della città, la cui arteria principale si chiama Avenida Sexta. Il quartiere si presenta molto moderno con un gran numero di negozi di alta moda e ottimi ristoranti di prestigio.
Oggi Cali è una delle città più tranquille della Colombia, nonostante la cattiva fama derivata dal “cartello di Cali” che negli anni ’80 e ’90  si occupava di droga, ed è anche una delle più interessanti da vedere.
La cappella di Sant’Antonio è una delle più antiche chiese della città, si trova su un colle conosciuto come il colle di Sant’Antonio. La sua costruzione molto antica risale alla metà XVIII secolo, quando la città contava meno di 5.000 abitanti e la chiesa della città del tempo, dedicata a San Pedro, aveva una cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova. Si decise, in seguito alla grande espansione della popolazione, di creare una seconda cappella, più grande.
Il Palazzo Nazionale di Cali è la sede del consiglio della città e anche di vari altri organi di amministrazione e giustizia della città di Cali. Al suo interno è possibile visitare anche un importante museo sulla canna da zucchero. Questo elemento ha infatti alimentato le casse della corona spagnola per molti anni quando aveva ancora potere in questa zona, e successivamente ha dato potere e gloria alla città indipendente. Il grande palazzo è considerato monumento nazionale ed è in stile neoclassico, come la maggior parte dei palazzi del potere in Sud America.
Il parco zoologico di Cali è stato fondato nel 1969 con criteri moderni dove gli animali godono di ampi spazi; si trova all’interno della foresta comunale lungo il fiume Cali, conta animali di oltre 200 specie diverse soprattutto autoctone tra le quali il puma, il giaguaro, il pecari, il tapiro, il capibara e innumerevoli specie di uccelli e rettili.
Per emulare i vicini brasiliani, che negli anni ’20 a Rio de Janeiro costruirono il Cristo Redentore, anche gli abitanti di Cali vollero edificare negli anni ’50 una statua di 31 metri di altezza, il loro Cristo Rey per celebrare i 50 anni dalla fine della “guerra dei mille giorni”. E veniamo al motivo che ci aveva spinti a visitare questa città: la bellezza delle donne – in quegli anni alle finali per Miss Universo non mancava mai una rappresentante della Colombia e regolarmente era originaria di Cali -, in effetti avevano ragione.
Parlare di Cali e non menzionare la salsa, ballo caraibico nato a Cuba nel XVIII secolo ma migrato in tutta l’America Latina, è un peccato assoluto perché Cali è tutta salsa, per questo è stata riconosciuta come la capitale mondiale di questo ritmo, che è la colonna sonora della vita degli abitanti di questa città che guardano, ballano e cantano con ottimismo verso il futuro.

Leticia, pura natura
Prima di partire, nel ’94, ci informammo presso l’istituto di igiene di Torino su quelle che potevano essere le limitazioni e scoprimmo che la vaccinazione per la febbre gialla era ed è obbligatoria per accedere alla foresta amazzonica e quindi a Leticia. Luciano ed io provvedemmo ma Giuliano disse che non la voleva fare. Ok, va bin. Arrivati a destinazione noi esibimmo il nostro certificato e al nostro amico vennero fatte 2 proposte: “O ti vaccini subito, oppure puoi stare in aeroporto ad attendere il ritorno dei tuoi amici”. Giuliano scelse ovviamente la prima soluzione; comparve un infermiere con un camice non proprio bianchissimo e una siringa non proprio tra le più indolori. Ridemmo per tutto il giorno…noi due.
Dal finestrino dell’aereo ancor oggi si può vedere una distesa di alberi che attraversano il fiume più grande del mondo. Questo è il paesaggio che si trova a Leticia, un luogo incredibile per chi ama entrare in contatto con la natura e conoscere alcune delle culture più rappresentative del Paese. La caratteristica principale della zona è il Rio delle Amazzoni, che si può percorrere per osservare la ricchezza naturale di Leticia data dall’enorme varietà di specie animali e vegetali della regione: 860 specie di uccelli, 140 di anfibi, 85 di mammiferi, 147 di rettili e 6.800 specie di piante. Oltre alla sua diversità naturale, l’Amazzonia ospita un’enorme ricchezza culturale come le comunità indigene degli Hitoma, gli Yagua o i Tacana con le quali conoscere i loro rituali, la cultura e credenze e la loro interessante visione del mondo. La cura della gente del posto ha contribuito a certificare Leticia, dal Ministero del Commercio e del Turismo, come la prima città sostenibile in Colombia grazie all’uso delle risorse idriche ed energetiche e alla protezione della flora e della fauna. Senza dubbio, ci sono molte esperienze da vivere a Leticia con la natura.
Visitare il parco naturale di Amacayacu è una ottima scelta, questa zona è considerata una delle migliori al mondo per trovare specie animali e vegetali sorprendenti.
Qui si trovano meraviglie come i fiori di loto più grandi del mondo, oppure specie animali come i pappagalli Ara, i galli delle rocce, gli avvoltoi neri, le rane di vetro, i caimani neri e una grande varietà di scimmie; offre inoltre la possibilità di incontrare gli spettacolari delfini rosa del lago di Tarapoto. Leticia è come una bella donna che ti accoglie calorosamente e gentilmente ma con un carattere che non si inchina a nulla.

Giovanni Cravero
Giovanni Cravero meglio conosciuto come Vanni, nato nel 1952 a Caselle di professione Agente di Commercio da sempre e da sempre con la grande passione di andare in giro ovunque sia possibile. Ho cominciato a muovermi all’età di 17 anni e senza soste questo mi ha portato a vedere ad oggi oltre 80 Paesi in tutti i 5 continenti, oltre 800 località e oltre 200 Siti Unesco, che come mi dice Trip Advisor rappresentano oltre il 60% della Terra.

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