Due date, nella prima settimana di febbraio, sono state l’occasione per ricordare, e far ricordare, come la guerra di Liberazione abbia interessato profondamente anche la nostra Caselle.

Sabato 1° febbraio, al Prato della Fiera, la cerimonia per ricordare la fucilazione dei cinque partigiani Luigi Cafiero, Antonio Garbolino, Andrea Mensa, Adolfo Praiotto e Mario Tamietti. Eccidio avvenuto esattamente 75 anni prima. La commemorazione, introdotta dalla presidente ANPI di Caselle Giuseppina Chieregatti, ha visto i discorsi del sindaco Luca Baracco e dell’onorevole Rocco Larizza. Il momento più toccante è stato quando un testimone oculare di quanto accaduto quel giorno, il geometra Bertolino, allora bambino di 9 anni, ha raccontato di come, lui lì per caso, aveva visto sfilare davanti a sé quelle cinque persone, di cui uno poco più di un ragazzo, dai volti lividi e tumefatti per le percosse.

La seconda data è stata la serata di venerdì 7 febbraio, in Sala Giunta del Palazzo Comunale di piazza Europa. La serata, organizzata dalla sezione Anpi “Santina Gregoris” di Caselle, ha visto la presentazione, ad opera della giornalista Nadia Bergamini, del libro di memorie del partigiano casellese Giuseppe Grassi. Nel libro, Giuseppe Grassi racconta la sua prima “diserzione”, dopo l’emanazione, nel settembre del 1943, del bando Graziani, che chiamava alle armi i ragazzi nati negli anni 1923-1924-1925. Scelse invece di andare in montagna dove operavano le bande partigiane, e dove riuscì a sfuggire a quattro rastrellamenti organizzati dalle truppe nazi-fasciste che operavano nel nord Italia. Una seconda diserzione quella con la Legione Straniera, nel mese di aprile nel 1945, rifiutando di andare con le truppe “straniere” in Germania, scegliendo, invece, il ritorno in Italia. L’anno scorso, ad aprile, la storia del periodo partigiano di Giuseppe Grassi era stata raccontata all’Istituto Tecnico Galileo Galilei di Avigliana, davanti a un centinaio di studenti, dal nipote Andrea Musacchio, ex allievo di quell’istituto. Quel memoriale è stato quindi stampato grazie al contributo delle sezioni Anpi di Caselle (città natale di Grassi), di Leini (ove Grassi risiedeva), di Avigliana e del Comitato del Col del Lys.

Giuseppe Grassi è mancato, all’età di 94 anni, a inizio gennaio 2020, ed è sepolto nel cimitero di Caselle.

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