Una pugnalata alla schiena

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In questi giorni il nostro Capo politico Luigi Di Maio, affettuosamente chiamato Gigi, ha lasciato il suo incarico, portato avanti in parte con successo, in parte con difficoltà e in parte con pareri contrari al nostro interno. Di tutto il discorso fatto a motivazione delle dimissioni, quello che maggiormente colpisce è il riferimento alle pugnalate alla schiena. Questo colpisce perché ogni tradimento, che non può essere che nato all’interno altrimenti verrebbe definito diversamente, o doppiogiochismo a chi si è dato fiducia all’esterno, verde o rosso che sia, porta non solo a un demerito della persona che ne è responsabile, ma ricade su tutti in parti uguali. Chi ci legge si starà chiedendo cosa c’entra tutto questo con la nostra realtà di cittadina alle porte di una metropoli. C’entra eccome, il nostro territorio rispecchia in pieno la realtà che si vive a carattere nazionale ogni giorno. Ogni giorno nella nostra Città vengono sferrate pugnalate alla schiena, nello stesso modo descritto dal discorso di Gigi al momento delle sue dimissioni. Vengono sferrate pugnalate celate nel nome della democrazia, intesa in malo modo, dal momento che chi ha maggior potere fa quello che vuole, senza discutere o con finti dibattiti ad ampio raggio, che poi si concludono con decisioni prese a lume di candela in buie sale. Vengono sferrate pugnalate da coloro che hanno voglia di notorietà o bisogno di cavalcare il famoso carro del vincitore, schiacciando la fiducia di coloro che invece ancora credono in un mondo di condivisione di idee e decisioni congiunte, volte a migliorare la qualità di vita di ognuno, con la massima dignità che spetta ad ogni essere vivente nel transito breve o lungo in questa terra. Già, ci rivolgiamo a tutti coloro che quotidianamente operano nell’interesse indiretto per ottenere benefici diretti, che ogni conquista disonesta porta al successo personale senza nulla lasciare ai posteri e che solo un interesse comune, onesto e pulito, porta al vero successo che verrà condiviso da tutti coloro che verranno. Sembra un tratto filosofico, astratto, inimmaginabile, ma è l’essenza della ragione. Sentiamo ogni giorno parlare di pari opportunità, lotta alle diversità, lotta alle evasioni fiscali, ognuno si ritiene onesto, corretto, pulito, ma la realtà quotidiana smentisce tutto questo. Non cerchiamo il mondo ideale, ma solo onestà nel fare le cose, trasparenza nello scambio di idee, giuste o sbagliate non è importante, perché il giusto è soggettivo se visto in modo individuale, il vero gruppo attivo e serio, come dovrebbe esserlo un gruppo istituzionale di giunta comunale, Senato o il Parlamento, luogo in cui avviene per democrazia certa, lo scambio di opinioni divergenti per ottenere il meglio per il bene comune. Purtroppo la democrazia intesa “all’italiana” comporta decisioni di potere individuale di maggioranza (idea unica) tralasciando le idee di altri definite di minoranza e quindi nell’immaginario di tutti di minore importanza. Riflettiamo e troviamo finalmente le radici per partire seriamente a crearci una nuova immagine. Basta pugnalate alla schiena.

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