Nella sede del primo Senato del Regno d’Italia, a Torino, al piano nobile di Palazzo Madama è allestita l’importante mostra sul sommo pittore, incisore, Andrea Mantegna e altri grandissimi artisti che con i loro capolavori ci introducono in un autorevole viaggio nel Rinascimento dell’Italia settentrionale.

“Andrea Mantegna. Rivivere l’antico, costruire il moderno”, visitabile sino al 4 maggio, è organizzata da Fondazione Torino Musei in collaborazione con Civita e Intesa Sanpaolo. L’esposizione è preceduta e integrata da una proiezione multimediale: questa, attraverso tre grandi schermi posizionati nella suggestiva corte medievale di Palazzo Madama offre al visitatore la possibilità di “godere” delle opere che, per loro natura o per la fragilità conservativa, non sono presenti in mostra: dalla Cappella Overtari nella chiesa degli Eremitani a Padova (il grande affresco staccato e salvato dopo il bombardamento della Chiesa nel 1944), alla Camera degli Sposi, dai Trionfi di Cesare, al Cristo morto.

La rassegna si articola in sei sezioni che illustrano le fasi più significative della carriera artistica e della personalità di Mantegna. Le mostre che si sono succedute -a partire dal 1961-  hanno evidenziato l’importanza di conoscere il contesto sociale e culturale nel quale il grande artista si è formato; comprendere la sua personalità di carattere fiero ed egocentrico, impulsivo e litigioso stimola l’approccio sciente e, forse, intimo ai suoi capolavori.

Andrea Mantegna nasce nel 1431 ad Isola di Carturo, in provincia di Padova, da modestissima famiglia, tanto che il padre non potendo provvedere all’educazione del figlio, lo pone al servizio del pittore Francesco Squarcione. Nella bottega padovana di Squarcione, tra i tanti frammenti di antiche sculture, Andrea ha la possibilità di studiare l’arte classica; qui si avvicina alle raffinatezze della tecnica, alla raffigurazione scrupolosa dei dettagli di tutto ciò che lo circonda, alla rappresentazione delle figure con minuziosa obiettività e freddezza, quasi da sembrare impersonale e fuori dal tempo. L’incontro con l’antichità classica stimola la sua fantasia portandolo a una rievocazione nostalgica di quel mondo passato; inoltre dagli antichi testi e dai frammenti impara a valutare l’importanza della composizione, considerata nella sua unità di spazio, armonia, proporzione, comprende il significato e l’importanza della forma: tutti elementi questi che lo portano modernamente ad uscire dai limiti di quel goticismo che ancora perdurava nella bottega dello Squarcione.

A soli 17 anni riceve il prestigioso incarico -iniziato accanto a maestri già affermati come Giovanni d’Alemagna, Noccolò Pizzolo e Antonio Vivarin, terminato autonomamente- di affrescare la Cappella degli Ovetari e nel 1448 abbandona la bottega squarcionesca.

In questo periodo a Padova soggiornano Donatello, Paolo Uccello e Filippo Lippi e diventa quindi il centro di espansione della nuova cultura rinascimentale toscana. Donatello è, per molti giovani artisti, l’incarnazione di una nuova classicità modernamente ricreata; nella pittura di Mantegna è forte l’influsso di Donatello: è improntata dalla strenua definizione plastica delle forme, dal gusto esaltato per le impaginazioni spaziali e prospettiche ricche di effetti scenografici e monumentali. Dal veneziano Giovanni Bellini (del quale sposa una sorella) acquista il senso della luminosità che esalta una nuova espressività dei sentimenti.

Su invito di Ludovico III Gonzaga Mantegna giunge a Mantova accettando l’incarico di pittore di corte; qui la commissione più importante è considerata quella della Camera Picta, la Camera degli Sposi nel castello di San Giorgio: l’ambiente, quadrato, è sfondato illusionisticamente con un lieve effetto “sottinsù” che conferisce una spettacolare spazialità.

La rassegna propone più di 130 opere comprendenti, oltre ai dipinti, incisioni, disegni e lettere di Mantegna, i capolavori di Antonello da Messina, Donatello, Giovanni Bellini, Correggio, Cosmè Tura provenienti da importanti istituzioni museali italiane e internazionali che hanno contribuito a celebrare colui che ha avuto un ruolo decisivo per lo sviluppo del Rinascimento in Italia e in Europa.

 

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