“Un ringraziamento davvero sincero in questo momento così difficile e faticoso per tutti noi. Un gesto veramente inaspettato che ci fa sentire un po’ meno soli.”

Questo il messaggio di ringraziamento del personale infermieristico e Oss della lungodegenza dell’ospedale di Lanzo, dopo aver ricevuto diversi vassoi di pasticceria secca, sfornata in giornata.

Di cosa si tratta? L’iniziativa è partita qualche giorno fa. Una sessantina fra pasticceri, cioccolatai e gelatieri dell’ASCOM di Torino si sono mobilitati per consegnare al personale di ospedali e pronto soccorso le proprie specialità. Una maniera per ringraziare chi sta lavorando per tutti noi senza sosta, in condizioni talvolta al limite del sopportabile. L’hashtag è #aiutiamochiciaiuta. Organizzatori e aderenti a questa iniziativa ogni pomeriggio si sentono in chat per decidere le consegne del giorno successivo, coordinate con i turni degli ospedali.

Ne parliamo con Mauro Pogliano, titolare dell’azienda di pasticceria La Baita di Caselle: “Noi abbiamo aderito molto volentieri: ci sembra importante portare un po’ di conforto e far sentire il nostro grazie per il lavoro enorme che stanno facendo. Con i colleghi delle altre aziende ci siamo suddivisi il territorio: noi di solito andiamo a consegnare agli ospedali di Cirié e Lanzo”.

Ne approfittiamo per chiedere a Mauro Pogliano come sta andando a Caselle il servizio di consegne a domicilio, dato che La Baita è uno degli esercizi che ha aderito all’iniziativa coordinata dal Comune di Caselle e dall’Associazione Commercianti: “L’inizio è stato un po’ in sordina, perché da noi l’abitudine di farsi consegnare a domicilio è meno diffusa che non a Torino. A partire dalla festa di San Giuseppe, le consegne sono cresciute; molti non hanno rinunciato alle tradizionali zeppole. Parliamo comunque di volumi molto ridotti rispetto a quello che era la normalità, saremo a malapena al 30%. La consegna è gratuita, e non c’è un minimo richiesto; ma i nuclei familiari sono in genere piccoli, e se mi ordinano una torta è per 2-3 persone, perché le feste allargate in questo momento non si possono fare. Questo della consegna a domicilio quindi per me è un servizio che garantiamo. Non certo un business, ma lo facciamo volentieri”.

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