Lo ha stabilito il Consiglio Comunale di Caselle Torinese, nella seduta del 24 febbraio.

E in parallelo, ha dato il consenso all’avvio delle procedure per il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, da bambina deportata ad Auschwitz in virtù delle leggi razziali volute proprio dal fascismo.

Stessa cosa era capitata, un mese fa, a Settimo Torinese, dove il giovane sindaco, Elena Piastra, consultando i registri per la cittadinanza onoraria alla Segre, si è accorta che un secolo fa era stata data anche a Benito Mussolini, e ha deciso di annullarla al Duce: “Incompatibili insieme”, ha dichiarato.

Anche al sindaco di Caselle, Luca Baracco, è venuto lo stesso sospetto. Una veloce ricerca negli archivi comunali e il documento è saltato fuori. Datato 16 maggio 1924, è firmato dall’allora Commissario Prefettizio Ciccarelli commendator Alfonso. Probabilmente, in quel periodo, furono molti i comuni italiani a farlo. “Un atto – osserva Luca Baracco- neanche votato da un’assemblea rappresentativa, ma sottoscritto da un funzionario eletto dallo stesso regime.”

In Consiglio Comunale la votazione è stata preceduta da una breve discussione.

Alessandro Favero, rappresentante della Lega, ha premesso: “La mia è una considerazione apolitica, di buon senso. Andare a togliere la cittadinanza a una figura che fa parte della nostra storia, non sembra avere molto senso logico. Un’operazione di facciata: questo è l’ultimo dei nostri problemi”. Posizione analoga a quella espressa da Andrea Fontana, che legge un brano di Che Guevara: “A quel guerrigliero, figura molto controversa, Caselle ha comunque dedicato una via. La proposta della maggioranza è una mozione ideologica; non è né giusta né sbagliata, ma semplicemente inutile”. Mauro Esposito: “Io sono un antifascista, dalla testa ai piedi. E, come sapete, a causa di una legge fascista ho avuto un sacco di problemi nella mia vita professionale. Voto quindi a favore, anche se questa revoca non mi sembra una priorità a cui dare tanta importanza”. Favorevoli alla revoca, in una città che ha avuto tanti martiri partigiani, Roberto Gianpietro e Andrea Dolfi per il M5S. Per la maggioranza prende la parola il sindaco Baracco, per una replica a Favero e Fontana: “In questa vicenda non cadiamo nella trappola del “benaltrismo”. E neanche nella delega all’oblio. La nostra non è una damnatio memoriae, non vogliamo cancellare la storia. Ma è impossibile pensare che Mussolini e la Segre stiano nello stesso elenco. E a chi ci chiede conto del ritardo di questo atto, rispondo che lo facciamo oggi perché ce ne siamo accorti oggi”.

La revoca della cittadinanza a Benito Mussolini passa quindi con 13 voti a favore, mentre Favero e Fontana decidono di non prendere parte alla votazione.

All’unanimità passa invece la mozione, proposta dal M5S, per il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre.

 

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