L’avanzamento del progetto
Il 12 febbraio 2020, nella sala consiliare del Comune di Nole, capofila dei 12 comuni consorziati nel progetto Ve.La, è stato fatto il punto sull’avanzamento. Per Caselle era presente il vicesindaco Paolo Gremo: “La riunione è servita a presentare il progetto preliminare dei vari interventi previsti nei 12 comuni da Venaria a Lanzo. Ora si lavora sul progetto definitivo, che si conta di sottoporre all’approvazione della Regione entro fine maggio. È stato anche condiviso un cronoprogramma di massima, che prevede per giugno 2021 l’inizio lavori. Ma io spero anche prima, se non ci saranno ritardi nell’ottenimento dei vari pareri da parte di tutti gli enti interessati”.

Cos’è il progetto Ve.La.
Il progetto Ve.La nasce su iniziativa in particolare dei comuni del ciriacese che avevano già partecipato, nel 2015, alla realizzazione degli itinerari ciclabili della Corona Verde Stura. Ve.La sta per Venaria-Lanzo, i due estremi della rete ciclopedonale che si intende implementare e migliorare, tramite la realizzazione di circa 25 km di piste ciclabili, che permetteranno di completare, con nuove interconnessioni, una rete esistente di circa 100 km. A questo nuovo progetto hanno questa volta aderito tutti i dodici comuni fra Venaria e Lanzo, fra cui appunto Caselle.

I dodici comuni hanno partecipato quindi al bando della Regione Piemonte “Percorsi ciclabili sicuri”. L’esito del bando è stato reso noto a luglio 2018: il progetto Ve.La rientra fra quelli ammessi in graduatoria, e su una spesa complessiva di 2,9 milioni di euro, il cofinanziamento regionale ne coprirà 1,5 milioni.

 Cosa è previsto per Caselle
È cosa nota ai casellesi: provare ad andare in bici, o a piedi, all’aeroporto è un’operazione ad alto rischio per l’incolumità personale. La distanza dal centro di Caselle è in realtà breve, ma l’assenza di un percorso protetto obbliga di fatto ad usare l’automobile, con tutto quello che ne consegue in termini di costo ed inquinamento. Una situazione paradossale, tenuto conto di quanti sono i casellesi che per lavoro gravitano ogni giorno sull’aeroporto (e sugli stabilimenti di Leonardo). A gennaio 2017, in occasione dell’iter per l’approvazione da parte dell’Amministrazione Comunale della variante al Piano Particolareggiato dei sub-ambiti A e B delle Aree ATA, la Pro Loco di Caselle prese l’iniziativa di formalizzare un’osservazione su questo problema dell’assenza di un tracciato ciclopedonale protetto idoneo a raggiungere l’aeroporto. Ne scrisse Cose Nostre di febbraio 2017.

Il suggerimento fu accolto. E così fra i 18 interventi puntuali previsti dal progetto complessivo, l’intervento contrassegnato col n° 15 riguarda un nuovo collegamento ciclopedonale, tutto in territorio casellese, che parte dalla stazione ferroviaria di Caselle città e arriva alla stazione ferroviaria dell’Aeroporto. Un altro intervento, il n° 14, riparte dalla stazione dell’aeroporto e permette di raggiungere l’abitato di San Maurizio.

 

I dettagli del tracciato
Seguiamo il tracciato prescelto, che abbiamo ricopiato dalla tavola del progetto definitivo riportandolo su alcune viste aeree di Google Map, e aiutandoci anche con qualche foto.

Partiamo dalla rotonda fronte vecchia stazione, in via Circonvallazione.

Nel primo tratto del percorso si viaggia sulla soletta di copertura della ferrovia interrata; lo spazio a disposizione è abbondante e qui la pista è larga 3,5 metri. Arrivati all’intersezione con via Circonvallazione comincia un tratto un po’ tormentato: si piega a sinistra condividendo il marciapiede, si attraversa via Circonvallazione e ci si immette quindi su via Ciriè tenendosi sul lato sinistro di questa via; altro attraversamento protetto in corrispondenza dell’immissione di via Suor Vincenza; si prosegue per poche decine di metri su via Ciriè e quindi la si lascia per attraversare ed immettersi in via Orologio. La percorrenza su via Orologio è brevissima perché si attraversa il prato sulla destra e ci si porta in affiancamento ai binari della ferrovia.

Da questo punto in poi il tracciato diventa una direttissima perché si mantiene fino all’arrivo il costeggiamento alla ferrovia. La sezione tipo utilizzabile prevede qui la larghezza standard di 3,5 metri: lato ferrovia la necessaria separazione sarà garantita da una recinzione in pannelli rigidi alta 1,5 metri, mentre dal lato verso il prato ci sarà un cordolo perimetrale su cui saranno montati, per tutta la lunghezza fino all’arrivo, corpi illuminanti segnapasso.

Sempre proseguendo dritto, a un certo punto si incrocia il Canale dei Molini, da scavalcare con apposito nuovo ponticello. Subito di seguito, l’incrocio con via Molinotto, ora ridotta a uno sterrato, dopo l’eliminazione anni fa del passaggio a livello.

Si prosegue e si è ormai in vista del cavalcaferrovia. Il passaggio sotto il cavalcaferrovia, che permette alla pista ciclopedonale di evitare l’interferenza con la trafficatissima SP2, è stato il punto di maggiore delicatezza in fase di progettazione preliminare. Vi era infatti incertezza circa lo spazio residuo a fianco dei binari della ferrovia, e quindi sull’eventuale necessità di una costosa opera di sottopasso. L’ing. Stefano Vaudagna, dello Studio Associato Viesse di Ciriè, incaricato della progettazione, ci conferma che, sentita anche ovviamente la GTT, gestore della linea ferroviaria, si riesce a passare, con una larghezza del passaggio ciclabile che varia da 2,5 metri fino a 1,5 metri nel punto più stretto, ove i binari cominciano ad allargarsi passando da 2 a 4 in vista dell’ingresso in stazione Aeroporto.

Passata la strettoia sotto il cavalcavia, si entra nelle famose Aree ATA, ma nella parte (chiamata dalle carte Sub-Ambito A) ove la proprietà non è del soggetto privato ma del Comune, che la dovrà sfruttare per realizzare il futuro Movicentro.

La Stazione Aeroporto, con la caratteristica copertura realizzata per le Olimpiadi Invernali del 2006, è sulla nostra destra. Posteggiate le bici, si può imboccare il sottopasso ferroviario ed entrare in aeroporto.

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