Una foto banale

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Può una foto apparentemente banale segnalare un passaggio epocale?

Sì,  se il protagonista della foto è il Papa, una delle figure di maggior prestigio al mondo.

Nella foto si vede Papa Francesco seduto tra i banchi della casa di S. Marta, dove vive lavora e dorme, come un fedele qualunque.

È seduto, appartato come se fosse arrivato in ritardo e trafelato: si siede sulla prima sedia che capita, pensando: “Così non disturbo”.

La figura di questo signore bianco vestito, mescolato a comuni fedeli ci racconta che non servono apparati fastosi per esprimere il proprio carisma e la propria autorevolezza. Questi si appalesano per le parole e le azioni che dice e pone in essere.

La cosa disorienta. Che ci fa lì, lui è il Papa? Dovrebbe stare in alto, vestito di paramenti ricchi e sfarzosi! Questa è l’immagine che abbiamo tutti davanti agli occhi.

Fino a tempi, relativamente recenti, eravamo abituati a vedere il Pontefice entrare in S. Pietro sulla sedia gestatoria portato a spalla dai gentiluomini papalini, tutti membri di antiche famiglie nobiliari. La frattura tra queste gerarchie ed il popolo era evidente. Poi la storia, sia pure in maniera graduale ha cominciato a cambiare. Il primo testimone dell’avvicinamento della figura del Papa alla vita comune del popolo, inizia con Papa Giovanni XXIII che gli italiani ribattezzarono subito “papà Giovanni”. Da lì in poi il processo divenne irreversibile.

È con Papa Bergoglio – che sceglie non a caso il nome inaudito di Francesco, mai usato prima – che assume il carattere di una splendida esplosione.

Esplosione di luce e svelamento:  “Francesco, dicono i fedeli, è come noi: è il nostro vescovo.”

È l’uomo il cui linguaggio è chiaro e si fa carico anche delle angosce e delle frustrazioni degli esclusi e marginali. Dice loro: “Anche voi siete persone degne.” Le sue parole sono credibili perché arrivano da un uomo “ che arriva dall’altro mondo”. Altro mondo non solo fisico, il Sud America.

Altro mondo concettuale. Al cui centro c’è l’uomo ed il messaggio dirompente e largamente inattuato di Jehosuà Ben Joseph figlio di Joseph il falegname e Miriam di Nazareth.

Colui che mette d’accordo atei e credenti.

Purché di buona volontà.

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