Quando tutta questa storia sarà finita, forse potremo tornare a sorridere. Ma speriamo più che altro di riflettere.

Un microscopico virus mette in ginocchio noi giganti, con la nostra tecnologia e le nostre certezze.

E ci mette di fronte a situazioni che mai avremmo immaginato.

Ad esempio. Tutti venerano i centri commerciali ed i grandi supermercati. Ma che impressione vi ha fatto il centro di Caselle con tutti (o quasi) i negozi chiusi? Triste vero? Ecco, se continua così quello sarà il destino di tutte le piccole attività, con o senza coronavirus. Già di per sé è molto difficile tenere aperta un’attività, e il virus non ha fatto altro che accelerare il processo di desertificazione dei centri storici. Eppure le piccole attività sono state eroiche in tutto questo marasma. Ultimi baluardi per chi al supermercato non ci può andare. Da soli, e con rischio anche per se stessi, i commercianti hanno continuato a sostenere ed aiutare (anche psicologicamente) i cittadini, i loro clienti. Quando tutto sarà tornato normale, ricordiamoci di chi c’era, anche in questa occasione, e chiediamoci se davvero i centri commerciali avrebbero fatto lo stesso, per noi. Molte piccole attività non riapriranno, purtroppo, e dovremo fare i conti con le conseguenze.

Per questo è necessario che venga attuata una politica di sostegno per le piccole attività e le partite iva, a partire proprio dal livello comunale. Sospensione e cancellazione delle imposte, e sostanziosi incentivi alla ripartenza. Stavolta non bastano le promesse, ci vogliono i fatti.

Naturalmente le scadenze delle imposte comunali andranno sospese anche per i cittadini. Molti non lavorano da settimane, e bisogna pensare anche a loro. I sostegni governativi non sembrano adeguati e sufficienti. Basti pensare a quanto hanno stanziato gli altri stati: Germania 500 miliardi di euro, Spagna 200 miliardi. Italia 25. Irrisorio rispetto alle esigenze reali.

Per questo ho il sospetto che se anche a livello regionale e comunale non faremo qualcosa, insomma se non ci aiuteremo da soli, ci troveremo in una crisi profonda.

Quindi fondamentalmente i punti che Caselle Futura propone sono 3:

  • annullare tutte le scadenze di tasse, bolli e utenze per imprese e cittadini per tutto il 2020, compresi gli affitti delle case popolari;
  • annullare la burocrazia per agevolare almeno in questo periodo l’accesso dei cittadini agli incentivi per la ripresa
  • fornire incentivi alle microimprese (in primis ai negozi e partite iva) per pagare affitti e materiali al fine di favorire il rilancio postepidemia.

A questo si devono aggiungere gli interventi sanitari immediati a favore della popolazione (mascherine e guanti). Misure precise e puntuali riguardanti l’igiene e sanificazione delle strade. Le polveri presenti nelle nostre strade (poco pulite) sono importanti fattori di indebolimento delle vie respiratorie. Far passare la spazzatrice che avevamo acquistato col Net. L’abbiamo vista poche volte in azione: è ora di farla lavorare molto di più.

La politica locale ovviamente in queste settimane ha subito una battuta d’arresto. Niente più consigli comunali. Sarebbe stato invece opportuno riunirsi (anche in via telematica), al fine di studiare insieme le strategie più opportune. Anche e soprattutto all’opposizione vi sono valide professionalità che in un momento come questo possono dare il loro contributo. Al di là dei colori politici. Tutto ciò non è ancora avvenuto.

La pandemia finirà, e dovremo essere pronti a ripartire più forte di prima. Ma è necessario lo sforzo di tutti, a iniziare dalla politica nostrana, dato che ad altri livelli hanno mostrato tutte le loro lacune. Sì, mi riferisco proprio all’Europa; al momento in cui scrivo, per noi Italiani non ha ancora fatto nulla.

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