Il coronavirus stoppa anche i cantieri

La situazione a Caselle e nel cantiere di corso Grosseto

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immagini dal cantiere Grosseto nei giorni immediatamente precedenti alla chiusura.

 

A seguito dei provvedimenti adottati a livello nazionale e regionale per contenere la diffusione del coronavirus, si sono fermati anche le attività dei cantieri.

Di quelli che interessavano il territorio casellese, e vedevano l’amministrazione comunale come committente, ci riferisce l’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Isabella: “Come cantieri in corso avevamo quello di via Audello per la realizzazione dei marciapiedi; si era a buon punto perché il tratto a monte dell’incrocio con via Madre Teresa di Calcutta, lato centro città, era completato; restava da completare quello al di là di via Madre Teresa: lo riprenderemo appena sarà possibile. L’altro nostro grosso cantiere, partito a febbraio, è quello per il rifacimento della pavimentazione nel parcheggio del Prato Fiera. Lì speravamo di poter andare avanti, dato che il materiale necessario, con in particolare i nuovi autobloccanti, erano già approvvigionati e presenti sul posto; le distanze di sicurezza per lavorare c’erano, dati gli ampi spazi e la presenza di una squadra di sole tre persone al lavoro. Ma con l’ultimo DPCM del premier Conte, il DPCM Chiudi Italia del 22 marzo, è diventato obbligatorio sospendere l’attività”.

Analogamente, sembrano al momento ferme le attività propedeutiche alla realizzazione del COM, sulle aree al confine con San Maurizio; la società committente non ha però rilasciato alcuna dichiarazione in proposito.

Infine, facciamo il punto su un cantiere che non è fisicamente a Caselle, ma che è opportuno seguire per la sua importanza sul futuro del nostro territorio: il cantiere di corso Grosseto a Torino, ove è in fase avanzata la costruzione del raccordo della Torino-Ceres con il Passante Ferroviario. Anche questo cantiere è ora fermo, da lunedì 16 marzo, quando è stata firmato dal committente SCR il verbale di temporanea sospensione dei lavori. Un vero peccato, perché il cantiere stava procedendo spedito. La galleria ferroviaria, partita dall’esistente stazione Rebaudengo, all’interno del Parco Sempione, è tutta scavata fino ad arrivare all’altezza di via Lulli, ove la sezione si allarga in corrispondenza della nuova fermata “Grosseto”, destinata a sostituire la vecchia “Madonna di Campagna”. Il successivo ultimo tratto di galleria ferroviaria, prima dell’innesto con la galleria esistente, è realizzato come pareti laterali e soletta di copertura, ma ancora da svuotare di terra. Qui siamo sotto largo Grosseto, e in questo tratto a fianco della galleria ferroviaria si era già anche iniziato il tunnel stradale che consentirà alle auto di percorrere la direttrice Grosseto-Potenza senza intasare il già complesso incrocio in superficie. Questo tunnel stradale, che deve fare una curva a 90°, è suddiviso in sei tratte (o “conci”, come li chiamano i tecnici addetti ai lavori). Ebbene, il primo di questi conci (quello fisicamente piazzato di fronte al Commissariato di Polizia all’angolo con via Lucento) fra gennaio e febbraio è stato completato; nello spessore della sua soletta sono state “incorporate” le condotte che racchiudono due importanti infrastrutture SMAT e Telecom incrocianti con la galleria ferroviaria e con il tunnel stradale. Fra marzo e giugno il cronoprogramma dei lavori prevedeva di continuare con queste attività in largo Grosseto ed arrivare quindi a metà giugno, come concordato in una riunione fra Regione, GTT e impresa, ad interrompere il servizio ferroviario e connettere la galleria nuova con la galleria esistente. Ora questo importante appuntamento rischia di slittare, di un tempo corrispondente a quello che durerà questa forzosa sospensione dei lavori.

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