Oggi pomeriggio è venuto a mancare, dopo una lunga malattia che non gli ha lasciato scampo, Ezio Enrietti.

Nato il 3 maggio del 1936, Ezio Enrietti è stato un protagonista, seppure con alterne vicende, di una  nostra lunga stagione politica.

Imprenditore edile di lungo corso, dopo essere stato promettente calciatore tanto da militare nei ranghi della formazioni giovanili del Grande Torino, prima di essere dirottato nel calcio semiprofessionistico di squadre come l’allora blasonato Casale, Enrietti iniziò una formazione politica di stampo riformista che lo condusse ad entrare nel Partito Socialista Italiano. La sua area di riferimento era quella di Giacomo Mancini, divenne poi in una stagione successiva craxiano, anche se non fu mai in totale sintonia con Bettino Craxi, e questa cosa nel corso degli anni venne a costargli tantissimo, sia sul piano personale che sul piano politico. Tra gli Anni Settanta e l’inizio degli Anni Ottanta divenne un esponente di spicco del PSI, e non solo nella nostra regione: eletto consigliere regionale, divenne prima assessore alla sanità e poi presidente della Regione Piemonte dal 1980 al 1983. In quell’anno,  per frutto di qualche evidente contrasto con la direzione nazionale e  anche per qualche disinvoltura di troppo, il 18 marzo dovette rassegnare le sue dimissioni. Da quel momento iniziò, in politica, la parabola discendente che lo condusse a dedicarsi, anche qui con alterne vicende, alla sua vita da imprenditore. Di carattere duro e mai domo, Ezio Enrietti ha speso gli ultimi anni di vita per vedersi alla fine riconoscere innocente nell’ultima querelle giudiziaria che l’aveva coinvolto: alla fine, dopo anni di tribolazioni, il tribunale decise per l’assoluzione di Enrietti, per l’insussistenza dei fatti  e per non aver commesso nessun reato nelle questioni relative a lavori che gli erano stati subappaltati alla Reggia di Venaria.

Inoltre, l’ultima stagione aveva visto Ezio Enrietti riavvicinarsi alla vita sociale e associazionistica casellese, non facendo mai mancare la sua presenza, il suo aiuto e il suo supporto.

L’Associazione Turistica Pro Loco di Caselle, la direzione e la redazione del giornale Cose Nostre si uniscono al cordoglio della moglie Maria Grazia Ferreri, dei fratelli Luciano e Mirella Enrietti.

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Elis Calegari
Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre ( quando si dice il caso…) del 1952. Ha contribuito a fondare Cose Nostre, firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato anche collaboratore di presdtigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis”, seguendo per più di un decennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”. Attualmente è anche direttore responsabile di “0/15 Tennis Magazine”.

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