Consiglio comunale da Virus quello del 15 aprile scorso, in via telematica. Al di là delle polemiche che inevitabilmente nascono in periodi come questo, poco utili a fini pratici, a nome del gruppo Caselle Futura ho deciso di fare delle proposte concrete, al fine di mitigare almeno in parte gli effetti di questa crisi. Le avevo anticipate sul precedente numero di Cose Nostre, e le ho rese ufficiali in sede di Consiglio. Sono cose che riguardano il livello comunale, perché da qui bisogna iniziare, dato che a quanto pare ad altri livelli l’aiuto non arriva o arriva poco e tardi.

Punto 1, annullare il pagamento Tari.

Punto 2, annullare il pagamento Imu tasi, almeno per la prima rata con opzione sulla seconda. I fondi possono essere reperiti dall’avanzo di amministrazione e dalle multe, oltre che dagli oneri di urbanizzazione delle aree Ata (di questo argomento dirò successivamente); quindi non si tratta di non pagare ma di pagare il servizio Tari, ad esempio, con i soldi già in cassa. Altri fondi potrebbero essere reperiti dalle multe autovelox, in deroga temporanea alle leggi.

Punto 3, prevedere una serie di incentivi alla ripresa per le piccole attività commerciali di vicinato e le partite iva, che si troveranno a pagare il prezzo maggiore dopo i mesi di chiusura. Incentivi per affitti, spese, e per acquisto merci. L’annullamento della tassa sul suolo pubblico e sulle insegne (per tutti) potrebbe essere un buon inizio, per consentire di lavorare anche all’aperto. Annullare inoltre la burocrazia per chi volesse riaprire o aprire un’attività sul nostro territorio.

Punto 4, annullare per tutto il 2020 gli affitti delle case popolari. Dopo quello che è accaduto col Cit (di cui siamo soci) mi pare che il nostro Comune si possa fare portavoce di questa istanza.

Punto 5, distribuire mascherine a tutta la popolazione. Un assessore ha detto che questa non è una priorità. Non pare per nulla così. L’obbligo di questo dispositivo pare ormai fuori discussione.

A proposito delle aree Ata. Ho interrogato il Sindaco specificatamente su questo argomento.
I costruttori entro il 31 marzo avrebbero dovuto versare una seconda consistente parte degli oneri di urbanizzazione, pari a circa 1,5 milioni di euro. Sono stati versati? La risposta del Sindaco: “No, hanno chiesto una proroga fino a fine maggio a causa del virus, e ovviamente gliela abbiamo concessa”.
E questo fa ancora più imbestialire.
Siamo in ballo da 20 anni con un progetto, continuano a dirci che si farà (anche se molti ormai hanno aperto gli occhi e non ci credono più) poi scatta l’epidemia ed in meno di una settimana chiedono già la proroga. Ma è una presa in giro?
Centinaia di cittadini chiedono proroghe per le varie tasse, che proprio non riescono a pagare, soprattutto le piccole attività, e dal Sindaco risposte evasive o silenzio. Poi alla fine concedono in tutta fretta una proroga della prima rata Tari. Da pagare. Entro luglio. Ma è buono da sapere che se non ci sono soldi a maggio non ci saranno nemmeno dopo poche settimane.
Arrivano i grandi progettisti che colgono la palla al balzo e subito gli si consente di non versare nulla.
Ognuno giudichi come meglio crede, ma questo non mi pare un bel modo di stare vicino alla gente.
Inutile dire che delle proposte fatte in Consiglio nemmeno una è stata presa in considerazione.
Attività e cittadini vengono lasciati soli nei loro problemi. E non sarà qualche pseudo pacco dono a cambiare la situazione, visto anche il modo con cui sono stati confezionati e distribuiti.
Vedremo se nel corso delle settimane qualcosa cambierà.

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