Come abbiamo già evidenziato in precedenti articoli, l’emergenza Coronavirus ha significato per molti casellesi la riscoperta dei negozi sotto casa. Per la spesa alimentare, una valida alternativa al supermercato; specie nell’acquisto di prodotti, come il pane ed altri prodotti da forno, ove la differenza fra una produzione industriale e una artigianale c’è, e si sente eccome.

Nel cuore del centro storico di Caselle, a due passi da piazza Boschiassi, l’indirizzo di via Guibert 12 è per i casellesi un “must” per l’acquisto del pane. Da sempre.

Ne parliamo con Claudia Cacciato e col marito Giuseppe Di Maggio, che sono gli attuali giovani titolari del laboratorio di panetteria e pasticceria.

Fino a pochi anni fa era la panetteria Gattera, molto apprezzata dai casellesi. Ora è la panetteria Di Maggio, altrettanto apprezzata. Come è avvenuto l’avvicendamento? C’è un segreto nella continuità di questo successo?

Giuseppe è praticamente cresciuto in questa bottega, dove ha cominciato nel 2002 come apprendista, quando il forno era gestito da Roberto Gattera e in negozio c’era Luisa. Io, Claudia, ho cominciato ad aiutare in negozio nel 2009. Prima facevo tutt’altro lavoro, ma mi sono subito appassionata e ho proseguito anche grazie all’amore per l’arte bianca che mi ha trasmesso Giuseppe. L’avvicendamento con la famiglia Gattera (dove Giancarlo aveva nel frattempo sostituito il papà Roberto) è stato in parte una cosa naturale, in parte dettato da scelte diverse di Giancarlo e della moglie. Per noi è stata un’opportunità e la possibilità di coronare il nostro sogno.  

Il segreto del successo? Non c’è nessun segreto in particolare, ma semplicemente passione, studio, ricerca costante e, infine, vedere i clienti soddisfatti ci spinge ancora di più a far bene.

Tradizione&Innovazione è uno degli slogan presenti nella vostra pubblicità. Quali sono i principali prodotti che proponete, e in che cosa consistono le innovazioni che avete apportato?

Tutta la nostra produzione è fatta interamente da noi, con un’accurata scelta delle materie prime.

Il cliente può trovare nella nostra bottega tutto è quanto è classico in una panetteria, come le forme tradizionali di pane tipo ciabatte e biove, e poi amaretti, paste di meliga, eccetera.

Ma visto che c’è sempre un occhio più attento al mangiare sano, e l’aumento di intolleranze e problematiche dovute a lievito e glutine, come innovazione proponiamo tutta un’ampia varietà di pani sempre diversi fatti con la nostra pasta madre, farine macinate a pietra italiane di tipo 1 e anche grani antichi.

Inoltre, sempre in tema di innovazione, ci piace giocare con diversi ingredienti stagionali freschi di prima qualità, inseriti all’interno della nostra produzione. L’ultima iniziativa che abbiamo intrapresa è quella di proporre ogni week-end dei pani dedicati alle regioni, con caratteristiche e profumi diversi. Abbiamo cominciato a maggio con la Liguria, ove gli ingredienti aggiunti erano basilico, pinoli e olive taggiasche. Nell’ultimo week-end di maggio avevamo la Puglia, con farina di grano pugliese dell’azienda agricola Artemide, olive verdi di Cerignola, pomodori secchi e origano. Nel primo week-end di giugno abbiamo proposto il Trentino, con pane di segale con cubetti di speck e pezzetti di mele della Val di Non saltati in padella. E così via.

Oltre a tutti i prodotti da forno di vostra diretta produzione, abbiamo notato che in negozio sono esposte in vendita diverse linee di altre produzioni, con marchi particolari; come li scegliete?

Nel nostro negozio sono presenti prodotti di nicchia di piccole aziende italiane, scelti accuratamente da noi. Con quale criterio: che siano prodotti di aziende artigiane come la nostra e che non si trovino nella grande distribuzione.

Nel corso dell’emergenza COVID dei mesi scorsi, abbiamo notato che siete stati molto attivi in iniziative solidali, quali il “pane dell’abbraccio” e il concorso creativo “restate a casa” con l’omaggio della pasta pizza o del lievito (quando in giro erano introvabili). Quale risposta hanno avuto da parte della vostra clientela?

Piccole aziende come la nostra vivono del contatto con le persone. Durante il periodo più buio dell’emergenza, il non vederle più, o sentire la preoccupazione e vedere la paura nei loro volti ci ha spinti a fare qualcosa per sollevare il morale. Entrambe le iniziative, quella del “pane dell’abbraccio”, dove il ricavato della vendita era devoluto all’ASL TO4, con tanto di bonifici che abbiamo pubblicato, e quella del concorso creativo “restate a casa” hanno avuto molto successo. Sono stati in molti a partecipare e tutti sono rimasti contenti.

Siamo dell’idea che la solidarietà nelle comunità ci deve essere sempre, specie in questi momenti difficili.

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