Il casato dei Provana a Viù

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Il mensile “Vivant”, edito dall’Associazione per la valorizzazione delle tradizioni storiche nobiliari, ha pubblicato un interessante articolo dedicandolo alla figura di Andrea Provana di Leinì, e ai resti – presenti nella sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Torino – di uno dei sommergibili a lui intitolati.
Si tratta di un battello varato nel 1918 e consegnato alla I° Flottiglia Sommergibili di La Spezia comandata dal capitano Ubaldo degli Uberti. Nel 1923 il Provana ha il compito di proteggere la squadra navale italiana durante la Crisi di Corfù. Quattro anni più tardi uno dei motori scoppia e non viene riparato; dalla demolizione si salva solamente la parte centrale che è permanentemente visibile sul bordo del Po. Come scrive Massimo Alfano, il sommergibile Provana viene esposto a Torino nel 1928 nel padiglione della Marina Militare in occasione dell’Esposizione Nazionale ( 1 ).
Andrea Provana è un personaggio assai legato a Viù e alla sua valle poiché possiede il feudo e il relativo castello, costruzione fortificata che, unitamente al feudo di Viuco, non esita a alienare al fine di fornire al duca Emanuele Filiberto un aiuto concreto ( 1500 scudi d’oro ) indispensabile per armare le galee destinate a partecipare alla storica battaglia di Lepanto contro i Turchi ( 1571 ). Il duca sabaudo ripeterà che il Provana è il solo uomo “sopra li cui occhi possa riposarmi”.
Il castello di Viù è stato parzialmente demolito su ordine di Carlo Condè de Brissac e successivamente incendiato per volere di un nobile al quale erano stati confiscati i beni, sicché tutta la valle “s’illumina al grido de :”Il castello brucia”. “
Nei primi anni del ventesimo secolo Carlo Fino e Fulgenzio del Piano ridisegnano la pianta del castello, operazione che consente nel 2009 ad Adriano Olivieri e a Gabriella Malfatti di ricostruire idealmente l’intera residenza castellana ( 2 ). Olivieri immagina una salda costruzione in pietra dominata da una torre centrale, mentre la pittrice Malfatti ricrea un castello circondato da alte mura, con merli su ciascuna torre e un’esile torretta centrale sulla cui facciata si apre una sola finestra.
Emanuele Filiberto sposa Margherita di Valois; nel 1560 la duchessa viene trionfalmente accolta a Nizza: per l’occasione Andrea Provana collega la terraferma con le acque dove s’è arrestata la nave ammiraglia, costruendo un ponte ornato di tappeti, pitture, festoni e fiori. Il corteo transita sul ponte e la nobildonna cammina al fianco del duca e di Andrea Provana di Leinì.
Concludiamo queste note citando un personaggio che aveva abiurato la fede cristiana, certo Luca Galeni, che rifiuta di restituire i prigionieri al seguito di Emanuele Filiberto se non gli è consentito di baciare la mano di Margherita di Valois; la duchessa rifiuta assolutamente ma il baciamano avviene egualmente poichè la Signora di Racconigi Maria de Gondi, vestiti gli abiti della duchessa, porge la mano al galante Galeni ( che si chiama ora Ucciali ovvero Oulandji Alì ), di origini calabresi che è rimasto non insensibile al gentil sesso!
Gian Giorgio Massara

1) Tomaso Ricardi di Netro – nel corso di una serata organizzata nella sede dei Marinai d’Italia – ha tenuto una conferenza ai soci VIVANT ricordando la figura dell’ammiraglio Andrea Provana di Leinì.
Sempre Vivant, per il periodo pasquale, ha allestito presso la Fondazione Accorsi-Ometto ( Via Po, 55 ) importanti tavole imbandite con servizi e tovaglie di proprietà delle nobili famiglie piemontesi.

2) Nel 1921 viene collocata la targa che così recita:

Qui
sulle orme romane
sorgeva
il castello di Viù
Carlo Fino
le vetuste mura
rinvenne e risollevò

Dida: La “ricostruzione del castello di Viù” da parte di Adriano Olivieri e Gabriella Malfatti

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