Sembrava difficile e invece anche il mese di giugno è arrivato anche quest’anno, in barba al coronavirus e alle relative strettoie di ogni genere. L’estate ormai bussa alla porta e con il caldo arriva più che mai il desiderio di uscire, di andare a mangiar fuori, e perché no anche di banchettare.

Tutto questo preambolo per entrare in una storia avvenuta nel primo Novecento qui a Caselle. Infatti il 17 giugno del 1906 si svolse il tradizionale pranzo sociale del sodalizio “Re e Patria” presso la trattoria di Porta Nuova di Modesto Enrietti.  Ebbene sul n° 25 del 23 giugno 1906 il settimanale Il Progresso del Canavese e delle Valli Stura porta una lunga corrispondenza da Caselle sul pranzo del Sodalizio Re e Patria (corrisponde all’attuale Associazione nazionale combattenti e reduci) che ogni anno si ripeteva a giugno.

Lo riportiamo integralmente, sia per la portata dell’evento per quel tempo vista la partecipazione di tutto il mondo che conta locale, sia per la cronaca aulica di primo Novecento, tutta piena di superlativi e di maiuscole, redatta da due cronisti, uno che si firma Sincero e l’altro Araldo.

Prima di iniziare questa cronaca un cenno di storia sui giornali locali è doverosa.  Il capostipite dei periodici della nostra zona è l’introvabile La Stura nato il 15 giugno del 1901, costava 5 centesimi ed era un settimanale di quattro pagine stampato nella tipografia Streglio di Ciriè. La Stura ha vita breve perché nello stesso anno confluisce e viene incorporata in una nuova testata denominata Il Progresso del Canavese e delle Valli Stura, un settimanale il cui numero uno esce il 9 agosto del 1901, sempre con i tipi della tipografia Streglio di Ciriè e dal 1904 sarà stampato da Capella, il proto di Streglio, essendosi il titolare trasferitosi a Venaria. Dal 1926, con una nuova proprietà, sulla testata viene cambiato il sottotitolo e pertanto diventa Il Progresso della Valli di Lanzo e del Canavese.  Dopo varie peripezie Il Progresso chiude bottega con l’ultimo numero datato 25 febbraio del 1944. Il Risveglio, quello attuale, invece nacque nel 1921; Cose Nostre nel marzo del 1972.

Ma ecco il pezzo del Progresso del Canavese: “Domenica scorsa (18 giugno) vi fu il pranzo del Sodalizio Veterani in Congedo “Re e Patria” mi dissero che erano in 80 circa, ma quest’anno essendo riservato ai soli soci neppure il vostro corrispondente poté assistervi per darvi una relazione dettagliata (ciò che credo lo faccia qualcheduno dei presenti). Sentii però che il sig. Modesto Enrietti  (assuntore del  pranzo)  fu assai modesto  nel prezzo, ma viceversa  molto abbondante nel servizio  servendo un eccellente pranzo, dunque onore a lui“.  Fin qui la nota di presentazione di Sincero.

Segue poi la dettagliata cronaca fatta da uno degli ex combattenti   presenti che si firma Araldo.  Eccola: “Pranzo Sodalizio Re e Patria.  Vi rianimi e ringiovanisca il bel sole della nostra Italia, o cari e vecchi gloriosi! E nobili ideali a voi, che giovani ancora siete lieti di ricordare le ore gioconde. Mentre passano fieri, solenni, al passo cadenzato della musica, risonando certe marce gloriose e ardite e cruenti; mentre passano con una nuova energia nel corpo stanco dagli anni e dal lavoro, con una gioia sovrumana negli occhi per quelle sante medaglie che brillano sui petti, inconsciamente, ammirandoli, un’onda di tenerezza attanaglia la gola con nodo convulso di pianto. Passano i valorosi che hanno fatto l’Italia, essi videro molti e molti cari morti sui campi dolorosi; essi sanno come si passa tra il fuoco e i gemiti di chi muore con un grido d’amore per la patria… passano, e si sentono orgogliosi dell’omaggio, del ricordo che oggi a loro si tributa.

Riuniti alla trattoria di “Porta Nuova” sotto un padiglione elegantemente addobbato, sedevano alla tavola d’onore il presidente sig. Bersani, alla sua destra il sindaco cav. Converso, il cav. Lottici, il cav. Turinetti, il sig. Brunero, il sig. Enrietti Domenico; alla sinistra il comm. Bona, il cav. Tua, colonnello a riposo, il sig. Bassetti con divisa garibaldina, il sig. Perino Giuseppe, il sig. Sismondi.  Allegro e animatissimo il pranzo di 90 coperti, inappuntabilmente servito dal signor Enrietti Modesto, a cui va una parola di speciale elogio.

I discorsi… non abbondanti: uno solo ma in compenso elegante, elevato, patriottico. Alla frutta, il presidente sig. Bersani prese la parola, comunicando le adesioni del deputato Bertetti, del consigliere provinciale Audifredi, del Pretore Vescovi e di parecchi altri; impossibilitati ad intervenire per ragioni famigliari e politiche; commemorò i poveri Veterani morti durante l’anno; e seguitando poi con foga oratoria, ebbe per tutti, vecchi e giovani, parole nobili, affettuose, commoventi. Riconfermando indi a socio onorario l’egregio pretore Vescovi, propone uguale encomio pel cav. Colonnello Giacinto Tua, così gentilmente intervenuto ad onorare la modesta riunione.  La proposta viene accolta da un immenso fragoroso applauso e mentre antichi e giovani soldati, tributano con frenetico entusiasmo quest’omaggio ad uno dei loro capi, il Presidente fregia il petto del socio onorario, col distintivo della società. Commosso l’Egregio Colonnello Tua, fa generosa offerta a favore dei veterani poveri. Chiuso il commovente incidente, il Presidente inneggia alla patria, ai principini, alla Regina e al Re, a cui invia telegramma d’occasione.  E si ripetono entusiastici applausi, glorificanti l’oratore, mentre la musica, diretta con maestria dal sig. Ansaldi, porge anch’essa il suo omaggio ai veterani.

La Marcia Reale, l’inno di Garibaldi. si succedono solennemente vibranti, si ravvivano i ricordi, si esulta nel nome dell’Italia; si rivedono battaglioni fluttuanti nelle pianure immense, e lunghe sterminate file di camicie rosse; rivivono i morti, si rievocano con amore Vittorio Emanuele e Garibaldi, e quest’aura satura di patriottismo, dà alla giornata l’impronta di un ricordo indimenticabile.

Riaccompagnati dalla musica, i Veterani restituiscono la bandiera alla sede del Sodalizio; al suono della Marcia Reale si saluta il sacro emblema d’Italia, e la simpatica adunanza lietamente si scioglie. Ecco il testo del telegramma spedito per l’occasione a Sua Maestà:

Nel convegno festante odierno del Sodalizio Militare “Re e Patria” erompe spontanea, solenne, unanime acclamazione Amato Sovrano, cui prego Vossignoria rassegnare costanti fervidi voti prosperità. Presidente Bersani.

Ed ecco la risposta: Presidente Sodalizio Re e Patria di Caselle.  Omaggio di cui S.V. si è reso interprete conferma i nobili sentimenti che animano cotesto patriottico Sodalizio.  S.M. il Re riconoscente la ringrazia con quanti erano da Lei rappresentati.  Firmato: Il Ministro E. Ponzio Vaglia.”

E per finire in bellezza come finale ricordiamo che il menù

 

servito dalla storica trattoria casellese fu il seguente: antipasto assortito – fritto misto – minestra all’italiana –  brasè con piselli – polli novelli con insalata – frutta e formaggio –  vino 1 litro. Indubbiamente un menù classico dell’Ottocento, con un fritto misto quanto mai ricco, favoloso, ma soprattutto un’occasione per ritrovarsi tra ex militari, tra uomini di guerra la cui vita fu appesa ad un filo, dove come Ungaretti “si stava come d’autunno sugli alberi le foglie”.

 

”                                           Gianni Rigodanza

Tratto dal libro di Domenico Musci ” Osterie e menu storici di Caselle Torinese

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