Bergamo, come tutti sappiamo, è stata una delle città più duramente colpite dall’epidemia di Covid-19. Rimarranno impresse a lungo le immagini delle bare accumulate in luoghi di fortuna o portate via da automezzi militari. Bergamo, però, è anche la città natale di Gaetano Donizetti, nella quale ogni anno si organizza, tra novembre e dicembre, un festival in suo onore che, in tempi recenti, si sta sempre più distinguendo per qualità musicale, accuratezza musicologica e visibilità internazionale. I dirigenti del festival hanno perciò pensato a un’iniziativa che, da un lato, concedesse un po’ di svago ai tanti appassionati donizettiani sparsi per il mondo; e, dall’altro, aiutasse la raccolta fondi istituita dal Comune di Bergamo a favore delle persone che si trovano in difficoltà a seguito dell’emergenza sanitaria (“Bergamo Aiuta”). Mi permetto di segnalare il link, se qualche lettore volesse dare una mano non saranno sicuramente soldi sprecati  http://bergamoaiuta.it/dona/. Quel che è più curioso, tuttavia, è l’idea che il direttore artistico Francesco Micheli e il direttore musicale Riccardo Frizza hanno avuto: non si sono limitati a mettere a disposizione le videoregistrazioni di qualche spettacolo realizzato negli anni passati, similmente a quanto è stato fatto da tante istituzioni musicali, ma hanno organizzato e presentato un vero concerto”dal vivo”, sia pure con partecipazione a distanza, che ha coinvolto molti dei migliori artisti che frequentano il festival. Significativo è il titolo scelto per la manifestazione, “Gran gala sul sofà”: vi si doveva partecipare da casa, è vero, ma l’invito esplicitamente rivolto al pubblico virtuale è stato di non mettersi davanti al computer in tuta o in pigiama, come comprensibilmente si tende a fare in questo periodo di isolamento domiciliare, bensì di vestirsi con classe come se davvero si stesse partecipando a un concerto dal vivo. Era anche possibile spedire le fotografie dei propri abiti, e i più eleganti sono stati premiati con due biglietti in omaggio per la rassegna autunnale.

Così, il 24 aprile, dalle 18 e per circa tre ore, coordinati da Frizza e Micheli, si sono alternati dietro lo schermo una ventina tra cantanti, direttori, studiosi e amministratori, che, intervenendo direttamente dalle loro dimore, hanno parlato del proprio rapporto con Bergamo e con Donizetti e interpretato diverse sue pagine. In alcuni casi, per ragioni tecniche legate all’affidabilità delle connessioni, si è fatto ricorso a video registrati, ma per lo più, ricorrendo al canto a cappella, a basi musicali o all’accompagnamento pianistico, si sono sentite le voci di grandi cantanti in diretta dal salotto di casa o dai suoi dintorni. Tra le esibizioni più sfiziose, ricordiamo quella del basso baritono Alex Esposito, che ha cantato l’aria di Dulcamara (da “L’elisir d’amore”) in una stalla, e quella del soprano Jessica Pratt, che ha intonato “Regnava nel silenzio” (da “Lucia di Lammermoor”) presso una fontanella che si trova nel podere toscano in cui vive. Riccardo Frizza ha tenuto una lezione di interpretazione vocale sull’aria finale di “Roberto Devereux” alla moglie, il soprano Davinia Rodriguez. Il basso baritono Paolo Bordogna, oltre a cantare due arie, ha proiettato il filmato di un duetto che fece anni addietro con Lucio Dalla. Gianluca Capuano ha discusso di questioni filologiche relative all’edizione di “Don Pasquale” che Cecilia Bartoli avrebbe dovuto cantare a Salisburgo per il festival di Pentecoste (annullato causa pandemia), e il tenore Celso Albelo ha messo in luce le analogie tra alcune arie donizettiane e la musica popolare ispanica. Uno dei passaggi più intensi è stato quello in cui si è ascoltata la voce del soprano Carmela Remigio intonare la preghiera che funge da tempo di mezzo nell’aria finale di “Anna Bolena”, mentre venivano proiettate le foto della città di Bergamo nei giorni del coronavirus (“Cielo, ai miei lunghi spasimi / concedi alfin riposo / e questi estremi palpiti / sian di speranza almen”).

Nello svago della serata non sono mancati alcuni momenti di mestizia, al ricordo delle vittime dell’epidemia, in particolare di alcuni parenti e amici degli stessi organizzatori dell’evento. E un’ombra, sia pure mai nominata, aleggiava più di altre: le incertezze sul prossimo futuro. È vero, infatti, che si è sempre parlato come se fosse naturale rivedersi tutti in autunno per l’edizione 2020 del festival; ma nessuno ha potuto dare garanzie esplicite a questo riguardo (neppure il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e l’assessore alla cultura, Nadia Ghisalberti, intervenuti in diretta esprimendo parole d’elogio per la rassegna donizettiana e auspicando che presto si ritorni a una dimensione sociale della cultura), per la semplice ragione che nessuno, per ora, sa come si evolverà la situazione sanitaria mondiale e come muteranno le disposizioni di legge in materia. Il “gala sul sofà” è stato un modo simpatico per mettere in contatto artisti e pubblico nel nome di Donizetti, ma, come ha affermato in chiusura Francesco Micheli, rispetto allo spettacolo dal vivo non può che essere un surrogato. L’opera, per vivere, ha bisogno di tornare nei teatri. Come e quando avverrà, non lo sappiamo ancora, anche se si ha la sensazione che non sarà un percorso semplice. Ma di questo parleremo in un’altra occasione.

Marco Leo

Botteghino virtualeConsiderato che le indicazioni attualmente divulgate dalle autorità competenti non consentono di stabilire in alcun modo quando si possa ipotizzare una riapertura delle sale da concerto e dei teatri, si invitano i lettori a far riferimento, per i programmi venturi, agli aggiornamenti via via pubblicati sui siti web delle varie istituzioni musicali.

Unione Musicale: https://www.unionemusicale.it/

Filarmonica: https://www.oft.it/it/

Polincontri Classica: http://www.policlassica.polito.it/stagione

Educatorio della Provvidenza: https://www.educatoriodellaprovvidenza.it/

Orchestra Rai: http://www.orchestrasinfonica.rai.it/

Concerti Lingotto: https://www.lingottomusica.it/

Teatro Regio: https://www.teatroregio.torino.it/

 

 

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