Una scuola che ha saputo risolvere ogni problema

Cercando di realizzare la migliore delle didattiche possibili

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È volta al termine anche quest’esperienza scolastica al tempo del Covid,  che sarà per tutti indimenticabile, perché l’emergenza che l’ha caratterizzata non ha precedenti.

D’improvviso, in questo contesto inedito, abbiamo conosciuto una scuola che ha saputo risolvere ogni problema, cercando di realizzare anche attraverso la Didattica A Distanza, la DAD,  la migliore delle didattiche possibili, superando i limiti dello spazio e del tempo.

Con la DAD, conoscendo la situazione della scuola e delle sue dotazioni tecnologiche, da principio c’era da provare qualche brivido, ma non è stato questo il vero problema. Come non lo è stato la polemica contro il presunto valore della didattica a distanza, di cui, giustamente,  così commenta la dirigente della scuola di Caselle Giuseppa Muscato:Non ci sono vantaggi o svantaggi nella didattica a distanza. Sarebbe riduttivo pensare di poter parlare di “vantaggio” solo perché tutti gli alunni supereranno l’esame, poiché non si tratta di un vero esame. La scuola in questa situazione è stata attraversata da una crisi profonda, che l’ha stravolta nel sistema organizzativo. Sarà questo uno svantaggio? Anche in questo caso è un’imprecisione. È una situazione inedita che abbiamo dovuto gestire con coraggio e nel rispetto della normativa vigente.”

Quindi, ben vengano le tecnologie e le didattiche digitali che possono benissimo concorrere a migliorare la capacità della scuola, dei docenti, ma una scuola chiusa non è solo un edificio… chiuso: nessuna tecnologia potrà mai sostituire la ricchezza della relazione educativa che si realizza nelle aule di scuola alla presenza di docenti e studenti.

  • Dirigente, ripartiamo dal punto in cui ci siamo lasciati a fine marzo.  Ad aprile il governo ha stanziato 85 milioni di euro per tutte le regioni italiane, di cui 5,6 milioni sono andati al Piemonte, di questi 2,8 a Torino e provincia; avete ricevuto i fondi per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito i dispositivi digitali per la fruizione della DAD? –

“Sì, praticamente li abbiamo acquistati non solo con i finanziamenti dati dal Ministero (circa 11mila euro), ma anche con altri fondi a disposizione della scuola. Sono stati dati in comodato d’uso, secondo i criteri che ho condiviso con il Consiglio d’Istituto, circa una quarantina di dispositivi. C’è voluto un po’ tutto il mese di aprile per avere a disposizione i soldi e poi il materiale. Computer e tablet sono stati consegnati un po’ per volta dalle stesse ditte, che hanno dato fondo ai magazzini, vista la richiesta massiccia delle scuole. Nel frattempo, abbiamo dovuto aspettare l’assistenza di un tecnico esperto, assegnato dal ministero, per configurarli…

Ecco perché abbiamo dovuto stabilire dei criteri che seguivano una certa graduatoria, però alla fine tutti sono stati accontentati. “

  • Veniamo ai criteri… –

“ Potevano accedere i genitori che ne facevano richiesta e, prevedendo una domanda superiore alle disponibilità, abbiamo scelto dei criteri di priorità, quindi, abbiamo fatto una graduatoria. Avevano precedenza gli alunni della scuola secondaria e prima di tutti, coloro che dovevano affrontare l’esame; poi la scuola primaria. “

  • La DAD, da quando è partita? –

“Tenendo conto che noi già operavamo tramite il nostro registro elettronico, e non ci siamo mai fermati, tutto il mese di aprile è stato necessario per riuscire a recuperare gli strumenti e consegnarli, siamo partiti con le lezioni a distanza a maggio.

Ogni tentativo era una prova, se nonché alla vigilia di Pasqua arrivò la notizia da altre scuole del territorio, che la piattaforma Zoom non era idonea per la tutela della privacy. Quindi, su consiglio del nostro organo interno della privacy ho dovuto sospendere le videolezioni. Ma ci siamo immediatamente attivati con GSuite di Google, una delle piattaforme indicate dal ministero. Questa piattaforma ha una procedura molto lunga di iscrizione, sono necessari 15 giorni per attivarla. Sono stati 15 giorni di terrore a Caselle, perché in questo tempo, i genitori mi subissavano di richieste, non capivano il perché dei tempi lunghi.

A quel punto, consapevoli della tempistica, abbiamo deciso di iscrivere tutti i 1450 alunni della scuola. Sa cosa significa formare tutte le classi dalla scuola media, alla scuola dell’infanzia all’utilizzo della piattaforma? Un lavoro, snervante, lungo e complicato, però, ha dato ottimi risultati. Sebbene non tutte le classi abbiano utilizzato la piattaforma GSuite, come la materna, gli altri hanno continuato le videolezioni virtuali, condividendo i documenti nel registro elettronico.”

  • Cosa mi dice degli esami? –

“ Questo stato di emergenza ha stravolto non solo la vita della scuola, ma anche quelli che erano gli Esami di Stato del primo ciclo.

Dal punto di vista didattico non si parla di esame, inteso in senso stretto, ma di valutazione finale, secondo l’Ordinanza Ministeriale n. 9 del 16 maggio 2020 “l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione coincide con la valutazione finale da parte del consiglio di classe”. È stato pure abolito lo scrutinio per l’ammissione all’esame. Nell’ O.M. è scritto che “Gli alunni delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado trasmettono al consiglio di classe, in modalità telematica o in altra idonea modalità concordata, prima della presentazione, un elaborato inerente a una tematica condivisa dall’alunno con i docenti della classe e assegnata dal consiglio di classe”.

Come scuola ci siamo organizzati, quindi, nel rispetto della normativa, attraverso convocazione in modalità telematica del Collegio dei docenti e dei consigli di classe delle terze.

Il Collegio ha deliberato dei criteri di valutazione che per trasparenza sono stati pubblicati sul sito in modo che gli alunni e i genitori ne venissero a conoscenza. I consigli di classe hanno concordato con gli alunni le tematiche, che poi formalmente sono state comunicate con lettera personalizzata.

Si è proceduto infine alla comunicazione del calendario. Ogni alunno ha ricevuto il link nel giorno ed ora indicata per la presentazione del suo elaborato.  È una nuova modalità che ha visto coinvolti docenti e alunni, famiglie e dirigente. Abbiamo cercato, fin dall’inizio della DAD, di mettere tutti gli alunni nelle condizioni di dare il meglio di sé, incoraggiando e dotando di dispositivi informatici in comodato d’uso.

Abbiamo messo in campo con tutte le energie possibili, con il coordinamento a distanza continuo, con l’attenzione alle singole situazioni delle varie classi. Sono fiduciosa che la collaborazione fattiva e costante che c’è stata tra la scuola e la famiglia abbia dato la giusta serenità per affrontare questo percorso conclusivo della scuola del primo ciclo.

Enrica Munì

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