Caselle è una città nella seconda cintura di Torino. Ma cosa significa esattamente? Partiamo da un caso concreto. Se sei un giovane casellese e vuoi scendere Torino per fare un po’ di festa il sabato sera, compatibilmente con le misure anti-covid, non puoi. Non puoi a meno di non fare un iter diplomatico per ottenere di essere ospitato da qualche amico di buon cuore per la notte. Non puoi a meno di essere dotato di automobile, cosa non sempre scontata, e collateralmente di non berti nemmeno una birretta. Non puoi perché qualche mente geniale ha rimodulato gli orari del Sadem in modo che l’ultimo pullman parta da Torino alle 22.15. Sostanzialmente, se un casellese desidera usufruire del trasporto pubblico può giusto finire di cenare, altrimenti perde la corsa e resta bloccato nel capoluogo.

La domenica e i giorni festivi è ancora peggio: ultima partenza alle 21.15. Orari alla mano, l’efficienza del trasporto Sadem è calata negli anni e la pandemia ha dato il colpo di grazia. Fino a qualche anno fa avevamo una corsa ogni 15 minuti, con ultima partenza da Torino alle 23.30, orario già più consono. Era parzialmente uno spreco, dato che i pullman in serata viaggiavano pressoché vuoti, ma quell’ultima corsa ha salvato tante serate con amici non particolarmente trasgressive.

Con la creazione del diretto per l’aeroporto, le corse sono state dimezzate, e negli ultimi mesi sono state ridotte addirittura ad una ogni ora. Non si può dimenticare che, causa covid, i posti a bordo dei pullman sono stati dimezzati, e che di conseguenza un esiguo numero di passeggeri riempia completamente un pullman. Quando questo fenomeno si verifica all’aeroporto, i mezzi arrivano a Caselle già completamente pieni e non si fermano nemmeno alla palina, tra sbuffi e qualche gestaccio degli utenti del nostro comune, la cui unica prospettiva è aspettare quello successivo, sperando che non sia completo pure quello. I reclami inviati alla società attraverso l’apposito form sul sito cadono nel vuoto e le chiamate al centralino Sadem sono totalmente inutili, dato che i poveri centralinisti, addosso a cui viene riversata l’ira del mancato passeggero, non hanno risposte da dare se non “compilate il form di reclamo sul nostro sito”.

Il 29 di giugno la situazione è migliorata parzialmente, dato che è stata aggiunta una corsa, per un totale di due corse ogni ora. Non si elimina il problema dei pullman completi, ma si riducono i tempi di attesa. La situazione potrebbe tornare ad essere scottante il prossimo mese, quando sarà chiusa la linea ferroviaria GTT in relazione ai lavori per il raccordo al passante ferroviario. Parte degli utenti che abitualmente prendeva il treno dirotterà certamente sul Sadem. Si dice che il trasporto pubblico dovrebbe essere il futuro, prima di tutto per ragioni ambientali, ma alla luce delle precedenti considerazioni anche Greta Thumberg, esasperata, forse prenderebbe l’auto privata.

Non si può negare che la linea Sadem sia nata per servire l’aeroporto, ma gli utenti dei paesi di Borgaro e Caselle non devono essere considerati passeggeri di serie B. Nonostante nessuno voglia prendersi la responsabilità di questi disagi, sarebbe necessario ed opportuno che si attui un cambio di rotta, ascoltando le opinioni di chi usufruisce di questa linea da anni e ha ben chiara la situazione. Le corse possono essere diminuite in tarda serata, per non far viaggiare gli autobus vuoti, ma una corsa sul tardi dovrebbe essere ripristinata. Un tempo esisteva anche un pullman “jolly” in aeroporto, da far partire quando quello precedente era strapieno già in aeroporto: era una trovata intelligente, ripristiniamola.

Insomma, i pendolari per primi privilegiano l’uso del trasporto pubblico rispetto a quello dell’auto privata, cosa peraltro doverosa, ma deve essere data loro la possibilità di farlo davvero.

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