“Oggi è il 25 aprile. Sono passati più di due mesi dal primo servizio di un positivo Covid-19. Di servizi, da allora, ne abbiamo fatti circa 15.600, dei quali quasi 10.000 urgenti.”

Così iniziava una nota inviata dal direttore dei servizi della Croce Verde Torino ai militi dell’Ente.

E proseguiva:“La mole di lavoro svolta da tutti voi è impressionante e la fatica conseguente. Sono numeri che chi non è addentro stenta a credere.

Tutti servizi svolti con passione, professionalità e competenza. Qualità essenziali per tutelare la nostra salute e quella dei pazienti: attenersi scrupolosamente ai protocolli, ci consente di lavorare in sicurezza e relativa tranquillità. Nel giro di pochi giorni abbiamo radicalmente modificato le modalità del servizio e lo spirito di adattamento e l’intelligenza dimostrata è stata straordinaria. Tutto ciò ha contribuito a determinare fino ad oggi un numero di contagi tra il nostro personale estremamente contenuto.

Vi chiedo di continuare così: abbassare oggi l’attenzione e diminuire il livello di concentrazione in servizio sarebbe estremamente pericoloso.”

Il messaggio raccomandava ancora la sanificazione dei mezzi al termine di ogni servizio, attività “che va eseguita con meticolosità e scrupolosità come previsto dalle linee guida in essere, anch’essa a tutela nostra e anche dei pazienti successivamente.”

In parallelo le comunicazioni della Protezione Civile erano ancora  preoccupanti. Da ciò la logica conseguenza del numero impressionante dei servizi resi dalla Croce Verde Torino.

Volontari e dipendenti sempre pronti a intervenire; medici, infermieri, tutto il personale sanitario in successione, in prima linea.

La sola Sezione di Borgaro-Caselle dall’inizio dell’emergenza aveva registrato (sempre alla data del 27 aprile 2020) oltre 1500 servizi, di cui moltissimi sospetti Covid-19.

Per fortuna poi l’iperbole dei contagi mano a mano è andata diminuendo e si è arrivati alla “fase due”.

In prossimità dell’uscita del giornale i servizi che svolgono i nostri militi sono notevolmente diminuiti; non l’impegno, non la costante attenzione su ogni movimento.

Ci raccontava un milite che il segreto per evitare il contagio sta proprio nell’attenersi scrupolosamente alle istruzioni operative, ai protocolli.

Questa è un’altra grande lezione di competenza e professionalità : pensiamo all’enorme mole dei servizi Covid-19, con pochissimi contagiati  fra i soccorritori, oggi tutti guariti.

In questo tempo, poi, c’è stato uno stravolgimento delle regole così grande, da obbligare tutti a modificare le quotidiane abitudini di vita.

Anche e soprattutto fra i volontari della Croce Verde Torino, uomini e donne che hanno fatto una scelta: quella di dedicare tempo per un servizio di alto profilo sociale, piuttosto che ritagliarsi modi diversi per socializzare, e soprattutto di continuare a mettersi a disposizione della comunità.

Alessandra, una militessa della Sezione Borgaro-Caselle, successivamente ad una nostra conversazione scriveva così:

“All’inizio ho avuto paura e devo dire che ho pensato di prendere una pausa…non per me, ma per la mia famiglia.

L’idea che i miei potessero correre dei rischi a causa mia mi metteva l’ansia, non mi faceva credere di essere una persona responsabile (anche perché ho mia figlia e mio marito che sono dei “malati cronici”).

Poi mi sono detta: usando le precauzioni dovute, non mi succederà nulla.

La sensazione più brutta e triste che avuto, è  stata quella di non poter essere di conforto sufficiente in quanto impedita da tutte le protezioni che devo indossare.

Uno degli ultimi servizi purtroppo è stato un codice nero…( indicativo da manuale di persona deceduta all’arrivo dei militi, ndr) non era un “Covid”, ma…una nonnina…ed io avrei voluto tanto togliermi la mascherina e confortare il nonnino disperato per la perdita della sua compagna di una vita; avrei voluto con il viso esprimere il mio dolore, la mia tristezza…ecco non ho potuto, non ci sono riuscita. Solo gli occhi potevano farlo.

Credo che la nostra missione sia questa: trasmettere qualcosa di semplice, il calore umano.

Mi auguro più che mai in questo periodo, che medici ed infermieri non considerino il loro lavoro come tale, perché non lo è. È una missione! Quindi il sapere di lasciare un proprio caro da solo, senza la presenza di un famigliare è terribile e credo terrorizzi tutti.

Chiedo a tutti gli operatori di parlare con gli occhi. Non ci sembra, ma parlano.

Grazie per l’opportunità.”

A tali parole non si può aggiungere altro se non suggerire di conferire alla Croce Verde Torino Sezione Borgaro-Caselle l’assegnazione della palma per il “Casellese dell’anno 2020”.

Il sorriso che troviamo sempre sul viso dei nostri militi è contagioso, pieno di speranza e di futuro, e siamo certi che, nonostante tutto, loro non smetteranno mai di sorridere. Questo è il contagio del bene.

Perché non provare a farci contagiare?

Per info telefonare tutte le sere dopo le venti al numero 011.4501741 oppure inviare una mail a:

volontariato@croceverde.org

 

 

Mauro Giordano

 

Mauro Giordano
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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