Lentamente stiamo ritornando alla normalità: il coronavirus rappresenta ancora un pericolo da non sottovalutare mai, ma i contagi e le morti sono diminuite in tutta Italia. C’è chi dice che sia servito a rafforzare i rapporti umani, c’è chi dice che ripartendo da zero abbiamo reimparato l’umiltà, c’è chi dice che abbiamo eliminato le cose superflue (infatti si sono visti moltissimi cervelli nei bidoni dell’organico).

Io invece ho una opinione diversa: quando siamo terrorizzati diventiamo tutti improvvisamente altruisti, buoni ed umili. Cantiamo sui balconi con i nostri vicini con i quali ci accoltellavamo per il parcheggio dell’auto, creiamo migliaia di bandiere dell’Italia per poi appenderle o indossarle al contrario, stiamo per ore ad applaudire medici, infermieri e volontari in quanto veri eroi (senza però regalargli un centesimo del nostro stipendio nel caso ci venisse chiesto), ci facciamo milioni di autoscatti per far vedere agli amici quanto siamo belli con le mascherine, facciamo i video idioti nella speranza di vederli su Striscia la Notizia perché da quando il telefono serve a tutto, tranne che a telefonare, siamo diventati tutti registi, eccetera.

Quando la paura è scomparsa ritorniamo ad essere esattamente come eravamo prima. Questo non è il mio solito cinismo, ma un dato di fatto. Sfogliando seri quotidiani qua e là…

– Recentemente, un povero pargolo 15enne annoiato ha ammazzato un riccio prendendolo a calci. Dato che la stupidità non ha limiti, ha pensato bene di inviare il video ai suoi simili ed è stato pizzicato dai Carabinieri. Si è giustificato dicendo che era già morto. Ora non posso scrivere quello che penso, perché il buon Elis non lo pubblicherebbe. Mi limito a dire che un feroce anno di naja potrebbe sostituire l’educazione che non ha avuto dai genitori: due o tre mesi di guardia notturna a -20° in qualche caserma sperduta nelle montagne del Friuli magari potrebbe far nascere un minimo di intelligenza, senso civico e rispetto per la natura.

E chissà, da buon sognatore voglio sperare che in un mondo parallelo, gli animali facciano agli umani le stesse cose che ricevono qui sulla Terra.

– Nel primo week end di libertà si sono formate terrificanti code di automobili sulle strade delle Valli di Lanzo, il classico turismo mordi e fuggi che non serve a nessuno, a parte inquinare e rompere i maroni.

Il nostro Pian della Mussa era diventato un paradiso, un’oasi di pace, silenzio e natura. Persino le marmotte si erano tolte le cuffie antirumore; gli stambecchi ed i camosci scendevano fin sulla strada credendo di essere su “Scherzi a parte” in quanto nessuno ha provato ad impallinarli. Sono persino stati sfiorati dal pensiero che gli umani sono buoni e in grado di convivere pacificamente con la specie animale. Per poco.

È finito tutto: merenderos, campeggio selvaggio, esperti boscaioli della domenica che distruggono alberi (verdi) per fare il fuoco (rigorosamente vietato su tutta l’area), furgoni con musica a palla, immondizia ovunque e scatole di latta con quattro ruote parcheggiate vicino al fiume, dove è vietato.

Naturalmente nessun controllo, perché “la gente ha bisogno di sfogarsi”. Poverini, manco fossimo stati in guerra: ricordo che durante il blocco totale non ci hanno chiesto né di andare in trincea, né di stanare i Vietcong nella Valle di Ashau al confine tra il Laos e il Vietnam del Sud, ma di stare a casa a grattarci. Eh, ma bisogna uscire i bambini e pisciare il cane…

– Milioni di italiani si preparano per andare in ferie. Gli irriducibili dell’ombrellone, i patiti della tintarella a tutti i costi, i malati della prova costume. Sarebbero disposti pure a stare in spiaggia con la mascherina chiusi in una scatola di plexiglas, pur di affermare “c’ero anche io” e inviare a tutti l’autoscatto con il mare di plastica sullo sfondo, prova inconfutabile della vacanza. Fermo restando che non sopporto il mare, perlomeno in estate, non andrei comunque in ferie anche solo per rispetto di tutti quei medici e infermieri che sono morti per curare le persone dal coronavirus. Per una volta, anche se rinunciamo alle vacanze non succede niente. Ma sapete come si dice in quella oscura lingua che usano solo più i preti: “mors tua, vita mea”. Questa è la vita, baby.

– A Torino una autista del bus GTT è stata malmenata e buttata giù dal mezzo, solo perché aveva fatto notare all’utente che doveva indossare la mascherina. Anche qui avrei diverse cosucce da dire, ma ahimè tutte impubblicabili. Proviamo così: rimettiamo il bigliettaio/controllore su ogni mezzo, che abbia poteri di polizia. Ma non succederà, perché in Italia chiunque voglia far rispettare le regole è un cattivone, uno che mina la libertà altrui. E quindi vai con cortei, manifestazioni, gruppi sociali, girotondi, flash mob eccetera.

Me li vedo già gli amici antagonisti con gli striscioni “Libbertà individuale”, “Autobus Okkupato”, “La salute è mia e me la gestisco io”, “Meno mascherine più biglietti gratis per tutti”. Ah, a proposito, che fine hanno fatto i “no vax”? Si vaccineranno contro il coronavirus di nascosto o si sacrificheranno per la loro idea?

– In America un cittadino di colore è stato ucciso da un poliziotto, ed è l’ultimo di una lunga serie: che la polizia americana in alcuni stati sia molto zelante e violenta è risaputo, ma così è un tantino esagerata. Da qui sono nate molte manifestazioni, purtroppo anche violente, che hanno causato morti e feriti.

Ci sono degli eccessi ovunque: nel nostro Bel Paese siamo all’opposto. Molti criminali spadroneggiano, certi dell’impunità, delle lentezze della burocrazia e della legge non uguale per tutti.

La vita di una persona non vale più niente: ormai per un omicidio si “rischia” qualche anno di prigione (o meglio di pensione gratuita) poi si viene scarcerati grazie a qualche buonista ad oltranza e si può riprendere normalmente a fare i criminali, beffando così il lavoro delle Forze dell’Ordine che rischiano la vita tutti i giorni per proteggere le persone oneste.

– A Torino recentemente sono stati trovati in un parco dei bocconi di wurstel con dei chiodi, per uccidere i cani ed altri malcapitati animali. Bene, avrei una bella idea. Piazziamoci in un punto nascosto: aspettando pazientemente, prima o poi il bastardo ritornerà per mettere in pratica il suo hobby malsano.

Con una scusa, cerchiamo di conoscere questa brava persona; dopo qualche incontro occasionale, una volta conquistata la sua fiducia lo invitiamo a cena. E allora metteremo a sua disposizione tutta la nostra arte culinaria: insalata russa con topicida, penne all’idraulico liquido, filetto al profumo di cianuro, mousse allo Svelto, il tutto innaffiato da un ottimo Paraflu del ‘67, decisamente un’ottima annata molto rara.

– A causa del virus anche l’inquinamento è cambiato, con un deciso miglioramento del senso civico delle persone: infatti ora nei fossi e nelle borse di plastica gettate ai bordi delle strade si vedono anche mascherine, bottigliette di detergente e guanti di lattice. Infetti, naturalmente.

– A causa dell’allontanamento sociale, per molti il vero e proprio terrore del 2020, molte persone sono addirittura andate in depressione. Mah, io non le capisco: non sono mai stato così bene, senza avere persone appiccicate addosso che ti parlano a un centimetro dal naso e ti fanno le meches a causa dell’alito da topo morto. E che bello andare a cena con i tavoli finalmente distanziati, senza le famiglie urlanti dei Cesaroni ed i loro bambini maleducati che pensano di essere a Gardaland. E poi, che bella Torino deserta! Solo piazze e palazzi antichi e monumenti ed il Po con la collina senza la plebaglia in infradito e panino!

Ultimamente, i telegiornali trasmettono lacrimevoli scene di persone che si abbracciano: nelle stazioni, sotto i portici, nelle ferramenta. In realtà, tutta questa voglia di abbracciarsi arriva dai borseggiatori, che in questo brutto periodo hanno tirato la cinghia: per fortuna i poveretti si sono arrangiati con il reddito di cittadinanza…

– Una buona parte di persone in tutta Italia, specialmente giovani, non ha rispettato e non rispetta per niente le disposizioni del Governo per evitare il contagio. In televisione si sono visti assembramenti degni di una mandria (senza offesa per le mucche): come se niente fosse, forse ritenendosi immortali o comunque immuni da virus, hanno continuato la loro movida con apericena e cocktail senza mascherine, vicini vicini.

E guai a farglielo notare, sarebbe stata rissa sicura.

Bene, cari ragazzi. Se il coronavirus ritornerà (perché grazie agli imbecilli come voi ci sarà una seconda fase, statene certi è solo questione di tempo) sarete soccorsi per ultimi, se vivrete abbastanza.

Altrimenti tanti saluti.

Comunque.  Se queste sono le premesse per una nuova ripartenza, forse era meglio il virus.

 

Bear

 

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