Lo stop dei treni a Venaria. Si sta ancora aspettando l’ufficializzazione della data precisa, ma presso gli addetti ai lavori la notizia è data per certa. A metà agosto i treni della Torino-Ceres verranno stoppati alla stazione di Venaria. Comincerà quindi un ahimè lungo periodo di servizio misto, ferroviario fino a Venaria, poi con autobus navetta da Venaria a Porta Susa, con fermata intermedia a Madonna di Campagna. Con inevitabile allungamento dei tempi di viaggio, e la scomodità del cambio mezzo. Una penitenza per i pendolari, che durerà fino ad avvenuto ribaltamento della Torino-Ceres sul Passante di Torino, con l’agognato arrivo diretto, senza cambi, alla stazione di Porta Susa. Fine lavori del cantiere di corso Grosseto che ora è stimato a fine 2021, con circa un anno di ritardo rispetto ai tempi contrattuali originari. Sperando che il collaudo ministeriale finale non porti poi via troppo tempo.

“Madonna di Campagna” in pensione anticipata. Con lo stop dei treni a Venaria, terminerà la sua vita “ferroviaria” la fermata Madonna di Campagna, come pure, qualche chilometro più in là, la stazione terminale di Torino Dora. Per Madonna di Campagna, possiamo dire che sarà un pensionamento anticipato, dopo soli 30 anni di servizio; il fabbricato viaggiatori, dai tipici colori arancione e blu, fu infatti inaugurato al pubblico nel 1990, in occasione dei Mondiali di calcio. Prima stazione interrata della Torino-Ceres, sul suo modello, esteticamente non un granchè, fu poi realizzata, nel 2001, quella di Caselle città.

Anche tutto il tratto di galleria sotterranea fra le due stazioni diventerà un ramo secco, dismesso. Proposte per un suo futuro riutilizzo ne sono state fatte tante nel corso di questi anni. Ne citiamo un paio, per completezza di cronaca: sede per una linea di treno-tram che dopo Dora prosegua verso Porta Palazzo sfruttando la vecchia sede ferroviaria; parcheggio interrato sotterraneo. Vedremo se sono proposte che avranno gambe, al momento non c’è nulla di deciso.

Lo scavo di fondazione della fermata Grosseto a giugno 2020

La nuova fermata “Grosseto”. A sostituire Madonna di Campagna nella sua funzione di punto di raccolta dell’utenza dell’omonimo quartiere, ci sarà, a meno di cento metri di distanza, la nuova fermata battezzata “Grosseto”. Sarà all’incrocio fra largo Grosseto e via Lulli, posta sotto il piazzale che ospitava, prima dell’attuale cantiere, un piccolo mercato rionale. Della futura fermata sotterranea vedete qui nella pagina la situazione ad oggi: un’enorme buca, delimitata sul perimetro dalle palificazioni già infisse, e dove stanno per cominciare le lavorazioni per il getto dei solettoni che formeranno la scatola di contenimento dell’edificio passeggeri. A livello di opere edili, si tratta dell’opera più notevole fra quelle che ancora restano da completare; la nuova galleria ferroviaria a valle della fermata Grosseto è infatti ad oggi praticamente completata, come opere al rustico, da via Casteldelfino fino al Parco Sempione e all’innesto a Rebaudengo con le gallerie del Passante già in esercizio.

La riapertura di corso Grosseto. In superficie, buone notizie per gli automobilisti: a partire da fine luglio l’intero viale centrale di corso Grosseto, da via Ala di Stura fino a via Casteldelfino, sarà nuovamente percorribile. Le lavorazioni di finitura, per realizzare piste ciclabili e cordoli vari secondo i desiderata degli uffici tecnici comunali, si stanno spostando sui controviali. Il nodo critico per la circolazione stradale resterà al momento quello dell’incrocio di largo Grosseto, ove bisognerà aspettare la fine dell’anno prossimo per avere fruibile il nuovo tunnel automobilistico che alleggerirà il traffico sulla direttrice Potenza-Grosseto Ovest.

La stazione interrata Torino Rebaudengo Fossata

Per “Rebaudengo-Fossata” una futura importante missione. Per completare la panoramica sulle novità per la mobilità futura parliamo dell’altra stazione interessata da questi lavori, all’altro estremo del cantiere. Denominata “Rebaudengo-Fossata”, nonostante piazza Rebaudengo sia a oltre un km di distanza, questa stazione, entrata in servizio nel 2009, ha attualmente unico accesso lato via Fossata. Al momento la stazione non ha grossa notorietà, anche se, grazie alla possibilità di parcheggio gratuito nei piazzali circostanti, è abbastanza utilizzata ora da quei pendolari che se ne servono per raggiungere da lì in pochi minuti di viaggio gli snodi di Porta Susa e Lingotto. Nel futuro, “Rebaudengo-Fossata” diventerà un punto strategico nella mobilità torinese, senz’altro il più importante per l’area nord. Proprio di fianco a questa stazione, in un’area ora occupata da una fabbrica dismessa, si sposterà infatti il Terminal Bus per le linee extraurbane ora ubicato in corso Vittorio Emanuele davanti al Palagiustizia. I lavori di spostamento cominceranno entro quest’anno, così ha annunciato l’Assessora torinese alla Mobilità La Pietra. Quindi in tempi che dovrebbero essere contenuti potremo usufruire di questa importante infrastruttura, raggiungibile da Caselle con quindici minuti di auto (o di treno). Molto più lontano nel tempo, ma con valenza strategica ancora più rilevante, sarà infine la localizzazione, sempre nel nodo “Rebaudengo-Fossata”, del futuro capolinea della Linea 2 della Metropolitana.

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