“Melina”: non si può che definire con questo termine lo sconcertante atteggiamento tenuto, nei confronti della Regione Piemonte, dai due soggetti che avrebbero dovuto trasferirsi, già a fine 2019, le competenze di gestione delle due linee del Servizio Ferroviario Metropolitano, la Torino Ceres e la Canavesana Chieri-Rivarolo-Pont. Così prevedeva l’esito della gara effettuata, con tanti colpi di scena, dalla Regione stessa, e vinta da Trenitalia dopo la rinuncia a presentare offerta di GTT.

Che si tratti di una melina è emerso con chiarezza durante l’audizione dei rappresentanti di Trenitalia e GTT, il primo luglio, davanti alla Commissione Trasporti del Consiglio Regionale. Era anche presente l’Agenzia piemontese per la Mobilità.

Così riassume l’esito dell’incontro Mauro Fava, presidente della Commissione Trasporti: “Per la ferrovia Canavesana il passaggio di gestione da Gtt a Trenitalia dovrebbe essere questione di pochi mesi, mentre sul fronte della Torino-Ceres bisognerà ancora attendere. La linea non è ancora collegata al passante ferroviario e manca del certificato di idoneità che deve essere rilasciato dall’Ansf a Gtt Infrastruttura. Poi, sarà la volta della certificazione di Trenitalia in qualità di impresa ferroviaria, per il quale saranno necessari come minimo ulteriori cinque mesi. Si tratta di inevitabili processi di certificazioni tecniche legate alla sicurezza d’esercizio sui quali non abbiamo alcuna possibilità di intervento».

Così ha commentato il consigliere del PD Alberto Avetta al termine dell’audizione: “Abbiamo capito una cosa: siamo ancora in alto mare e di chiaro c’è solo l’incertezza”.

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