“ Non oggi e non domani perché devo preparare tutto per la donazione di sangue AVIS prevista per domenica”.

Il nostro interlocutore non è un casellese doc, ma è un “casellese da sempre”, con il quale stavamo parlando per proporgli un incontro.

Lui è Antonio Mangalaviti, per tutti Tonino: da oltre sessant’anni a Caselle.

Immigrato dalla sua terra d’origine, dalla Sicilia e più precisamente da Mistretta.

Tiene subito a precisare che lui non è arrivato a Caselle in cerca di fortuna, è arrivato perché sapeva che sarebbe andato a lavorare alla L.A.S.-Lavorazione Artigianale Sugheri-azienda in regione Grangiotti.

E a Caselle, Tonino ha restituito in termini di servizio volontario e sociale tutto ciò che ha ricevuto da quando vi è giunto giovane a ventisette anni.

Ancora oggi a sessanta anni di distanza Tonino è riconoscente a Don Ferdinando Miniotti, allora  parroco della  Chiesa di San Giovanni, il quale gli offrì una stanza in parrocchia gratuitamente. Tonino non sfruttò la situazione, anzi aiutò dove poteva e come poteva: a spaccare legna per il riscaldamento della chiesa e delle stanze; l’Arciprete, a sua volta, lo aiutò ancora ad entrare in Fiat-Iveco dove rimarrà per il resto della sua vita lavorativa.

Nel frattempo Tonino si accasò coniugandosi con una giovane signorina casellese,  Anna Fiorio, e così si formò una nuova famiglia.

È bello sentire oggi questo ultra-ottuagenario signore con voce ancora roboante, raccontare tutte le vicende del suo volontariato: di quello sociale e di quello fatto di piccoli gesti quotidiani, senza mai chiedere nulla: dall’AVIS dove ancora oggi è attivissimo, all’AIDO dove ha rivestito la figura di presidente per moltissimi anni, per non parlare poi della Pro-loco e di Cose Nostre, dove, e da sempre, è una colonna portante del drappello dei “ piegatori”.

Quando noi lo incontriamo, di fronte ad una tazzina di caffè, è un fiume in piena e se dovessimo riportare tutto ciò che ci ha detto non basterebbe una doppia pagina.

Prima di chiudere ci piace ancora ricordare un aneddoto. Tonino ci racconta che al tempo del gemellaggio AVIS con la cittadina veneta  di Caselle d’Altivole, venne ospitata una delegazione di avisini trevigiani per restituire la cortesia della prima ospitalità da questi ultimi offerta agli avisini piemontesi.

L’idea del Presidente AVIS, Giovanni Aghemo, ben noto per la sua squisita cortesia, fu quella di portare gli ospiti ad una visita guidata di Torino.

L’idea piacque al direttivo, che approvò. Era però necessario un mezzo, un autista e se possibile anche una guida. In poche ore Tonino chiese e ottenne dal titolare dell’Istituto Tecnico “Dante Alighieri”la disponibilità dello scuolabus. Chiese anche a  chi sta scrivendo questo pezzo, se potesse rendersi disponibile per un percorso guidato, e così fu. Come d’incanto fummo tutti su quel pulmino a girovagare per il centro storico, con soste per il famoso “bicerin” in Piazza della Consolata e fino su su a Superga,  poi a Cavoretto, e al Parco della Rimembranza.

Ancora oggi, ci racconta Tonino, è in contatto con gli avisini di Caselle d’Altivole che non dimenticano tanta gentilezza ed ospitalità.

Tutto questo grazie ad un immigrato che ancora oggi dice con il suo accento meridionale mai passato: “Ma vi fidate di un “napuli” come me?”

Caro Tonino, è  da sessant’anni che lo facciamo e mai tanta fiducia è stata meglio riposta.

Mauro Giordano

 

Articolo precedenteAeroporto, SAGAT per il sociale
Articolo successivoCaselle: interrotto il tratto centrale di via Audello per un cedimento
Mauro Giordano
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.