Iniziamo questa digressione parlando di chi la suona: il trombettista. Alcuni di noi con qualche capello bianco possono ricordare di aver sentito la tromba dal vero la prima volta durante il servizio militare. Squillante, struggente, stonata, ma chi è quella “rospa” che la suona? Già allora il trombettista aveva un ruolo primario e privilegiato tra le reclute. Se per caso alla visita di leva dichiaravi di saper suonare la tromba era fatta…. la strada era spianata.

In tutte le situazioni il trombettista è un personaggio, spicca, ha leadership, non si mimetizza tra gli altri.

Se diciamo la parola “jazz” chi ci viene in mente per primo? Sicuramente Louis Armstrong con il suo faccione e la sua cornetta.

Forse davvero la tromba è stata finora uno strumento un po’ maschilista, forse per il retaggio militare. Ma nelle giovani leve delle nostre bande si osserva un numero crescente di ragazze che scelgono questo strumento – meno male – e lo suonano con disinvoltura in ruoli da soliste.

Tromba, cornetta, flicorno soprano … anche in questo caso le varianti sono innumerevoli e spesso il trombettista li alterna nello stesso concerto a seconda dei brani in modo da sfruttare la diversa personalità degli strumenti.

Ma esiste anche un piccolino: il “trombino” intonato un’ottava sopra la tromba, presente solo nelle bande più complete.

La tromba ha un canneggio prevalentemente cilindrico, diventando conico solo verso la campana, mentre cornetta e flicorno hanno un canneggio prevalentemente conico, ossia stretto a partire dal bocchino si allarga gradualmente fino alla campana con più curve. Questa diversità da alla tromba il suono squillante e “chiaro” che tutti conosciamo mentre la cornetta ed ancor più il flicorno hanno un suono morbido e pieno.

Il flicorno soprano è poi il più piccolo di una famiglia numerosissima di strumenti che rappresenta tutte le voci del “coro” (contralto, tenore, baritono, basso, contrabbasso, ne abbiamo parlato in puntate precedenti), frutto della geniale manifattura centro europea del diciannovesimo secolo. Un nome per tutti, il notissimo inventore Adolphe Sax, belga di nascita, che non solo inventò lo strumento che porterà il suo nome ma passò la vita a perfezionare e standardizzare tanti altri strumenti tra cui i flicorni.

A proposito di suono chiaro e scuro: i musicisti adoperano questa espressione per indicare la differenza tra un suono più limpido e squillante oppure più morbido e robusto. Non tutti sanno che nell’antichità una specie di tromba era la “chiarina” o “clarino” così detta proprio per indicare questa caratteristica di limpidezza del suono. Per immaginarvela pensate alle trombe usate nei gruppi storici in costume o le “trombe Aida” per la marcia trionfale. Già, e cosa c’entra il clarinetto? Proprio nulla, come spesso accade nel mondo degli strumenti musicali i nomi si accavallano e si confondono. Quindi non dite a un clarinettista che suona il clarino a meno che non vogliate offenderlo intenzionalmente.

La sezione trombe nella banda fa a gara con quella dei tromboni. In fondo si assomigliano e spesso si sfidano a chi mostra più grinta, mandando il maestro su tutte le furie. La sezione trombe è chiamata sia a disegnare le melodie sia a fare contrappunto e ritmica. Ed un assolo di tromba non manca quasi mai. Per questo possiamo dire che la sezione trombe si basa su un perfetto gioco di squadra dove i veri assi si integrano con i praticanti meno pretenziosi, tutti importanti per la sonorità della banda.

Con questa puntata si conclude il ciclo degli “ottoni”. Come commento finale noterei che la caratteristica comune di tutti questi strumenti a fiato non è tanto il materiale che sta all’origine del nome, ma il bocchino. Più piccolo o più grande a seconda del tipo di strumento il bocchino degli ottoni è un cono in metallo solido su cui poggiano le labbra del musicista che genera il suono facendole vibrare. Il resto dello strumento, che siano pochi etti o molti chili, amplifica solamente il vibrato delle labbra. Il suono col solo bocchino senza strumento è definito in inglese “buzzing”, un termine che mima il ronzio che gli insetti emettono in volo. Col solo bocchino si possono produrre tutti i suoni della scala cromatica su più ottave; alcuni compositori di musica per banda hanno inserito dei piccoli passaggi in cui le trombe suonano col solo bocchino per generare a sorpresa un effetto di incredibile leggerezza.

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Filarmonica Cerettese
Classe 1958, ex dirigente di azienda, torinese di nascita, ho una famiglia che unisce Sud e Nord, Italia ed Europa. Mi sono diplomato al liceo classico ed ho conseguito la laurea in Economia a Torino. In azienda mi sono occupato di controllo di gestione, amministrazione, personale. Ho lavorato oltre 15 anni in paesi esteri dirigendo piccole filiali del gruppo al quale ho dedicato tutta la mia carriera. Ho così avuto l’opportunità di avvicinarmi a lingue straniere e scoprire culture antichissime; ho provato a capire la gente di altri paesi vivendoci un po’ insieme ed ho imparato che quello che ci divide sono solo i preconcetti ma anche, troppo spesso, il peso della Storia. Una volta in pensione mi sono dedicato da una parte al volontariato, utilizzando le mie competenze a beneficio del terzo settore, dall’altro ho ripreso la passione per la musica che mi aveva sempre accompagnato, in verità senza grandi risultati. All’età della pensione ho iniziato a studiare e praticare uno strumento a fiato che mi ha permesso di introdurmi nel meraviglioso mondo delle bande musicali piemontesi. Per Cose Nostre scrivo della Filarmonica Cerettese ed in generale di temi relativi all’associazionismo musicale popolare.

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