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COM’andrà a finire?

Tanti i dubbi, anche se un comunicato stampa Aedes del 2 settembre conferma l’intenzione della società di proseguire lo sviluppo del Caselle Open Mall

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Come era facile prevedere, la decisione, resa nota a inizio estate, di sospendere l’esecuzione dei permessi di costruzione del mega-insediamento commerciale, ha rafforzato, nell’opinione pubblica casellese, l’ampio fronte degli scettici e dei contrari all’iniziativa. Opinioni scettiche e contrarie anche ben rappresentate sulle pagine di questo giornale, che da sempre vuole essere un giornale “plurale”. Nella bacheca politica a pag. 2 trovate spesso gli attacchi al progetto del Movimento 5 Stelle e, particolarmente feroci e sarcastici, di Caselle Futura. Le rubriche di Alessandro Forno e di Ernesto Scalco, che trovate nelle pagine interne, si sono sempre espresse, con coerenza negli anni, contro l’opera, ritenuta inutile ed impattante. Idem l’opinione del mondo agricolo, nel giornale spesso rappresentata dalla penna di Luigi Chiabotto, contrario ad ulteriori consumi di suolo.

Questo per quanto riguarda gli spazi nel giornale dedicati alle rubriche e alle opinioni. Nelle pagine dedicate alle notizie e all’attualità, le vicende delle Aree ATA sono sempre state raccontate – i nostri lettori ce lo concederanno – cercando di mantenere un taglio imparziale, ma, lo ammettiamo, con alla base la convinzione che l’iniziativa sia un’importante ed irripetibile occasione di sviluppo per il nostro territorio.

E continuiamo a crederlo, anche se ora le cose, per chi sta portando avanti il progetto, si sono complicate assai. Non è passato neanche un anno da quel 25 ottobre, al Jet Hotel, quando fu dato l’annuncio dell’avvio delle opere propedeutiche al cantiere; un annuncio fatto contestualmente dai due soggetti, il pubblico e il proponente privato, Aedes. “Il passaggio del Rubicone” così avevamo titolato su Cose Nostre, ricordando la presenza, nel panorama dell’opera, di mine vaganti, soprattutto sul fronte finanziario. Quell’annuncio era comunque importante, per innescare la spirale virtuosa della fiducia: con tutte le autorizzazioni in tasca, la commercializzazione degli spazi poteva proseguire e sarebbero arrivati investitori e banche a mettere i capitali mancanti. Non è finora andata così. Il programmato aumento di capitale di 50 milioni che doveva avvenire in Aedes prima a novembre 2019, poi questa primavera, ora sembra slittato a fine anno. Una parte degli attuali soci, nel frattempo, ha messo in vendita la propria quota, introducendo incertezze sull’assetto proprietario ancora irrisolte. E infine la mazzata del Covid, con i nuovi scenari sulle prospettive del settore che hanno portato la società a concordare con il Comune di Caselle la sospensione dei permessi a costruire fino al 31 marzo 2021.

Uno stop che potrebbe diventare definitivo? La società Aedes risponde seccamente di no. Un comunicato stampa del 2 settembre 2020, nel rendere noto l’aggiornamento del proprio Piano Industriale 2020-2026, conferma nelle righe finali il mantenimento all’interno del Piano dello sviluppo del Caselle Open Mall, definito “progetto commerciale e intrattenimento di ultima generazione”. Questa la dichiarazione.

Una dichiarazione “obbligata”? Probabilmente sì, dato il peso che ha il progetto di sviluppo di Caselle sul valore della società, quotata in borsa, e i tanti soldi già spesi su questo progetto.  Ma il COM’andrà veramente a finire, nessuno può ancora dirlo con certezza.

1 commento

  1. Non abbiamo proprio bisogno di un altro centro commerciale,ce ne sono fin troppi, quindi spendete nel modo migliore questi soldi,non producono lavoro,basterebbe che quelli già esistenti assumessero più personale,non far fare cose stancanti alle casse ,con una o due aperte, e i negozi che non aderiranno dovranno morire,.

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