L’indipendenza è la condizione di colui che è indipendente. Lo si può attribuire ad un individuo, ad un popolo, ad uno Stato, a dei fatti. Una guerra d’indipendenza, l’indipendenza economica o una voce indipendente sono tutte situazioni considerate valide. La dipendenza, ovvero la condizione di essere soggetto o subordinato a qualcosa o a qualcuno, determina rapporti sbilanciati nei quali per una parte vi è una, più o meno elevata, privazione di libertà. Il processo che porta da uno stato di dipendenza ad una condizione indipendente è un percorso faticoso e spesso conflittuale. Questo passaggio può essere provocato da un evento che fa sorgere una consapevolezza, un cambio di visione, una maturazione di un’idea. La storia dell’indipendenza si lega indissolubilmente alla storia dell’essere umano. I movimenti indipendentisti hanno avuto il loro ruolo di protagonista in particolare nel disfacimento dei grandi imperi, da quello asburgico a quello russo o a quello coloniale britannico. Di recente è tornata alla ribalta la questione della Catalogna all’indomani della celebrazione del referendum del 2017 e che ha innescato un conflitto istituzionale di vaste proporzioni tra il governo catalano e quello di Madrid. Questo evento ha rivitalizzato anche i numerosi gruppi indipendentisti presenti nel nostro paese. Il Südtiroler Volkspartei, il Süd-Tiroler FreiheitSud e gli Schützen sono movimenti di natura molto diversa tra di loro ma che sostengono l’autonomia sudtirolese o l’annessione della regione all’Austria. Un altro fronte caldo dove l’indipendentismo è particolarmente radicato è la Sardegna, che vede le manifestazioni di diversi movimenti separatisti, il Partito Sardo d’Azione, gli indipendentisti Progres – Progetu Repu’blica, L’Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, il Fronte Indipendentista Unidu e Sardignalibera. Altra storica zona con spinte autonomiste è la Sicilia. Infine anche in Valle D’Aosta non è esente da questa realtà e si incarna nel Movimento Autonomista Union Valdotaine Progressiste e nel movimento federalista e autonomista Union Valdotaine.

Negli Stati Uniti il 4 luglio si festeggia l’indipendenza delle tredici colonie nordamericane dall’impero britannico. La Dichiarazione d’Indipendenza provoca l’inasprimento della rivolta americana nei confronti della madrepatria e la guerra scaturita da essa si conclude con il riconoscimento della sovranità degli Stati Uniti da parte inglese. Durante la seduta del Congresso di Filadelfia, nel 4 luglio 1776, i trentatré delegati (patriots) ratificano la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti redatta dalla Commissione dei Cinque composta da Thomas Jefferson (il principale autore del documento), Benjamin Franklin, John Adams, Robert R. Livingston e Roger Sherman. La dichiarazione espone sia i diritti dell’individuo sia i diritti alla rivoluzione contro l’Inghilterra e ha sancito il momento di trasformazione della protesta dei coloni in una vera e propria rivoluzione volta a scardinare l’assetto politico esistente. Non è da confondere con la Costituzione degli Stati Uniti d’America, in quanto non viene definita una nuova forma di governo ma ha l’obiettivo di sensibilizzare alcune potenze europee, in particolare la Francia, alla causa americana. Il documento può essere suddiviso in tre parti: quella relativa ai diritti dell’uomo e alla legittimità della rivolta, quella sulle accuse verso re Giorgio III d’Inghilterra e quella nella quale viene formalizzata la dichiarazione d’indipendenza.

Essere indipendenti è un’inclinazione prima ancora di divenire una condizione materiale e se ciò può farci provare dapprincipio spaesamento o solitudine è uno degli aspetti su cui riflettere e prodigarsi fin dalla tenera età.

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