Una domenica mattina, di quelle calde, decidiamo di alzarci presto e andare a fare una passeggiata per la cittadina. Cominci ad apprezzare la scelta  di andare ad abitare lontano dalla grande città, dove si possa vivere meglio, con più natura intorno e meno traffico. Iniziamo incamminandoci nella zona di via Colombo e via Venaria e la prima impressione è che sembra una zona creata seguendo buone idee ma poi lasciata incompiuta. Percorrendo poi via Audello apprezziamo l’ assenza di segnaletica orizzontale nonostante sia passato parecchio tempo dalla fine dei lavori ed il nuovo marciapiede che, ahimè, a tratti è largo a tratti stretto con il lampione che permette a malapena di passare con passeggino, a volte con il gradino alto a volte a filo strada, insomma una licenza poetica del progettista. Passiamo oltre ed attraversando la zona delle due stazioni ci viene da piangere. Tutto è abbandonato, si passa da buche importanti, ad erbaccia incolta, a punti luce a terra diventati dei naturali e artistici vasi per erbaccia, eppure era addirittura morto un cane tempo fa a causa della mancata manutenzione della zona. Tiriamo un respiro lungo, osserviamo la rotonda abbandonata al suo destino e giriamo verso la piazzetta andando verso il centro. La piazzetta è finalmente rallegrata dagli spazi all’ aperto dei locali, ma è meglio non girare lo sguardo intorno per non deprimersi. Ci dirigiamo verso via Cravero percorrendola e, oltre allo sporco sui marciapiedi e a bordo strada, oltre alla tristezza dei locali chiusi per cessata attività, vediamo qualche punto della via popolarsi grazie ai dehors dei bar che ci fanno pensare che dare questa possibilità permette ai casellesi di tirare fuori la testa dalle case per socializzare. Ci imbattiamo sulla nuova via che dovrebbe unire via Cravero a piazza Garambois, ma oramai è diventato l’ennesimo lavoro dimenticato da chissà quale documento o verifica che non è ancora stata risolta.  Ci fermiamo in uno dei dehors a fare colazione.  Soffermandoci su piazza Boschiassi alziamo lo sguardo verso la chiesa e ci domandiamo come mai l’ amministrazione non possa stanziare una cifra maggiore per sanare il decadimento delle facciate della chiesa di Santa Maria, il cui stato mette tristezza. Proseguiamo la passeggiata, via Torino ripavimentata ma con vasi buttati lungo la strada diventati cestini e posacenere per i passanti, con ostacoli buoni per un concorrente di Giochi senza frontiere. Ci domandiamo perché via Torino non venga trasformata in isola pedonale, sarebbe più utile anche ai negozianti perché le persone a piedi avrebbero il tempo di guardare le vetrine. Raggiungiamo Prato fiera, appena rinnovata, la troviamo completamente invasa dalle foglie (l’ autunno scorso è passato da un pezzo e le foglie secche dovrebbero essere raccolte per evitare intasamenti dei tombini e pericolosi scivoloni). Allora mestamente ci avviamo verso casa, immaginando che le altre vie che non abbiamo percorso siano nelle stesse identiche condizioni, se non peggio, con la convinzione che Caselle è davvero una bella cittadina ma lasciata sempre più al degrado. Ci domandiamo se il sindaco e la sua giunta di maggioranza, i dipendenti comunali, i tecnici e gli assessori abbiano mai fatto una passeggiata per Caselle, scoprirebbero un paese che, ad uno sguardo veloce passando in auto pare, ma non è …

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