Siamo in tempo di pandemia, e questo è chiaro a tutti noi.

Siamo a settembre tempo di inizio dell’anno scolastico, e questo è chiaro a tutti noi.

Siamo in un periodo in cui le informazioni viaggiano veloci su Whatsapp, e questo è chiaro a tutti noi.

Ma essere sulle cronache dei giornali per una non sicura ripartenza delle scuole solo nel nostro Comune è una cosa che a molti di noi non è chiara.

E in questi giorni abbiamo visto il gioco delle tre carte. Nella non individuazione di eventuali responsabili e nella non chiara identificazione del problema. Ognuno ha cercato di non tenersi la “patata bollente” in mano e a un certo punto s’è visto il nostro giornale attaccato per una non corretta informazione.

Tralasciamo ciò che riguarda il nostro giornale, perché se c’è una cosa che fa da quasi cinquant’anni è quella di informare i casellesi in modo libero e imparziale, e parliamo dei nostri ragazzi che hanno vissuto in modo più stringente questo periodo anomalo per tutti.

Nel precedente anno scolastico sono stati a casa e hanno dovuto vivere in modo diverso la didattica e la socialità. Questo ha scombussolato un po’ la quotidianità di tutti, dagli insegnanti ai genitori. Non sempre questo è stato ottimale e non sempre la teledidattica, per tutta una serie di fattori, è stata efficace.

I ragazzi non hanno più potuto giocare insieme e confrontarsi, non hanno più potuto per un lungo periodo andare nei parco giochi per le attività di svago e questo, a detta degli esperti, ha avuto e avrà delle conseguenze nel loro modo di rapportarsi con gli altri. Questo è quello su cui ci si deve confrontare e trovare delle soluzioni, affinché il nostro futuro, le nostre nuove generazioni, i nostri giovani casellesi abbiano una formazione adeguata e siano pronti ad affrontare le sfide del domani.

Non è facile per nessuno, ma è importante reiniziare nel modo meno traumatico possibile e l’unica cosa che ci resta da augurare e che l’anno scolastico parta in modo preciso e puntuale, senza ripercussioni sui nostri giovani e che tutte le tensioni, che si sono create in questi giorni, vengano meno. Si guardi alla didattica, allo stare insieme, alla formazione.

“Una buona testa e un buon cuore sono una combinazione formidabile. Ma quando ci aggiungi una lingua o una penna colta, allora hai davvero qualcosa di speciale”, diceva Nelson Mandela e speriamo che tutto ciò avvenga in questo nuovo anno scolastico.

 

 

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