La pandemia ci ha mostrato i migliori aspetti di molte persone, ma anche i peggiori di molti altre. Tra questi ultimi non si può non annoverare la dilagante tendenza complottista che, più di prima, accomuna molti dei nostri simili. Il complottismo è sempre esistito, ed esempio lampante ne è il falso protocollo dei Saggi di Sion, scritto e diffuso a fine Ottocento per far credere al popolino che gli ebrei stessero ordendo un complotto per conquistare il mondo. Oggi come allora la percezione è che le teorie complottiste continuino ad essere scritte ad hoc da qualcuno con fini poco nobili, forse per destabilizzare le opinioni pubbliche e far spostare l’elettorato sempre più verso una nascente fazione populista, immancabilmente bianca negli States ed antieuropea in Europa. Non vogliamo tuttavia scadere noi stessi nel complottismo sul complottismo, motivo per cui ci limiteremo ad analizzarlo dal basso, dal livello delle marionette e non dei burattinai. Un virale complottismo si è diffuso grazie al Covid-19: in Italia è impersonato dal movimento dei gillet arancioni, adeguatamente coordinati dall’ex generale dei Carabinieri Pappalardo, uomo di estrema destra che ha più volte spinto i militari dell’arma a rivoltarsi e sovvertire l’ordine democratico. A sentir la teoria dei gilet arancioni il virus sarebbe stato fabbricato da Bill Gates e diffuso in tutto il mondo da suoi agenti, di modo che fabbricando successivamente il vaccino adeguato, il patron della Microsoft Corporation avrebbe aggiunto qualche miliardo al suo immenso patrimonio. Gates avrebbe anche telefonato personalmente ad ogni capo di stato, pagandolo profumatamente affinché acquistasse il vaccino proprio da lui. Ma non è tutto: nel vaccino ci sarebbe un composto a base di mercurio che resterebbe nel nostro corpo, grazie a cui Gates ed i vari capi di stato, tra cui Conte, potrebbero controllarci, ovviamente appoggiandosi alla rete 5G. Partendo da alcuni dati oggettivamente reali, come il fatto che Gates sia uno dei maggiori finanziatori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ecco costruita una losca teoria, piena di mistero, quasi fantascientifica, certamente paranoica. Chi mai potrebbe credere ad una cosa simile? Nessuno, penseremmo. E invece troviamo schiere di individui pronti a battersi fino alla morte per questa causa. Si tratta prevalentemente di individui inappagati dalla vita, spesso disoccupati scoraggiati, senza più nulla in cui credere davvero. La vocazione arriva solitamente attraverso qualche video su Youtube, che millanta di rivelare verità che i grandi giornali ci tengono nascoste e che, guarda caso, loro invece conoscono. Si tratta spesso di persone che, stufe di un sistema oggettivamente ingiusto, trovano nelle rivelazioni complottiste una nuova linfa vitale. Si convincono di avere in tasca una verità che noi mortali non abbiamo modo di avere, perché basata su elementi “che non ci vengono detti”, motivo per cui sarà impossibile convincerli che viaggiano nel regno dell’assurdo. Non importa quanti scienziati abbiano detto che indossare le mascherine limiti la diffusione del virus, loro saranno contrari perché qualche scienziato, sconosciutio perchè boicottato dai poteri forti, aveva una teoria ben più valida per cui non la si deve indossare. Alla faccia dei medici che rischiano la loro vita per salvare la nostra (o quella dei complottisti stessi che li denigrano). L’apporto dei complottisti alla società diventa in questi frangenti da inutile addirittura controproducente. Il giorno che ci troveremo a dibattere con un complottista (in ogni famiglia ne abbiamo almeno uno…) ricordiamogli che se, invece di combattere un’immaginaria battaglia contro Bill Gates o di disperarsi per i bambini tenuti prigionieri, terrorizzati a morte e dissanguati per fabbricare l’elisir di lunga vita (sono teorie reali, non di nostra invenzione), si applicasse a qualche battaglia più certa e concreta, farebbe un favore a tutti. I bambini che muoiono di fame, le persone senza una casa o i profughi che affogano non serve inventarli: esistono già e sono a pochi chilometri da casa nostra.

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