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Mutamenti e secessioni in Germania

In mostra ad Aosta

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La corrente di rinnovamento creativo che attraversò l’Europa nell’Ottocento e che portò all’Impressionismo, quindi alle Avanguardie del Novecento, mutò la percezione di artisti e docenti delle Accademie, trasformò i programmi didattici ufficiali ed il gusto del pubblico, in stretta correlazione con profondi cambiamenti storico-sociali e tecnologici.

Fra i vari Paesi, le manifestazioni francesi della rinnovata sensibilità sono forse quelle maggiormente note, sebbene in tutta Europa il travaglio culturale ottocentesco abbia generato movimenti, Secessioni, opposizioni, aspetti locali e personali dei nuovi volti dell’arte.

La mostra “Impressionismo tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover” a cura di Thomas Andratschke e Daria Jorioz ed allestita presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta (Piazza Roncas 12) propone un percorso in terra alemanna che si compie attraverso le opere degli artisti interpreti del naturalismo, del Realismo e dell’Impressionismo. Il relativo catalogo (Silvana Editoriale) contiene saggi dei curatori e prefazione di Katja Lembke e Cristina De La Pierre.

L’ordine cronologico guida il visitatore tra vedute di paesaggio, di cui numerose “en plein air”, ritratti ed incisioni eseguiti da pittori affermati e spesso docenti di Accademia; tale caratteristica è indicativa per comprendere le cromie prevalentemente scure, “terrigne”, ancora influenzate dall’importanza del disegno e dalla tradizione, oltre che da una propensione culturale degli autori ad attribuire ai soggetti significati introspettivi e simbolisti ed infine dalle condizioni meteorologiche mitteleuropee.

La prima sezione presenta i precursori dell’Impressionismo tedesco e le comunità di artisti (analoghe alla Scuola di Barbizon) in cui fiorì la pittura di paesaggio, evolutasi durante l’Ottocento da genere minore fino a divenire il campo più promettente di sperimentazione e di promozione artistica.

Carl Blechen, maestro del Romanticismo tedesco, ed Anselm Feuerbach aprono l’esposizione con due scorci delle coste italiana (Capri) e francese (Étretat). L’Italia spesso costituì meta di viaggio per gli artisti europei, finanche quando terminò la moda del “Gran Tour”, dunque i paesaggi della nostra terra figurano frequentemente nelle opere dell’epoca.

Animali e uomini sono protagonisti in due creazioni di Franz Lenbach, “principe dei pittori monacensi” ed anticipatore della “pittura di paesaggio di Weimar”, di cui massimi esponenti furono Karl Buchholtz e Karl Hagemeister.

Il tema tipicamente impressionista del giardino è poi esemplificato nella “Casa di Leibls ad Aibling” da Johann Sperl.

Il “triumvirato dell’Impressionismo tedesco” (Max Liebermann, Max Slevogt, Lovis Corinth) domina la seconda sezione ove, accanto a raffigurazioni scultoree (autori August Kraus e Georg Kolbe) dei primi due artisti, si susseguono opere ad olio ed acqueforti che spaziano dai temi propri del Realismo agli svaghi della borghesia, maggiormente vicini all’Impressionismo francese. Ritratti, autoritratti ed animali si accostano a dipinti dalle pennellate maggiormente contrastate quali “Tiergarten” di Liebermann e “Wilhelmine con il gatto” di Corinth -rispettivamente primo e secondo presidente della “Secessione di Berlino”- ed altresì l’“Ospizio femminile” rappresentato da Ernst Oppler, membro dello stesso movimento. Per la particolare vivacità cromatica si distingue l’autoritratto di Slevogt ambientato a Capri.

La terza sezione dell’esposizione raccoglie opere realizzate nel trentennio iniziale del Novecento da artisti di minor fama e dagli stili eterogenei.

August Gaul, appartenente alla “Secessione di Berlino”, prediligeva scolpire soggetti animali “catturandone l’anima” mentre animali domestici compaiono sia nel dipinto ancor impressionista di Heinrich von Zügel, sia nelle opere già puntiniste e finanche in quelle definite quali esempi di “Impressionismo industriale”, tendenza tipicamente tedesca, che assume diverse derive.

Attraverso questa mostra è possibile dunque approfondire aspetti meno popolari di una corrente di pensiero artistico che ha inciso notevolmente sulla modernità e sul gusto contemporaneo.

Tiziano Rossetto

 

 

 

 Leonhard Sandrock

“Piroscafo in cantiere”

 

 

 

 

 

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