Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi

Chissà se la commissione esaminatrice del premio “In-Architettura 2020” aveva pensato a questo famoso detto di Rita Levi Montalcini nell’assegnare questa palma d’oro.

Sicuramente invece la mente ed il cuore l’hanno  usata il progettista ed il costruttore della RSA Residenza Sanitaria  Assistenziale di Druento.

È questo un premio assegnato a livello interregionale per la macroarea Piemonte-Liguria e Valle d’Aosta e rivolto a progettisti e aziende costruttrici di plessi di particolare complessità e prestigio.

All’ICEP S.r.l. impresa di costruzioni edili di Caselle Torinese, fondata e diretta dalla famiglia Vigna Suria fin dagli Anni ‘70, e che in questa opera ha occupato una forza lavoro fra i 60 e 80 lavoratori, è stato assegnato proprio questo prestigioso riconoscimento.

Questa la motivazione:”Per la capacità di trasformare un blocco funzionale tradizionalmente aggregato e anonimo, in un tessuto microurbano fatto di nuclei elementari – morfologici oltre che funzionali -combinati, in grado di rendere  riconoscibili e permeabili le sue diverse parti e restituire dignità all’abitare nelle comunità di anziani”.

La struttura quasi terminata di costruire dall’ ATI  ICEP-ICZ comprende sei Nuclei da dodici camere ognuno, per un totale di 72 camere doppie e 144 posti letto totali.

Un nucleo è destinato ai malati di Alzheimer.

La superficie è di circa 7000 mq su due piani fuori terra più uno interrato.

I lavori iniziarono a maggio 2018 e ad oggi sono in fase di ultimazione.

Progettista, anch’egli premiato della stessa onorificenza, l’arch. Vittorio Jacomussi dello studio De Ferrari Architetti.

La particolarità della struttura è data dalla quasi totale assenza di corridoi che caratterizzano normalmente le strutture sanitarie, le camere si affacciano verso l’interno su delle corti coperte da vetrate ed in questi spazi si trovano le zone dedicate al soggiorno ed al pranzo degli ospiti. Ogni camera si affaccia verso l’esterno sul giardino circostante. I letti, contrariamente all’uso corrente, sono ruotati in modo che ogni ospite abbia di fronte un’ampia portafinestra che si affaccia all’esterno.

Dunque tutta la struttura societaria dell’ICEP – ma in particolare i giovani, l’ ingegnere Andrea Vigna Suria e l’architetto Paolo Vigna Suria, che stanno raccogliendo il testimone lasciato dal papà Giuseppe – ha potuto festeggiare l’inaspettato riconoscimento per l’impegno a restituire “dignità all’abitare nelle comunità degli anziani”, come recita proprio la motivazione di premio.

Loro sì, hanno messo “cuore e mente” nell’eseguire il loro lavoro. E tutto ciò per tutelare e rendere più dolce e più sereno il tempo che le persone della terza o quarta età, trascorrono quando, gioco forza, si impone un allontanamento dalle mura domestiche.

I Vigna non hanno dimenticato il grande valore e la memoria storica che nostri nonni ci hanno trasmesso e lo hanno messo a frutto attraverso questo complesso che passerà alla storia per la sua impareggiabile originalità.

L’ICEP e la città di Caselle saranno ricordate negli annali delle riviste specialistiche quali punte di diamante per avere offerto più valore, più dignità e maggior tutela ad ospiti anziani ed indifesi che, ognuno per la loro parte, hanno contribuito a formare la società di oggi.

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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